Mattarella da Bergoglio, prima visita ufficiale. In Vaticano torna un presidente cattolico
Il presidente della Repubblica è accompagnato, oltre che dalla delegazione ufficiale, dalla figlia Laura e da cinque nipoti. Il corteo presidenziale è arrivato in piazza San Pietro alle 9,40. L'ultimo capo di Stato proveniente da un'area politica cattolica è stato Scalfaro, dopo di lui 15 anni di presidenti laici o quasi
CITTA' DEL VATICANO - Un incontro senza un'agenda di temi prestabilita. Intenso, più che formale. Un presidente cattolico, devoto. Senza il frac richiesto dall'occasione ha incontrato papa Francesco, anche lui senza la stola prevista dal cerimoniale. E' la prima visita ufficiale tra il presidente della Repubblica e il Pontefice. Il capo dello Stato Sergio Mattarella è arrivato in Vaticano un po' in anticipo rispetto all'orario prestabilito, circondato dai cinque nipotini Manfredi, Maria Chiara, Costanza Comella, Sergio e Piergiorgio, e con la figlia Laura accanto. Un saluto semplice il loro. "Buongiorno" ha sussurrato il Papa. "Grazie", ha risposto il presidente. In privato hanno parlato per soli 23 minuti. Pubblicamente hanno affrontato i temi dell'immigrazione, crisi economica, pluralismo, dialogo tra religioni, Expo e Giubileo. Uno scambio di opinioni, cooperazione e solidarietà.
Mattarella è giunto alle …
Mattarella è giunto alle …
CITTA' DEL VATICANO - Un incontro senza un'agenda di temi prestabilita. Intenso, più che formale. Un presidente cattolico, devoto. Senza il frac richiesto dall'occasione ha incontrato papa Francesco, anche lui senza la stola prevista dal cerimoniale. E' la prima visita ufficiale tra il presidente della Repubblica e il Pontefice. Il capo dello Stato Sergio Mattarella è arrivato in Vaticano un po' in anticipo rispetto all'orario prestabilito, circondato dai cinque nipotini Manfredi, Maria Chiara, Costanza Comella, Sergio e Piergiorgio, e con la figlia Laura accanto. Un saluto semplice il loro. "Buongiorno" ha sussurrato il Papa. "Grazie", ha risposto il presidente. In privato hanno parlato per soli 23 minuti. Pubblicamente hanno affrontato i temi dell'immigrazione, crisi economica, pluralismo, dialogo tra religioni, Expo e Giubileo. Uno scambio di opinioni, cooperazione e solidarietà.
Mattarella è giunto alle 9,40 nel cortile di San Damaso, accolto dal prefetto della Casa pontificia, monsignor Georg Ganswein e dal delegato del Governatorato, professor Cesare Mirabelli, già presidente della Corte Costituzionale sua vecchia conoscenza. Ha ricevuto gli onori della Guardia svizzera e nel cortile, la banda della Gendarmeria Pontificia ha eseguito l'inno di Mameli. Il presidente è arrivato con la delegazione ufficiale, di cui fa parte anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e 13 consiglieri.
La figura femminile accanto al capo dello Stato rientra di fatto in una consuetudine della storia della Repubblica italiana, che in realtà non prevede il ruolo di first lady. La condizione di vedovo di Mattarella ritrova dei precedenti illustri con Giuseppe Saragat e Oscar Luigi Scalfaro, che hanno avuto a fianco le loro figlie. Né il capo dello Stato, né la sua delegazione, né il professor Mirabelli indossavano il frac, abito da cerimonie che sarebbe prescritto per una visita di Stato in Vaticano. Mentre la figlia Laura visita altri ambienti della Seconda Loggia del Palazzo Apostolico, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha raggiunto la sala del Tronetto, dove c'era ad attenderlo il Papa. Alle 10,54 è poi iniziato il colloquio nella adiacente biblioteca privata dell'appartamento. Mattarella e il Papa hanno atteso in silenzio che uscissero i fotografi e i cameramen, poi hanno parlato per meno di mezzora. Subito dopo ci sono stati i messaggi pubblici. E' stato papa Francesco a cominciare.
