NEW YORK - La situazione nel Mediterraneo "è senza precedenti ed eccezionale", per questo serve "una risposta eccezionale, immediata e coordinata". Lo ha detto l'Alto rappresentante per la politica Estera e di Sicurezza europea, Federica Mogherini, parlando dell'emergenza immigrazione davanti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Un intervento tutto centrato sulla prospettiva di una risoluzione Onu che dia il via al piano elaborato dalla Ue che comprende anche missioni contro gli scafisti, i trafficanti e le loro imbarcazioni. Perché quello del flusso di migranti nel Mediterraneo, ha rimarcato Mogherini, "non solo è un'emergenza umanitaria, ma anche una crisi di sicurezza. E noi siamo qui per agire e per agire subito. Per noi è un dovere morale". Secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, almeno 1.727 persone sono morte in mare dall'inizio del 2015. L'ultima tragedia è avvenuta nel mese di aprile, quando una nave che trasportava circa 900 migranti verso l'Italia si è capovolta nel Mediterraneo, causando la morte di quasi tutti coloro che erano a bordo.
LEGGI Il piano Ue sui migranti
In conferenza stampa al Palazzo di Vetro, Mogherini ha dichiarato che il Consiglio di sicurezza "condivide il senso di urgenza" dell'Unione europea nella crisi dei migranti e che ha riscontrato nell'organismo Onu "un alto livello di comprensione per quello che la Ue sta facendo. Perché smantellare il traffico di esseri umani nel Mediterraneo è un modo per salvare vite umane". Mogherini ha aggiunto di non aver "incontrato resistenza da parte di alcun Stato membro": "C'è ancora molto lavoro da fare sulla bozza, ma non ho trovato opposizione sulla necessità di agire su due punti: la necessità di salvare vite e agire contro le organizzazioni criminali". "Bisogna distruggere il modello di business dei trafficanti di immigrati ed essere sicuri che i barconi non vengano più usati", ha spiegato ancora la responsabile della diplomazia Ue, "gli asset, in senso lato, devono essere distrutti".
Proprio su questo punto in serata è arrivata però una dichiarazione piuttosto dura dell'ambasciatore libico all'Onu, Ibrahim Dabbashi: "Non permetteremo un'operazione militare in Libia. Consentiremo solo un'azione coordinata tra l'Ue ed il governo legittimo di Tobruk, che sia un'azione azione umanitaria". Un altolà accompagnato dalla precisazione che "la maggiore preoccupazione è la sovranità della Libia".
Sui tempi della risoluzione Onu, Mogherini si è detta "molto fiduciosa che sia possibile in tempi ragionevoli". A chi le chiedeva se sia necessario il consenso delle autorità libiche per le unità navali europee che entreranno nelle acque territoriali del Paese nordafricano, Mogherini ha replicato: "Agiremo nel quadro della legge internazionale in cooperazione con le autorità libiche e possibilmente nell'ambito di una risoluzione del Consiglio di sicurezza". L'Alto rappresentante ha comunque sottolineato che "non c'è una soluzione militare al problema" e, per la Libia, "una soluzione reale prevede una partnership con un governo di unità nazionale. Ma non possiamo aspettare per salvare vite e combattere i trafficanti. Nel frattempo dobbiamo lavorare con tutte le parti nel Paese, e sino ad ora la risposta dalle diverse parti è positiva e costruttiva".
Mettendo da parte per un attimo i toni diplomatici, alla stampa internazionale Federica Mogherini ha consegnato anche una sorta di messaggio carico di umanità: "Come madre posso solo immaginare il dramma di donne che mettono tutti i soldi della loro famiglia in questo viaggio, che partono con i figli pur sapendo che rischiano la morte. Donne che mettono non solo i loro risparmi ma le loro stesse vite nelle mani di ciniche organizzazioni criminali".
Mogherini ha illustrato alle Nazioni Unite la bozza del piano di azione dell'Europa. Quattro i punti principali: aiuti ai Paesi di origine e di transito dei migranti, controlli alle frontiere in Libia e nei Paesi confinanti, una serie di missioni contro i trafficanti di esseri umani e gli scafisti e infine la suddivisione dei profughi attraverso un meccanismo di quote tra i Paesi dell'Ue.
