Politica

Def, le reazioni. Da Fassina: "Manovra recessiva". Fi: "Illusioni". Il "vaffa" di Salvini

Opposizioni scatenate dopo le parole del premier Matteo Renzi sul Documento di economia e finanza: "Non ci sono tagli e non c'è un aumento delle tasse. Capisco che non ci siate abituati, ma è così". Ma critiche durissime arrivano anche da una parte della minoranza Pd

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ROMA - "Purtroppo, il Governo con il Def illustrato oggi conferma la linea di finanza pubblica recessiva e iniqua in atto". Tra i commenti più duri al Documento di economia e finanza c'è quello di Stefano Fassina, esponente di punta della minoranza Pd. "Giusto disinnescare l'aumento dell'Iva, ma la previsione di ulteriori tagli al welfare locale per 10 miliardi porterà a un effetto negativo sul Pil finanche superiore a quanto si sarebbe verificato con gli aumenti di imposte. In alternativa ai tagli al welfare locale", propone Fassina, "si dovrebbe utilizzare lo spazio sotto il vincolo del 3% del rapporto deficit-Pil e incominciare a riqualificare e riallocare la spesa, in particolare verso significative misure di contrasto alla povertà. Lo scenario definito dal Def implica un galleggiamento della nostra economia e disoccupazione senza miglioramenti".

Sull'ipotesi di possibili tagli agli enti locali contenuti nel Def è il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, a intervenire: "Io non so cosa pensi Renzi: ci sono richieste ragionevoli che tengono conto dei tagli fatti finora ai Comuni. E' un problema di equità e giustizia. Se non ci saranno risposte ragionevoli, perché le nostre richieste sono ragionevoli, prenderemo le nostre decisioni, ma tutti insieme, non posso anticiparle" dice, aggiungendo: "Non chiediamo nulla di più di quanto è giusto chiedere".

Decisamente meno diplomatico Matteo Salvini. "Renzi: 'non ci sono tagli o aumenti di tasse. Da quando siamo al governo abbiamo ridotto le tasse'. Mav..., bugiardo al servizio di Bruxelles. E l'aumento delle tasse sui conti correnti? E sui fondi pensione? E il raddoppio dell'Iva sul pellet da riscaldamento? E l'imu sui terreni agricoli? E le tasse sulla casa, dal 2011 addirittura teiplicate? Dati Istat: nel 2014 pressione fiscale record al 43.5%. Renzi e Alfano a casa! e l'Italia riparte", scrive su Facebook il segretario della Lega Nord.
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"Gli investimenti pubblici continueranno a declinare e la disoccupazione, bene che vada, sarà inchiodata intorno al 12% ancora per molti anni. Basta leggere tutte le ultime previsioni sfornate dal governo stesso per comprendere che Renzi è un bluff, il buio oltre le slide" dicono i deputati M5s. "Dopo aver mandato via Cottarelli nemmeno tanto cordialmente, ecco una nuova tornata salvifica di spending review annunciata che finirà per tradursi nei soliti tagli orizzontali ai servizi essenziali per i cittadini: trasporti, sanità, scuola, assistenza. Dall'altra parte - aggiungono i deputati M5s - tasse e tariffe aumenteranno, mentre i privilegi per le solite caste continueranno a essere preservati dietro lo scudo di una propaganda assordante che non ha riscontro alcuno nella realtà".

Da Forza Italia la voce è quella di Luca Squeri: "Def senza tagli né tasse? Allora siamo nel paese dei balocchi, dove i soldi per evitare le clausole di salvaguardia crescono nel campo dei miracoli e tutti vivono felici. Chissà come abbiamo fatto a non rendercene conto fino ad ora!" dice il deputato Fi. Su Twitter anche il commento di Giovanni Toti, consigliere politico di Forza Italia: "Def e nuovi tagli. Protestano i Comuni, le Regioni e gli amministratori. A rischio i servizi ai cittadini. Renzi: '#statesereni'. Aiutoooo!!" scrive mentre Renato Brunetta aggiunge:  "Matteo Renzi dei miracoli: cancella le clausole di salvaguardia, non mette nuove tasse, non fa tagli. E chi è, mandrake?". E ancora.
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"Mandare in soffitta la legge di Stabilità, come recita ingenuamente un'agenzia ispirata dal governo? Certo si può fare. Ma solo dopo aver cambiato leggi che sono diretta attuazione dell'articolo 81 della Costituzione e numerosi articoli dei regolamenti parlamentari, che richiedono la maggioranza assoluta dei componenti delle rispettive camere" afferma in una nota il presidente dei deputati di Forza Italia. "Senza contare infine il semestre europeo, che - aggiunge - ha reso uniformi le procedure e le tempistiche di bilancio tra i diversi paesi membri. Si può naturalmente pensare a un decreto legge, ma la legge di stabilità, con tutti i suoi vincoli contenutistici, la si chiami come si vuole, non è possibile mandarla in soffitta. O i giornalisti hanno capito male o Renzi questa cosa - conclude - la deve spiegare molto bene. Certi che arriveranno presto smentite".


 
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