Papa: "Rapporti eccellenti. La visita di Mattarella in Vaticano, "a soli due mesi" dall'elezione "manifesta le eccellenti relazioni tra la Santa Sede e l'Italia". Papa Francesco nelo ha sottolineato nel suo saluto al Capo dello Stato, ricordando che "tale gesto" si pone "in continuità" con le visite di Napolitano e con l'ormai lunga tradizione, che "in particolare dal periodo conciliare, vede infittirsi le occasioni d'incontro tra le supreme Autorità civili italiane e quelle della Chiesa universale". "I Patti Lateranensi, recepiti dalla Carta Costituzionale repubblicana, e l'Accordo di Revisione dei medesimi hanno offerto - ha affermato il Papa - un solido quadro di riferimento, all'interno del quale si sono pacificamente sviluppati e rafforzati i rapporti tra Italia e Santa Sede, garantendo la reciproca sovranità e indipendenza e al tempo stesso il mutuo orientamento alla fattiva collaborazione, sulla base di valori condivisi e in vista del bene comune".
La società pluralista. "Un sano pluralismo non si chiuderà allo specifico apporto offerto dalle varie componenti ideali e religiose che compongono la società, purché naturalmente esse accolgano i fondamentali principi che presiedono alla vita civile e non strumentalizzino o distorcano le loro credenze a fini di violenza e sopraffazione. In altre parole, lo sviluppo ordinato di una civile società pluralistica postula che non si pretenda di confinare l'autentico spirito religioso nella sola intimità della coscienza, ma che si riconosca anche il suo ruolo significativo nella costruzione della società, legittimando il valido apporto che esso può offrire", ha continuato papa Francesco.
Expo e ambiente. Per Papa Francesco, "l'evento dell'Expo sarà un'importante occasione in cui verranno presentate le più moderne tecnologie necessarie a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto dell'ambiente". Ricordando che "tra pochi giorni si aprirà a Milano l'Esposizione Universale, che ha come tema 'Nutrire il pianeta. Energie per la vita'", il Papa ha auspicato che "possa contribuire anche ad approfondire la riflessione sulle cause del degrado ambientale, in modo da fornire alle autorità competenti un quadro di conoscenze ed esperienze indispensabile per adottare decisioni efficaci e preservare la salute del pianeta che Dio ha affidato alla cura del genere umano". Secondo il Papa, infatti, la difesa ambientale rappresenta "un altro ambito che richiede oggi particolare attenzione da parte di tutti". "Per cercare di alleviare i crescenti squilibri ed inquinamenti, che a volte provocano veri e propri disastri ambientali, occorre acquisire - ha detto Francesco citando parole del suo predecessore Benedetto XVI - piena consapevolezza degli effetti dei nostri comportamenti sul creato, che sono strettamente connessi al modo con cui l'uomo considera e tratta sè stesso".
Migranti. Il Papa ha espresso "gratitudine per l'impegno che l'Italia sta profondendo per accogliere numerosi migranti che a rischio della vita chiedono accoglienza". "Non dobbiamo stancarci nel sollecitare un impegno più esteso a livello europeo e internazionale", date le "proporzioni del fenomeno" ha detto Francesco.
Mattarella: "Papa punto di riferimento costante". "Considero il colloquio appena concluso, per l'intensità che lo ha caratterizzato, una testimonianza preziosa del rapporto davvero speciale che esiste tra la Santa Sede e lo Stato italiano". L'Italia è impegnata "con generosità" per fronteggiare l'emergenza profughi e "invoca da tempo un intervento deciso dell'Unione Europea per fermare questa continua perdita di vite umane nel Mediterraneo, culla della nostra civiltà" ha detto il presidente
Crisi lunga, ma s'intravede l'uscita. "Governo e Parlamento italiani sono impegnati ad adottare misure che consentano al nostro Paese di lasciarsi alle spalle una crisi che è stata lunga e dolorosa e da cui solo ora si inizia a intravedere l'uscita", ha continuato Mattarella.
Urgente dialogo tra religioni. "Il dialogo tra le grandi tradizioni religiose appare tanto più urgente nel momento in cui si avverte - anche nel nostro Paese - la minaccia del terrorismo internazionale, che, spesso, si nasconde dietro inaccettabili, e pretestuose, rivendicazioni religiose" ha detto il presidente.