"L'Unione europea è pronta a fare la propria parte e ad assumersi le proprie responsabilità, anche se non è sempre stato così, lo riconosco. L'Ue può fare molto, faremo molto, ma non lo faremo da soli", ha continuato informando il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione nel Mediterraneo. Mogherini ha concluso il suo discorso citando papa Francesco che aveva parlato dell'emergenza immigrazione usando le seguenti parole: "La loro storia ci fa piangere, ci fa vergognare". "E' importante - ha detto ancora Mogherini - che Ue e Unione Africana possano lavorare in stretta collaborazione". "Aiutateci - ha aggiunto - a salvare vite umane e a smantellare le organizzazioni criminali".
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I tempi per l'approvazione della risoluzione. Sul mandato di una operazione navale per fermare il traffico illegale di migranti l'Europa vuole lavorare con l'Onu. Mogherini ha detto che il mandato dell'operazione è in via di elaborazione a Bruxelles e verrà sottoposto al Consiglio Europeo del 18 maggio "con la possibilità di prendere subito la prima decisione". La missione nell'ambito della politica di sicurezza e difesa è legata all'Onu e ai tempi per l'approvazione della risoluzione preparata dall'Italia e presentata dalla Gran Bretagna. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha parlato di una decina di giorni per capire se, oltre all'appoggio che già c'è da parte di Francia, Gran Bretagna, Spagna e Lituania, si possa contare anche su quello degli altri undici membri. La Russia, per ora, non ha vincolato il suo sì alla questione delle sanzioni, lasciando aperta la strada dell'ottimismo. La speranza dell'Ue è che sia pronta in tempo per il Consiglio europeo di giugno. Non è escluso però che arrivi anche prima del Consiglio esteri del 18 maggio.
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La Convenzione di Ginevra. "Migranti e profughi non saranno mandati indietro. Voglio essere chiara su questo" ha continuato Mogherini in Consiglio di Sicurezza, aggiungendo che "la Convenzione di Ginevra sarà pienamente rispettata" perché "la priorità è salvare vite". "Siamo qui per agire immediatamente, ma insieme" perché affrontare questa situazione, per Mogherini "è prima di tutto un dovere morale ma anche un interesse condiviso da tutti i paesi coinvolti, quelli nel Mediterraneo ma anche di quelli da dove i migranti arrivano". "L'Unione Europea - ha continuato - è pronta a sostenere la Libia in ogni possibile modo affinché diventi un Paese stabile. Nel frattempo dobbiamo lavorare insieme per fermare i trafficanti di esseri umani".
Il dialogo con la Libia. "Non possiamo e non vogliamo agire contro nessuno, ma in pace con tutti", è stato uno dei passaggi dedicato alla Libia dell'intervento dell'Alto rappresentante Ue. L'attuale situazione dei flussi migratori verso l'Unione europea, e i problemi che ne derivano come il traffico di esseri umani e l'elevato numero di morti, persisterà fino a quando non ci sarà un governo di unità nazionale in Libia. Secondo Mogherini "la stragrande maggioranza del traffico di esseri umani sta avvenendo in Libia, o meglio, attraverso la Libia. Finché non ci sarà un governo di unità nazionale che possa esercitare la sua legittima autorità su tutto il territorio e sui confini terrestri e marini, la situazione è destinata a rimanere questa", ha detto. "L'Unione europea - ha aggiunto l'ex titolare della Farnesina - sta politicamente, logisticamente e finanziariamente sostenendo questo processo" di dialogo tra le parti in conflitto
Tripoli: "Non siamo stati interpellati". La Libia si scaglia contro il piano europeo per contrastare l'immigrazione nel Mar Mediterraneo. Lo ha dichiarato l'inviato di Tripoli alle Nazioni Unite, Ibrahim Dabbashi. "Il governo libico non è stato consultato dall'Unione europea, ci hanno lasciato all'oscuro delle loro intenzioni e del tipo di azioni militari che stanno per prendere nelle nostre acque territoriali", ha detto Dabbashi alla Bbc. In particolare, ha rilevato l'inviato di Tripoli, non è chiaro come i servizi di soccorso marittimo dell'Ue dovranno distinguere le barche dei pescatori dalle navi dei trafficanti.
