ROMA - "Sì, i numeri alla Camera ce li abbiamo. Abbiamo una maggioranza solida, come si è visto in questi mesi". Verrà posta la fiducia sulla legge elettorale? L'ipotesi non è certo esclusa, ma per il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi rappresenta "l'extrema ratio". Una possibilità che però suscita la reazione immediata dei M5s, come si legge in un tweet del deputato Danilo Toninelli:
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Boschi, intervenuta oggi ad un convegno alla Luiss, ha ricordato che "non si può immaginare che anche in un grande partito come il Pd, 420 parlamentari, tra deputati e senatori, la pensino allo stesso modo su un tema come la legge elettorale che è uno di quelli che più divide. Ma - ha ribadito - poi si arriva a un punto in cui la maggioranza decide". Ancora una volta, dunque, dopo lo stop di ieri alla richiesta di diaologo di Area riformista, l'esponente Pd dice alla minoranza interna che "lealtà vuole che chi è in minoranza sia leale nei confronti delle decisioni della maggioranza".
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"Chi pensa di rinviare la legge elettorale a un nuovo passaggio al Senato si assume una grave responsabilità politica - ha continuato il ministro - perché la scelta non è solo dare una buona legge elettorale al paese ma dargliene una in un momento in cui si vede la ripresa economica". "Chi vuole rinviare - ha aggiunto - per 50 eletti in più o in meno con le preferenze non ci fa un bella figura".
Quanto alle riforme costituzionali, Boschi ha assicurato che il "lavoro è a buon punto, penso che il percorso parlamentare si concluderà entro la fine dell'anno in modo da poter fare il referendum nel 2016".
"Non sono preoccupata per il referendum, credo che ci sarà un dibattito interessante su questi temi", ha aggiunto spiegando che le riforme saranno esaminate "dalla commissione affari costituzionali del Senato non appena ultimato il lavoro sul ddl sulla pubblica amministrazione".
A Boschi risponde per Forza Italia anche il capogruppo alla Camera Renato Brunetta, che definisce "inaccettabile" l'atteggiamento del governo nei confronti del Parlamento sulla legge elettorale: "Ci rivolgeremo ovviamente al capo dello Stato - annuncia Brunetta - come garante delle istituzioni democratiche. Non passerà la blindatura, non passerà la fiducia". E poi scrive su Twitter:
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A difendere ?Boschi e governo ci pensa il deputato Pd Ernesto Carbone, che twitta:
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Durante la conferenza dei capigruppo di Montecitorio Forza italia, Sel, M5s e Lega hanno chiesto la legge elettorale non approdi in aula il 27 aprile ma slitti al mese di maggio, oppure a giugno. La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha risposto che al momento la calendarizzazione dei provvedimenti non cambia, ma che la richiesta sarà valutata con molta attenzione e la vicenda seguita con adeguata flessibilità, con aggiornamenti anche sulla base dei lavori della commissione.
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Boschi, intervenuta oggi ad un convegno alla Luiss, ha ricordato che "non si può immaginare che anche in un grande partito come il Pd, 420 parlamentari, tra deputati e senatori, la pensino allo stesso modo su un tema come la legge elettorale che è uno di quelli che più divide. Ma - ha ribadito - poi si arriva a un punto in cui la maggioranza decide". Ancora una volta, dunque, dopo lo stop di ieri alla richiesta di diaologo di Area riformista, l'esponente Pd dice alla minoranza interna che "lealtà vuole che chi è in minoranza sia leale nei confronti delle decisioni della maggioranza".
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"Chi pensa di rinviare la legge elettorale a un nuovo passaggio al Senato si assume una grave responsabilità politica - ha continuato il ministro - perché la scelta non è solo dare una buona legge elettorale al paese ma dargliene una in un momento in cui si vede la ripresa economica". "Chi vuole rinviare - ha aggiunto - per 50 eletti in più o in meno con le preferenze non ci fa un bella figura".
Quanto alle riforme costituzionali, Boschi ha assicurato che il "lavoro è a buon punto, penso che il percorso parlamentare si concluderà entro la fine dell'anno in modo da poter fare il referendum nel 2016".
"Non sono preoccupata per il referendum, credo che ci sarà un dibattito interessante su questi temi", ha aggiunto spiegando che le riforme saranno esaminate "dalla commissione affari costituzionali del Senato non appena ultimato il lavoro sul ddl sulla pubblica amministrazione".
A Boschi risponde per Forza Italia anche il capogruppo alla Camera Renato Brunetta, che definisce "inaccettabile" l'atteggiamento del governo nei confronti del Parlamento sulla legge elettorale: "Ci rivolgeremo ovviamente al capo dello Stato - annuncia Brunetta - come garante delle istituzioni democratiche. Non passerà la blindatura, non passerà la fiducia". E poi scrive su Twitter:
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A difendere ?Boschi e governo ci pensa il deputato Pd Ernesto Carbone, che twitta:
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Durante la conferenza dei capigruppo di Montecitorio Forza italia, Sel, M5s e Lega hanno chiesto la legge elettorale non approdi in aula il 27 aprile ma slitti al mese di maggio, oppure a giugno. La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha risposto che al momento la calendarizzazione dei provvedimenti non cambia, ma che la richiesta sarà valutata con molta attenzione e la vicenda seguita con adeguata flessibilità, con aggiornamenti anche sulla base dei lavori della commissione.