Politica

Italicum, Bersani: "Dissenso abbastanza ampio". Renzi: "Impegno mantenuto"

Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, raggiante, abbraccia il titolare dell'Interno Angelino Alfano al termine del voto finale sulla riforma della legge elettorale (ansa)
Il premier e il ministro Maria Elena Boschi esultano su Twitter. Amaro il commento dell'ex segretario del Pd. Brunetta: "Per Renzi e il suo governo una vittoria di Pirro. Con questi voti la riforma costituzionale al Senato non passerà mai". M5s: "Mattarella non firmi questo schifo". Ancora Boschi: "Firmerà". Civati verso l'addio al Pd
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ROMA - Alle 18.22 l'Italicum è stato approvato diventando legge dello Stato. Entusiastico il primo commento del premier Matteo Renzi su Twitter:
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Mentre il ministro dell'Interno e leader di Ncd Angelino Alfano, ancora su Twitter, scrive: "Abbiamo approvato una buona legge elettorale che dà stabilità, rappresentanza e anche le preferenze. Con l'Italicum la giusta direzione". Esulta su Twitter anche il ministro Maria Elena Boschi:
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L'ok alla nuova legge elettorale è arrivato a prezzo, però, di una spaccatura nel Pd che sembra ormai insanabile. I voti contrari, presumibilmente tutti del Pd, sono stati in totale 61, molto più numerosi rispetto alla scorsa settimana, quando il governo aveva posto la fiducia su tre articoli del testo. Amaro il commento dell'ex segretario Pier Luigi Bersani: "Il dissenso è stato abbastanza ampio. Ora cosa fatta capo ha...Ma c'è un dato politico di cui bisognerà tenere conto".

Che il Pd debba tener conto del doloroso passaggio sull'Italicum è quanto sostiene anche Gianni Cuperlo. "Noi non abbiamo fatto alcuna prova di forza e muscolare. Il voto si è espresso in modo trasparente - dichiara l'esponente della minoranza dem -. Sono dei dati su cui riflettere e abbiamo dimostrato che le regole del gioco vanno cambiate insieme, non a colpi di maggioranza".

Ed ecco Roberto Speranza, che apporta una ulteriore riflessione: "Se 38 sfidano non votando la fiducia vuol dire che il dissenso è molto maggiore. Ma non sono i numeri a interessarmi, il fatto è che si è approvata la legge elettorale con meno della maggioranza. Questo è il punto politico ed è quello che ho sempre detto a Renzi dall'inizio".

Ancora dalla minoranza dem, Stefano Fassina: "La cosa che mi preoccupa è che il segretario del Pd, che è anche presidente del Consiglio, con il voto di fiducia sulla legge elettorale abbia ricattato il Parlamento. E' evidente come oggi si sia consumata una spaccatura importante dentro il Pd e ancora di più una spaccatura importante nella democrazia. Si deve voltare pagina, mi concentrerò sulla riforma della scuola che rischia di essere un passo indietro non meno grave di quello di oggi. E lo farò da dentro il partito, anche se oggi si è prodotta una frattura pesante".

Altra anima della minoranza, Pippo Civati fa sapere parlando a Sky che "una cosa e' certa: io questo governo non lo sosterro' piu'". Si prefigura dunque il suo possibile addio al Pd, anche se il deputato, che aveva detto che avrebbe deciso dopo il voto sull'Italicum se lasciare o meno il partito, afferma tuttavia voler attendere "ancora qualche ora". Ma non esclude di lasciare il gruppo perché "quando ci si divide, ci si divide".

Matteo Orfini, presidente dem, su Twitter scrive di "Italicum approvato: l'Italia ha una buona legge elettorale, scritta anche con chi oggi ha strumentalmente scelto di uscire dall'aula". Poi, a SkyTg24: "Dissenso serio, pesante. Dobbiamo recuperare un dialogo partendo da una riflessione sul prosieguo della riforma costituzionale su cui c'è stata un'apertura del presidente del Consiglio".

Mentre il vicesegretario Lorenzo Guerini analizza il voto: "I 60 voti contrari non sono tutti del Pd e comunque non è un elemento che allarma. Oggi abbiamo portato a casa uno dei passaggi più difficili della legislatura e si dimostra la volontà forte di andare avanti. Nel Pd - aggiunge - c'è da lavorare ancora perché da tutti ci sia un atteggiamento di responsabilità". In ogni caso, sostiene Guerini riferendosi ai numeri al Senato, "escludo che qualcuno voglia mettere in difficoltà il governo".