Mattarella: "Onu, siamo in attesa". "Siamo in attesa di una risoluzione delle Nazioni Unite, e poi dobbiamo ascoltare i libici, occorre il loro consenso. Questo caratterizza l'azione del nostro Paese". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rispondendo ai giornalisti a Madrid sulle possibilità di una guida italiana di una missione internazionale in Libia. "Mi aspetto - ha aggiunto il presidente - che l'Onu aiuti il suo rappresentante Bernardino Leon, con una risoluzione che consenta di riportare ordine in Libia, occorre che finisca la condizione di guerra civile e di assenza di Stato, innanzitutto nell'interesse dei libici e poi della comunità internazionale, anche per evitare che la Libia diventi la base di alcune formazioni terroristiche, sarebbe una minaccia per tutta l'Europa". "Quando ci sarà una decisione dell'Onu e quando la Libia avrà trovato una condizione che la faccia uscire da questo stato di mancanza di autorità, l'Italia sarà pronta ad aiutare", ha concluso il capo dello Stato.
Gentiloni: "Consiglio di sicurezza approvi la risoluzione". Intervenendo nella trasmissione della Cnn condotta da Christiane Amanpour, il ministro degli Esteri, riferisce una nota della Farnesina, si è augurato che "il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite adotti la risoluzione proposta dai Paesi europei, basata sul capitolo VII della Carta dell'Onu". Risoluzione, ha aggiunto Paolo Gentiloni, che "fornirebbe una cornice di legalità internazionale per poter condurre operazioni mirate all'identificazione e distruzione delle imbarcazioni dei trafficanti di migranti prima che queste partano". "L'obiettivo di combattere il traffico di migranti", ha proseguito il titolare della Farnesina, "richiede anche il coinvolgimento delle diverse parti libiche e su questo confidiamo nel lavoro del rappresentante speciale del segretario generale dell'Onu per la libia, Bernardino Leon, che l'Italia sostiene pienamente". Il ministro Gentiloni - conclude la nota - ha inoltre sottolineato che "l'Italia riceve i due terzi dei migranti irregolari che raggiungono l'Europa ed è al terzo posto dopo Germania e Svezia per domande d'asilo ricevute. Noi facciamo la nostra parte. Una condivisione dell`accoglienza sulla base di un sistema di quote sarebbe un principio giusto".
LEGGI Il piano Ue sui migranti
In conferenza stampa al Palazzo di Vetro, Mogherini ha dichiarato che il Consiglio di sicurezza "condivide il senso di urgenza" dell'Unione europea nella crisi dei migranti e che ha riscontrato nell'organismo Onu "un alto livello di comprensione per quello che la Ue sta facendo. Perché smantellare il traffico di esseri umani nel Mediterraneo è un modo per salvare vite umane". Mogherini ha aggiunto di non aver "incontrato resistenza da parte di alcun Stato membro": "C'è ancora molto lavoro da fare sulla bozza, ma non ho trovato opposizione sulla necessità di agire su due punti: la necessità di salvare vite e agire contro le organizzazioni criminali". "Bisogna distruggere il modello di business dei trafficanti di immigrati ed essere sicuri che i barconi non vengano più usati", ha spiegato ancora la responsabile della diplomazia Ue, "gli asset, in senso lato, devono essere distrutti".
Proprio su questo punto in serata è arrivata però una dichiarazione piuttosto dura dell'ambasciatore libico all'Onu, Ibrahim Dabbashi: "Non permetteremo un'operazione militare in Libia. Consentiremo solo un'azione coordinata tra l'Ue ed il governo legittimo di Tobruk, che sia un'azione azione umanitaria". Un altolà accompagnato dalla precisazione che "la maggiore preoccupazione è la sovranità della Libia".