Giubileo. "Il giubileo della misericordia, da poco indetto, costituirà occasione di riflessione preziosa sui valori della giustizia e della solidarietà insieme a quello della pace. Nella nostra epoca le dinamiche economiche perdono spesso di vista la dimensione umana, rischiando di alimentare ingiustizie, sedimentare conflittualità e aumentare precarietà" ha detto Mattarella. "Il richiamo alla misericordia rilancia, tra gli uomini - aggiunge il capo dello Stato - la gratuità come valore nei rapporti economici e sociali - come dimostra la straordinaria storia del volontariato italiano - e la pace come condizione di benessere comune".
Il ritorno di un presidente cattolico. Quello di un capo di Stato di matrice cattolica in Vaticano, è anche un ritorno. L'ultimo presidente della Repubblica proveniente da un'area politica cattolica infatti è stato Oscar Luigi Scalfaro, dopo di lui 15 anni di presidenti laici o quasi, come Carlo Azeglio Ciampi, credente ma nella vita privata, e Giorgio Napolitano, nato e cresciuto politicamente nel Pci. Mattarella invece è un cattolico doc, con la famiglia cresciuta nell'Azione cattolica, consapevole però che la spiritualità e la fede non supererà la funzione istituzionale che rappresenta, cioè essere presidente di uno Stato laico.
Libertà religiosa. "La libertà religiosa appartiene alle più autentiche aspirazioni delle persone e costituisce un cardine della Costituzione italiana. Qualsiasi violazione di essa vulnera, nel profondo, i diritti umani e delle comunità. La violenza scatenata contro le comunità cristiane in alcune parti del mondo interpella, con forza, le coscienze di tutti coloro che amano la libertà e la tolleranza" ha assicurato il presidente Sergio Mattarella a papa Bergoglio nel cosro della sua prima visita in Vaticano.
La delegazione. Con il presidente la delegazione composta da Paolo Gentiloni, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con la consorte Emanuela Mauro, da Daniele Mancini, Ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede, con la consorte Anna Rita De Luca, Ugo Zampetti, Segretario Generale, con la consorte Maria grazia Picozzi; Daniele Cabras, Consigliere Parlamentare, Direttore dell'Ufficio di Segreteria Generale del Presidente della Repubblica, con la consorte Chiara Gatti, Simone Guerrini, Consigliere, Direttore dell'Ufficio di Segreteria del Presidente della Repubblica, con la consorte Patrizia Dell'Alba, Gianfranco Astori, Consigliere per l'Informazione, con la consorte Ivana Boggini, Antonio Zanardi Landi, Consigliere, Direttore dell'Ufficio per gli Affari Diplomatici, con la consorte, Sabina Cornaggia Medici, Roberto Corsini, Generale, Direttore dell'Ufficio per gli Affari Militari, con la Consorte Carmela Petrilli, Giovanni Grasso, Consigliere per la Stampa e la Comunicazione e Portavoce del Presidente, con la consorte Ilaria Manzione, Emilia Mazzuca, Prefetto, Direttore dell'Ufficio per gli Affari Interni e per i Rapporti con le Autonomie, con il marito Giambattista Pirillo, Francesco Di Nitto, Consigliere Diplomatico aggiunto, Ufficio per gli Affari Diplomatici, con la consorte Claudia Cassinelli, Riccardo Guariglia, Capo del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica, Pietro Vacanti Perco, Capo dell'Ufficio III del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica.
Mattarella è giunto alle 9,40 nel cortile di San Damaso, accolto dal prefetto della Casa pontificia, monsignor Georg Ganswein e dal delegato del Governatorato, professor Cesare Mirabelli, già presidente della Corte Costituzionale sua vecchia conoscenza. Ha ricevuto gli onori della Guardia svizzera e nel cortile, la banda della Gendarmeria Pontificia ha eseguito l'inno di Mameli. Il presidente è arrivato con la delegazione ufficiale, di cui fa parte anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e 13 consiglieri.