Da Forza Italia, il capogruppo alla Camera Renato Brunetta parla di "vittoria di Pirro per Renzi e il suo governo, una violenza al Parlamento, bruttissima giornata per la democrazia del nostro Paese". "Con questi voti, al Senato, la riforma costituzionale non passerà mai - spiega Brunetta -, e se non passa la riforma del bicameralismo paritario questa riforma della legge elettorale è incostituzionale. Quindi una vittoria di Pirro". "I numeri che ha avuto Renzi qui alla Camera sono tali che se riportati ai numeri del Senato fanno sì che a Palazzo Madama Renzi non abbia la maggioranza - prosegue Brunetta, entrando nel dettaglio -. Tra i 25 e i 30  voti contrari all'interno del suo stesso partito più i voti contrari di Forza Italia, che oggi è stata unita e coesa qui alla Camera, fanno sì che il governo e la maggioranza di Renzi  siano finiti sulla riforma costituzionale e quindi anche sulla legge elettorale che, riguardando una sola Camera, sarà dichiarata incostituzionale".

Il Movimento 5 Stelle si appella invece al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, perché non controfirmi l'Italicum. Danilo Toninelli, in aula nelle dichiarazioni di voto finale: "Ci rivolgiamo a Mattarella perché tra pochi giorni, ahinoi, sulla sua scrivania giungerà questa schifosa legge elettorale e lui deve decidere se firmarla oppure no. Noi da cittadini chiediamo di non firmare quella legge perché porta con sé gli stessi principi di incostituzionalità che portava il porcellum e lui che faceva parte di quella Corte costituzionale che l'ha bocciata lo sa meglio di tutti. Le stiamo chiedendo coraggio, è una scelta coraggiosa, una scelta che serve per il bene del Paese e per la nostra libertà".

Hanno votato contro l'Italicum anche "tutti e 9" gli ex deputati M5s confluiti in Alternativa Libera all'interno del gruppo misto, come afferma il capogruppo Walter Rizzetto, sostenendo che "Il fatto è dimostrabile".

Il leghista Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e "padre" del Porcellum: "E' arrivato il porcellissimum: l'unico in Italia titolato a dare patente di porcata è il sottoscritto e vi dico che questa è una superporcata, peggio del porcellum. Se già era censurabile un premio di maggioranza abnorme a una coalizione, figuriamoci darlo ad un solo partito: siamo al regime". Anche Calderoli fa riferimento al ruolo di Mattarella: "Oggi c'è stato solo il voto del Parlamento, ora la palla passa al presidente. Vediamo se avrà il coraggio di promulgare una legge peggiore del porcellum".

Intervenendo a Otto e mezzo su La7, ancora Maria Elena Boschi, pur premettendo di "non voler tirare per la giacchetta il presidente della Repubblica", si dice convinta che "Mattarella, dall'alto della sua competenza, è un costituzionalita, la firmerà".

Il leader di Sel, Nichi Vendola, a margine di un convegno, parla dell'Italicum come del "figlio legittimo del Porcellum, ispirato dalla stessa ossessione compulsiva e cioè dare più potere ai potenti e meno ai cittadini. L'idea che la più grande minoranza possa prendere tutto rappresenta davvero una deriva autoritaria contro cui occorre mobilitarsi".

Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, su Facebook: "A festeggiare oggi per l'approvazione della legge elettorale sono solo Renzi e la Boschi, mentre 60 milioni di italiani chiedono risposte ai loro problemi concreti. Caro Matteo, possiamo pensare ad altro ora?".

Allarme da Mario Mauro, presidente dei Popolari per l'Italia, che non hanno preso parte al voto: "Con l'approvazione dell'Italicum nel nostro Paese si sono ridotti gli spazi di democrazia e libertà. Le istituzioni sono più deboli e i partiti potrebbero diventare più simili a bande. Lo Stato rischia di finire nelle mani della banda che ha vinto".

Scelta Civica esalta in una nota quanto si rivelino decisivi i suoi voti per la maggioranza. "Il voto di oggi dimostra che se la minoranza Pd si mette di traverso, senza Scelta Civica la maggioranza alla Camera non c'è. E' un dato politico di assoluta rilevanza in vista dei futuri interventi di politica economica e di rinnovamento della nostra Pubblica Amministrazione". E Giovanni Donzelli, membro dell'esecutivo nazionale di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale e candidato vicepresidente alle elezioni in Toscana, rimarca: "Non sono passati che alcuni minuti dall'approvazione dell'Italicum, che già quelli di Scelta Civica ricattano Renzi facendogli notare che senza i loro voti il provvedimento non sarebbe passato. Siamo all'assurdo: la maggioranza di governo si mantiene grazie a un partito, Scelta Civica, che neppure esiste nel Paese".
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