Sui tempi della risoluzione Onu, Mogherini si è detta "molto fiduciosa che sia possibile in tempi ragionevoli". A chi le chiedeva se sia necessario il consenso delle autorità libiche per le unità navali europee che entreranno nelle acque territoriali del Paese nordafricano, Mogherini ha replicato: "Agiremo nel quadro della legge internazionale in cooperazione con le autorità libiche e possibilmente nell'ambito di una risoluzione del Consiglio di sicurezza". L'Alto rappresentante ha comunque sottolineato che "non c'è una soluzione militare al problema" e, per la Libia, "una soluzione reale prevede una partnership con un governo di unità nazionale. Ma non possiamo aspettare per salvare vite e combattere i trafficanti. Nel frattempo dobbiamo lavorare con tutte le parti nel Paese, e sino ad ora la risposta dalle diverse parti è positiva e costruttiva".
Mettendo da parte per un attimo i toni diplomatici, alla stampa internazionale Federica Mogherini ha consegnato anche una sorta di messaggio carico di umanità: "Come madre posso solo immaginare il dramma di donne che mettono tutti i soldi della loro famiglia in questo viaggio, che partono con i figli pur sapendo che rischiano la morte. Donne che mettono non solo i loro risparmi ma le loro stesse vite nelle mani di ciniche organizzazioni criminali".
Mogherini ha illustrato alle Nazioni Unite la bozza del piano di azione dell'Europa. Quattro i punti principali: aiuti ai Paesi di origine e di transito dei migranti, controlli alle frontiere in Libia e nei Paesi confinanti, una serie di missioni contro i trafficanti di esseri umani e gli scafisti e infine la suddivisione dei profughi attraverso un meccanismo di quote tra i Paesi dell'Ue.
"L'Unione europea è pronta a fare la propria parte e ad assumersi le proprie responsabilità, anche se non è sempre stato così, lo riconosco. L'Ue può fare molto, faremo molto, ma non lo faremo da soli", ha continuato informando il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione nel Mediterraneo. Mogherini ha concluso il suo discorso citando papa Francesco che aveva parlato dell'emergenza immigrazione usando le seguenti parole: "La loro storia ci fa piangere, ci fa vergognare". "E' importante - ha detto ancora Mogherini - che Ue e Unione Africana possano lavorare in stretta collaborazione". "Aiutateci - ha aggiunto - a salvare vite umane e a smantellare le organizzazioni criminali".
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I tempi per l'approvazione della risoluzione. Sul mandato di una operazione navale per fermare il traffico illegale di migranti l'Europa vuole lavorare con l'Onu. Mogherini ha detto che il mandato dell'operazione è in via di elaborazione a Bruxelles e verrà sottoposto al Consiglio Europeo del 18 maggio "con la possibilità di prendere subito la prima decisione". La missione nell'ambito della politica di sicurezza e difesa è legata all'Onu e ai tempi per l'approvazione della risoluzione preparata dall'Italia e presentata dalla Gran Bretagna. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha parlato di una decina di giorni per capire se, oltre all'appoggio che già c'è da parte di Francia, Gran Bretagna, Spagna e Lituania, si possa contare anche su quello degli altri undici membri. La Russia, per ora, non ha vincolato il suo sì alla questione delle sanzioni, lasciando aperta la strada dell'ottimismo. La speranza dell'Ue è che sia pronta in tempo per il Consiglio europeo di giugno. Non è escluso però che arrivi anche prima del Consiglio esteri del 18 maggio.
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La Convenzione di Ginevra. "Migranti e profughi non saranno mandati indietro. Voglio essere chiara su questo" ha continuato Mogherini in Consiglio di Sicurezza, aggiungendo che "la Convenzione di Ginevra sarà pienamente rispettata" perché "la priorità è salvare vite". "Siamo qui per agire immediatamente, ma insieme" perché affrontare questa situazione, per Mogherini "è prima di tutto un dovere morale ma anche un interesse condiviso da tutti i paesi coinvolti, quelli nel Mediterraneo ma anche di quelli da dove i migranti arrivano". "L'Unione Europea - ha continuato - è pronta a sostenere la Libia in ogni possibile modo affinché diventi un Paese stabile. Nel frattempo dobbiamo lavorare insieme per fermare i trafficanti di esseri umani".
Il dialogo con la Libia. "Non possiamo e non vogliamo agire contro nessuno, ma in pace con tutti", è stato uno dei passaggi dedicato alla Libia dell'intervento dell'Alto rappresentante Ue. L'attuale situazione dei flussi migratori verso l'Unione europea, e i problemi che ne derivano come il traffico di esseri umani e l'elevato numero di morti, persisterà fino a quando non ci sarà un governo di unità nazionale in Libia. Secondo Mogherini "la stragrande maggioranza del traffico di esseri umani sta avvenendo in Libia, o meglio, attraverso la Libia. Finché non ci sarà un governo di unità nazionale che possa esercitare la sua legittima autorità su tutto il territorio e sui confini terrestri e marini, la situazione è destinata a rimanere questa", ha detto. "L'Unione europea - ha aggiunto l'ex titolare della Farnesina - sta politicamente, logisticamente e finanziariamente sostenendo questo processo" di dialogo tra le parti in conflitto
Tripoli: "Non siamo stati interpellati". La Libia si scaglia contro il piano europeo per contrastare l'immigrazione nel Mar Mediterraneo. Lo ha dichiarato l'inviato di Tripoli alle Nazioni Unite, Ibrahim Dabbashi. "Il governo libico non è stato consultato dall'Unione europea, ci hanno lasciato all'oscuro delle loro intenzioni e del tipo di azioni militari che stanno per prendere nelle nostre acque territoriali", ha detto Dabbashi alla Bbc. In particolare, ha rilevato l'inviato di Tripoli, non è chiaro come i servizi di soccorso marittimo dell'Ue dovranno distinguere le barche dei pescatori dalle navi dei trafficanti.
Mattarella: "Onu, siamo in attesa". "Siamo in attesa di una risoluzione delle Nazioni Unite, e poi dobbiamo ascoltare i libici, occorre il loro consenso. Questo caratterizza l'azione del nostro Paese". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rispondendo ai giornalisti a Madrid sulle possibilità di una guida italiana di una missione internazionale in Libia. "Mi aspetto - ha aggiunto il presidente - che l'Onu aiuti il suo rappresentante Bernardino Leon, con una risoluzione che consenta di riportare ordine in Libia, occorre che finisca la condizione di guerra civile e di assenza di Stato, innanzitutto nell'interesse dei libici e poi della comunità internazionale, anche per evitare che la Libia diventi la base di alcune formazioni terroristiche, sarebbe una minaccia per tutta l'Europa". "Quando ci sarà una decisione dell'Onu e quando la Libia avrà trovato una condizione che la faccia uscire da questo stato di mancanza di autorità, l'Italia sarà pronta ad aiutare", ha concluso il capo dello Stato.
Gentiloni: "Consiglio di sicurezza approvi la risoluzione". Intervenendo nella trasmissione della Cnn condotta da Christiane Amanpour, il ministro degli Esteri, riferisce una nota della Farnesina, si è augurato che "il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite adotti la risoluzione proposta dai Paesi europei, basata sul capitolo VII della Carta dell'Onu". Risoluzione, ha aggiunto Paolo Gentiloni, che "fornirebbe una cornice di legalità internazionale per poter condurre operazioni mirate all'identificazione e distruzione delle imbarcazioni dei trafficanti di migranti prima che queste partano". "L'obiettivo di combattere il traffico di migranti", ha proseguito il titolare della Farnesina, "richiede anche il coinvolgimento delle diverse parti libiche e su questo confidiamo nel lavoro del rappresentante speciale del segretario generale dell'Onu per la libia, Bernardino Leon, che l'Italia sostiene pienamente". Il ministro Gentiloni - conclude la nota - ha inoltre sottolineato che "l'Italia riceve i due terzi dei migranti irregolari che raggiungono l'Europa ed è al terzo posto dopo Germania e Svezia per domande d'asilo ricevute. Noi facciamo la nostra parte. Una condivisione dell`accoglienza sulla base di un sistema di quote sarebbe un principio giusto".