Rimpasto e Def nell'agenda di Renzi. Fassino: "Incontri prima i sindaci"
L'appello al premier del presidente Anci. La nomina del nuovo sottosegretario alla presidenza del Consiglio avverrà tra martedì e mercoledì. Il favorito sembrerebbe Claudio De Vincenti, viceministro dello Sviluppo Economico
ROMA - Si apre una settimana densa di impegni per il governo, dopo la pausa di Pasqua, con l'arrivo domani in cdm del Def (Documento di economia e finanza 2015) e con la probabile nomina del nuovo sottosegretario alla presidenza del Consiglio che sostituirà Graziano Delrio, che giovedì scorso ha giurato da ministro delle Infrastrutture.
L'appello dei sindaci. E, proprio alla vigilia del varo del Def (in cui l'esecutivo sembra intenzionato tra l'altro a rimettere mano alla tassazione sulla casa con una 'Local tax' per unificare Imu e Tasi), arriva l'appello di Piero Fassino. Il sindaco di Torino e presidente dell'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) ha chiesto al premier un incontro col governo: "Chiediamo di essere ascoltati prima che si emani il Def - afferma il leader dei sindaci - in modo che si possa avere un confronto aperto e che possiamo avanzare le nostre proposte".
"Si tenga conto soprattutto - sott…
L'appello dei sindaci. E, proprio alla vigilia del varo del Def (in cui l'esecutivo sembra intenzionato tra l'altro a rimettere mano alla tassazione sulla casa con una 'Local tax' per unificare Imu e Tasi), arriva l'appello di Piero Fassino. Il sindaco di Torino e presidente dell'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) ha chiesto al premier un incontro col governo: "Chiediamo di essere ascoltati prima che si emani il Def - afferma il leader dei sindaci - in modo che si possa avere un confronto aperto e che possiamo avanzare le nostre proposte".
"Si tenga conto soprattutto - sott…
ROMA - Si apre una settimana densa di impegni per il governo, dopo la pausa di Pasqua, con l'arrivo domani in cdm del Def (Documento di economia e finanza 2015) e con la probabile nomina del nuovo sottosegretario alla presidenza del Consiglio che sostituirà Graziano Delrio, che giovedì scorso ha giurato da ministro delle Infrastrutture.
L'appello dei sindaci. E, proprio alla vigilia del varo del Def (in cui l'esecutivo sembra intenzionato tra l'altro a rimettere mano alla tassazione sulla casa con una 'Local tax' per unificare Imu e Tasi), arriva l'appello di Piero Fassino. Il sindaco di Torino e presidente dell'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) ha chiesto al premier un incontro col governo: "Chiediamo di essere ascoltati prima che si emani il Def - afferma il leader dei sindaci - in modo che si possa avere un confronto aperto e che possiamo avanzare le nostre proposte".
"Si tenga conto soprattutto - sottolinea Fassino - che, negli ultimi sei anni, è stato chiesto ai Comuni uno sforzo finanziario notevole, proporzionalmente superiore rispetto a quello chiesto ad altri livelli istituzionali, in particolare si è chiesto molto più ai Comuni che alle amministrazioni centrali".
"Diciamo chiaramente che non si può continuare a chiedere ai Comuni - continua Fassino - perché troppo spesso si dimentica che quando si parla di spesa dei Comuni si parla di asili nido, di scuole materne, di assistenza domiciliare agli anziani, di trasporto pubblico locale, di difesa del suolo, di politiche culturali. I soldi i Comuni li spendono così e guardare a noi come centri di spesa parassitaria è un errore a cui bisognerà, prima o poi, porre rimedio".
I sindaci hanno chiesto infatti, alcune settimane fa il varo di un 'decreto enti locali' ad hoc per risolvere alcune questioni ancora aperte, tra cui quella del fondo di 625 milioni, indispensabile per non veder ridotto il gettito, dal passaggio dall'aliquota Imu a quella Tasi, per circa 1800 Comuni. Fassino ha anche annunciato che il 9 aprile convocherà i sindaci delle città metropolitane, perché "nel momento in cui questa istituzione nuova nasce rischia di non decollare per l'esiguità delle risorse di cui dispone".
Stop a nuove tasse. In questo quadro, Matteo Renzi ha anche annunciato lo stop ad ulteriori sacrifici e a nuove tasse, con l'obiettivo di far ripartire l'Italia. Il premier ha ricordato le misure già varate dall'esecutivo, come il Jobs act, e ha ribadito la volontà di intervenire sulla partita delle intercettazioni con misure che non blocchino i magistrati e contemporaneamente consentano di soddisfare il diritto di cronaca. Ferma la posizione sull'Italicum, con la conferma alla minoranza Pd che "indietro non si torna".
