✕

Riforma Rai, disco verde del governo a nuova governance. Dentro anche delega su canone

Renzi: "Obiettivo è liberare la tv pubblica dai partiti e darle un futuro". Cda ridotto (da 9 a 7) e Ad con pieni poteri. Ok a riorganizzazione ministero Giustizia con "risparmi per 64 milioni l'anno". Poi l'annuncio del premier: "Entro il 2015 il riordino delle intercettazioni"
2 minuti di lettura
ROMA - Disco verde del governo al disegno di legge sulla Rai con dentro una delega dedicata a quel canone tv che il presidente del Consiglio vorrebbe tanto superare. Ma ancora: via libera alla riorganizzazione del ministero della Giustizia. E poi l'annuncio: "Entro il 2015 - dice il capo dell'esecutivo - arriverà pure la riforma del sistema delle intercettazioni".

Il Consiglio dei ministri ha detto sì, oggi pomeriggio, al ddl che riguarda la televisione di Stato mentre la Consob sospende l'Opa di Ei Towers su Rai Way. Un riordino che prevede di sostituire il sistema di governance attuale con un consiglio di amministrazione di sette membri (anziché 9) di cui quattro espressi dal parlamento, due dall'azionista (cioè il ministero dell'Economia) e uno che rappresenta i dipendenti. Inoltre, si contempla un amministratore delegato con pieni poteri indicato anche questo dal Tesoro, vale a dire dal governo. Ed è questo il …
ROMA - Disco verde del governo al disegno di legge sulla Rai con dentro una delega dedicata a quel canone tv che il presidente del Consiglio vorrebbe tanto superare. Ma ancora: via libera alla riorganizzazione del ministero della Giustizia. E poi l'annuncio: "Entro il 2015 - dice il capo dell'esecutivo - arriverà pure la riforma del sistema delle intercettazioni".

Il Consiglio dei ministri ha detto sì, oggi pomeriggio, al ddl che riguarda la televisione di Stato mentre la Consob sospende l'Opa di Ei Towers su Rai Way. Un riordino che prevede di sostituire il sistema di governance attuale con un consiglio di amministrazione di sette membri (anziché 9) di cui quattro espressi dal parlamento, due dall'azionista (cioè il ministero dell'Economia) e uno che rappresenta i dipendenti. Inoltre, si contempla un amministratore delegato con pieni poteri indicato anche questo dal Tesoro, vale a dire dal governo. Ed è questo il punto più critico della riforma perché molti sostengono che il legame tra l'esecutivo e l'azienda Rai continuerebbe ad essere troppo diretto, con un link troppo stretto.

LEGGI  Cosa prevede il piano Renzi

Le critiche arrivano naturalmente dall'opposizione, ma anche dall'interno del Pd. Dalla minoranzam dem, ad esempio, Gianni Cuperlo parla della necessità di un filtro attraverso lo strumento di un consiglio di sorveglianza che farebbe da intermediario tra l'azionista e il cda che però sarebbe ridotto a tre membri soltanto. Comunque, ora la palla passa alle Camere, e a tal proposito il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, ha mandato il messaggio: "Mi auguro che il parlamento possa arrivare rapidamente all'approvazione definitiva per consentirci, anche in occasione del rinnovo, di poter già applicare la nuova disciplina". Un passaggio cruciale, quello sulla tempistica, su cui lo stesso Matteo Renzi dirà: "Non faremo un  decreto. Se vogliono possono tenersi la legge Gasparri. Luglio è il tempo necessario per evitare che si voti il nuovo cda con la Gasparri, abbiamo quattro mesi di tempo".

Nel ddl di riforma della Rai, però, c'è anche "l'idea di riflettere sul modello del canone, per semplificarlo e combattere l'evasione". Il premier spiega che "c'è proprio una delega su questo", che s?catterà a un anno dall'entrata in vigore della legge. "In prospettiva - continua Renzi - io vorrei eliminare il canone e lasciare la fiscalità generale a pagare il servizio pubblico. Nel ddl non c'è un impegno, ma c'è una delega a sciogliere questo nodo, che è importante, non vogliamo un'evasione così allucinante del canone per cui cittadini onesti lo pagano e altri rifiutano di farlo".

Dure le critiche del fronte sindacale. "Nessuna discontinuità - scrivono Fnsi e Usigrai - non c'è la rivoluzione che noi auspichiamo. Ci aspettavamo la rottamazione della Legge Gasparri, insieme al controllo sulla Rai dei partiti e dei governi. Su questo si era impegnato il presidente del Consiglio dei Ministri. Ma la soluzione annunciata oggi non va affatto in questa direzione".

Al termine del Cdm, Renzi ha poi ufficializzato il via libera a "un atto di fondamentale importanza: la riorganizzazione del ministero della Giustizia". Una riorganizzazione, dichiara il capo del governo che "passa dal libro dei sogni alla realtà. Il tema è assolutamente cruciale, è il vero modo con il quale si interviene su una delle carenze storiche che abbiamo: il numero dei procedimenti pendenti". In conferenza stampa, è poi il Guardasigilli, Andrea Orlando, a fornire i numeri: "Con la riorganizzazione si otterrà un risparmio annuo di 64 milioni di euro. E' la piu' importante cura ricostituente del sistema giustizia che sia stata fatta negli ultimi anni".

"Ci dotiamo - prosegue il titolare del dicastero - degli sturmenti per gestire un passaggio epocale per il mondo della giustizia: da settembre gli uffici giudiziari non saranno più gestiti dai Comuni ma dal ministero della Giustizia". Orlando ha dunque sottolineato che "questo intervento si aggiunge ad altri interventi organizzativi: a giugno è partito il processo civile telematico" e che nelle settimane scorse "il ministero ha acquisito dei fondi strutturali per 100 milioni di euro di cui 50 saranno utilizzati per l'informatizzazione del processo penale". Il Guardasigilli ha poi ricordato di aver "costituito, come in altri Paesi, un grande dipartimento che si occupa di esecuzione penale esterna, cioè di pena alternativa al carcere".

Un passaggio il ministro lo riserva anche al tema della prescrizione: "Le prescrizioni dei processi - dice - si realizzano perché ci sono norme non adatte non solo perché ma anche perché mancano le persone che fanno le fotocopie per fare andare avanti il processo, perché non c'è l'informatizzazione".