La figura femminile accanto al capo dello Stato rientra di fatto in una consuetudine della storia della Repubblica italiana, che in realtà non prevede il ruolo di first lady. La condizione di vedovo di Mattarella ritrova dei precedenti illustri con Giuseppe Saragat e Oscar Luigi Scalfaro, che hanno avuto a fianco le loro figlie. Né il capo dello Stato, né la sua delegazione, né il professor Mirabelli indossavano il frac, abito da cerimonie che sarebbe prescritto per una visita di Stato in Vaticano. Mentre la figlia Laura visita altri ambienti della Seconda Loggia del Palazzo Apostolico, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha raggiunto la sala del Tronetto, dove c'era ad attenderlo il Papa. Alle 10,54 è poi iniziato il colloquio nella adiacente biblioteca privata dell'appartamento. Mattarella e il Papa hanno atteso in silenzio che uscissero i fotografi e i cameramen, poi hanno parlato per meno di mezzora. Subito dopo ci sono stati i messaggi pubblici. E' stato papa Francesco a cominciare.
Papa: "Rapporti eccellenti. La visita di Mattarella in Vaticano, "a soli due mesi" dall'elezione "manifesta le eccellenti relazioni tra la Santa Sede e l'Italia". Papa Francesco nelo ha sottolineato nel suo saluto al Capo dello Stato, ricordando che "tale gesto" si pone "in continuità" con le visite di Napolitano e con l'ormai lunga tradizione, che "in particolare dal periodo conciliare, vede infittirsi le occasioni d'incontro tra le supreme Autorità civili italiane e quelle della Chiesa universale". "I Patti Lateranensi, recepiti dalla Carta Costituzionale repubblicana, e l'Accordo di Revisione dei medesimi hanno offerto - ha affermato il Papa - un solido quadro di riferimento, all'interno del quale si sono pacificamente sviluppati e rafforzati i rapporti tra Italia e Santa Sede, garantendo la reciproca sovranità e indipendenza e al tempo stesso il mutuo orientamento alla fattiva collaborazione, sulla base di valori condivisi e in vista del bene comune".
La società pluralista. "Un sano pluralismo non si chiuderà allo specifico apporto offerto dalle varie componenti ideali e religiose che compongono la società, purché naturalmente esse accolgano i fondamentali principi che presiedono alla vita civile e non strumentalizzino o distorcano le loro credenze a fini di violenza e sopraffazione. In altre parole, lo sviluppo ordinato di una civile società pluralistica postula che non si pretenda di confinare l'autentico spirito religioso nella sola intimità della coscienza, ma che si riconosca anche il suo ruolo significativo nella costruzione della società, legittimando il valido apporto che esso può offrire", ha continuato papa Francesco.
Expo e ambiente. Per Papa Francesco, "l'evento dell'Expo sarà un'importante occasione in cui verranno presentate le più moderne tecnologie necessarie a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto dell'ambiente". Ricordando che "tra pochi giorni si aprirà a Milano l'Esposizione Universale, che ha come tema 'Nutrire il pianeta. Energie per la vita'", il Papa ha auspicato che "possa contribuire anche ad approfondire la riflessione sulle cause del degrado ambientale, in modo da fornire alle autorità competenti un quadro di conoscenze ed esperienze indispensabile per adottare decisioni efficaci e preservare la salute del pianeta che Dio ha affidato alla cura del genere umano". Secondo il Papa, infatti, la difesa ambientale rappresenta "un altro ambito che richiede oggi particolare attenzione da parte di tutti". "Per cercare di alleviare i crescenti squilibri ed inquinamenti, che a volte provocano veri e propri disastri ambientali, occorre acquisire - ha detto Francesco citando parole del suo predecessore Benedetto XVI - piena consapevolezza degli effetti dei nostri comportamenti sul creato, che sono strettamente connessi al modo con cui l'uomo considera e tratta sè stesso".
Migranti. Il Papa ha espresso "gratitudine per l'impegno che l'Italia sta profondendo per accogliere numerosi migranti che a rischio della vita chiedono accoglienza". "Non dobbiamo stancarci nel sollecitare un impegno più esteso a livello europeo e internazionale", date le "proporzioni del fenomeno" ha detto Francesco.