Rimpasto di governo. Per il dopo Delrio a Palazzo Chigi, sarebbero al momento in corsa 3 esponenti del Pd: il viceministro dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli ed il vicecapogruppo alla Camera Ettore Rosato. Il presidente del Consiglio rifletterà sul da farsi fino ai primi giorni della prossima settimana, mentre dovrebbe slittare a dopo le regionali, quindi a giugno, la "verifica" sui presidenti di commissione, in genere prevista a due anni dall'inizio della legislatura, e il riempimento della casella del ministero degli Affari Regionali, ancora vacante dopo le dimissioni di Maria Carmela Lanzetta.
Crisi di Forza Italia. Molto tesa e complicata si apre la settimana del centrodestra, con Forza Italia sempre più nel marasma delle liste per le regionali pugliesi: marasma che ha portato allo scontro frontale tra Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto in una partita che indica al momento "rottura" e tante incognite. Sul versante Ncd invece, ancora aperti i giochi in merito all'indicazione del ministro degli Affari regionali, e sempre alta tensione per quanto riguarda gli organigrammi interni: a partire dalla sostituzione del capogruppo alla Camera con il cambio Nunzia De Girolamo- Maurizio Lupi.
L'appello dei sindaci. E, proprio alla vigilia del varo del Def (in cui l'esecutivo sembra intenzionato tra l'altro a rimettere mano alla tassazione sulla casa con una 'Local tax' per unificare Imu e Tasi), arriva l'appello di Piero Fassino. Il sindaco di Torino e presidente dell'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) ha chiesto al premier un incontro col governo: "Chiediamo di essere ascoltati prima che si emani il Def - afferma il leader dei sindaci - in modo che si possa avere un confronto aperto e che possiamo avanzare le nostre proposte".
"Si tenga conto soprattutto - sottolinea Fassino - che, negli ultimi sei anni, è stato chiesto ai Comuni uno sforzo finanziario notevole, proporzionalmente superiore rispetto a quello chiesto ad altri livelli istituzionali, in particolare si è chiesto molto più ai Comuni che alle amministrazioni centrali".
"Diciamo chiaramente che non si può continuare a chiedere ai Comuni - continua Fassino - perché troppo spesso si dimentica che quando si parla di spesa dei Comuni si parla di asili nido, di scuole materne, di assistenza domiciliare agli anziani, di trasporto pubblico locale, di difesa del suolo, di politiche culturali. I soldi i Comuni li spendono così e guardare a noi come centri di spesa parassitaria è un errore a cui bisognerà, prima o poi, porre rimedio".
I sindaci hanno chiesto infatti, alcune settimane fa il varo di un 'decreto enti locali' ad hoc per risolvere alcune questioni ancora aperte, tra cui quella del fondo di 625 milioni, indispensabile per non veder ridotto il gettito, dal passaggio dall'aliquota Imu a quella Tasi, per circa 1800 Comuni. Fassino ha anche annunciato che il 9 aprile convocherà i sindaci delle città metropolitane, perché "nel momento in cui questa istituzione nuova nasce rischia di non decollare per l'esiguità delle risorse di cui dispone".
Stop a nuove tasse. In questo quadro, Matteo Renzi ha anche annunciato lo stop ad ulteriori sacrifici e a nuove tasse, con l'obiettivo di far ripartire l'Italia. Il premier ha ricordato le misure già varate dall'esecutivo, come il Jobs act, e ha ribadito la volontà di intervenire sulla partita delle intercettazioni con misure che non blocchino i magistrati e contemporaneamente consentano di soddisfare il diritto di cronaca. Ferma la posizione sull'Italicum, con la conferma alla minoranza Pd che "indietro non si torna".
Rimpasto di governo. Per il dopo Delrio a Palazzo Chigi, sarebbero al momento in corsa 3 esponenti del Pd: il viceministro dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli ed il vicecapogruppo alla Camera Ettore Rosato. Il presidente del Consiglio rifletterà sul da farsi fino ai primi giorni della prossima settimana, mentre dovrebbe slittare a dopo le regionali, quindi a giugno, la "verifica" sui presidenti di commissione, in genere prevista a due anni dall'inizio della legislatura, e il riempimento della casella del ministero degli Affari Regionali, ancora vacante dopo le dimissioni di Maria Carmela Lanzetta.
Crisi di Forza Italia. Molto tesa e complicata si apre la settimana del centrodestra, con Forza Italia sempre più nel marasma delle liste per le regionali pugliesi: marasma che ha portato allo scontro frontale tra Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto in una partita che indica al momento "rottura" e tante incognite. Sul versante Ncd invece, ancora aperti i giochi in merito all'indicazione del ministro degli Affari regionali, e sempre alta tensione per quanto riguarda gli organigrammi interni: a partire dalla sostituzione del capogruppo alla Camera con il cambio Nunzia De Girolamo- Maurizio Lupi.