Mattarella: "Papa punto di riferimento costante". "Considero il colloquio appena concluso, per l'intensità che lo ha caratterizzato, una testimonianza preziosa del rapporto davvero speciale che esiste tra la Santa Sede e lo Stato italiano". L'Italia è impegnata "con generosità" per fronteggiare l'emergenza profughi e "invoca da tempo un intervento deciso dell'Unione Europea per fermare questa continua perdita di vite umane nel Mediterraneo, culla della nostra civiltà" ha detto il presidente
Crisi lunga, ma s'intravede l'uscita. "Governo e Parlamento italiani sono impegnati ad adottare misure che consentano al nostro Paese di lasciarsi alle spalle una crisi che è stata lunga e dolorosa e da cui solo ora si inizia a intravedere l'uscita", ha continuato Mattarella.
Urgente dialogo tra religioni. "Il dialogo tra le grandi tradizioni religiose appare tanto più urgente nel momento in cui si avverte - anche nel nostro Paese - la minaccia del terrorismo internazionale, che, spesso, si nasconde dietro inaccettabili, e pretestuose, rivendicazioni religiose" ha detto il presidente.
Giubileo. "Il giubileo della misericordia, da poco indetto, costituirà occasione di riflessione preziosa sui valori della giustizia e della solidarietà insieme a quello della pace. Nella nostra epoca le dinamiche economiche perdono spesso di vista la dimensione umana, rischiando di alimentare ingiustizie, sedimentare conflittualità e aumentare precarietà" ha detto Mattarella. "Il richiamo alla misericordia rilancia, tra gli uomini - aggiunge il capo dello Stato - la gratuità come valore nei rapporti economici e sociali - come dimostra la straordinaria storia del volontariato italiano - e la pace come condizione di benessere comune".
Il ritorno di un presidente cattolico. Quello di un capo di Stato di matrice cattolica in Vaticano, è anche un ritorno. L'ultimo presidente della Repubblica proveniente da un'area politica cattolica infatti è stato Oscar Luigi Scalfaro, dopo di lui 15 anni di presidenti laici o quasi, come Carlo Azeglio Ciampi, credente ma nella vita privata, e Giorgio Napolitano, nato e cresciuto politicamente nel Pci. Mattarella invece è un cattolico doc, con la famiglia cresciuta nell'Azione cattolica, consapevole però che la spiritualità e la fede non supererà la funzione istituzionale che rappresenta, cioè essere presidente di uno Stato laico.
Libertà religiosa. "La libertà religiosa appartiene alle più autentiche aspirazioni delle persone e costituisce un cardine della Costituzione italiana. Qualsiasi violazione di essa vulnera, nel profondo, i diritti umani e delle comunità. La violenza scatenata contro le comunità cristiane in alcune parti del mondo interpella, con forza, le coscienze di tutti coloro che amano la libertà e la tolleranza" ha assicurato il presidente Sergio Mattarella a papa Bergoglio nel cosro della sua prima visita in Vaticano.
La delegazione. Con il presidente la delegazione composta da Paolo Gentiloni, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con la consorte Emanuela Mauro, da Daniele Mancini, Ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede, con la consorte Anna Rita De Luca, Ugo Zampetti, Segretario Generale, con la consorte Maria grazia Picozzi; Daniele Cabras, Consigliere Parlamentare, Direttore dell'Ufficio di Segreteria Generale del Presidente della Repubblica, con la consorte Chiara Gatti, Simone Guerrini, Consigliere, Direttore dell'Ufficio di Segreteria del Presidente della Repubblica, con la consorte Patrizia Dell'Alba, Gianfranco Astori, Consigliere per l'Informazione, con la consorte Ivana Boggini, Antonio Zanardi Landi, Consigliere, Direttore dell'Ufficio per gli Affari Diplomatici, con la consorte, Sabina Cornaggia Medici, Roberto Corsini, Generale, Direttore dell'Ufficio per gli Affari Militari, con la Consorte Carmela Petrilli, Giovanni Grasso, Consigliere per la Stampa e la Comunicazione e Portavoce del Presidente, con la consorte Ilaria Manzione, Emilia Mazzuca, Prefetto, Direttore dell'Ufficio per gli Affari Interni e per i Rapporti con le Autonomie, con il marito Giambattista Pirillo, Francesco Di Nitto, Consigliere Diplomatico aggiunto, Ufficio per gli Affari Diplomatici, con la consorte Claudia Cassinelli, Riccardo Guariglia, Capo del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica, Pietro Vacanti Perco, Capo dell'Ufficio III del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica.