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Serracchiani: "Un buon risultato ma la Liguria amareggia, senza gli scissionisti la Paita ce la faceva"

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ROMA. "A questo punto, poco  dopo le due della notte, con i  dati che abbiamo a disposizione, possiamo parlare di un cinque  a due a favore del centrosinistra. Un risultato che è molto soddisfacente". Vicesegretario Serracchiani, è stato un lungo testa a testa in un paio di regioni. Alla fine,  la Liguria va a sorpresa al centrodestra  e solo al rush finale  il centrosinistra si riconfermerà  in Umbria, pure se alla  vigilia sembrava una vittoria  scontata.  "Per la Liguria sono davvero  molto amareggiata. Ma la vittoria di Toti ha dei responsabili  precisi: quella parte della  sinistra che, lasciando il  partito e presentando una  propria lista, e con una campagna  elettorale molto aggressiva, cattiva, ha giocato  sulla pelle dei cittadini della  Liguria a far perdere il Partito  democratico. Senza questa  conflittualità esasperata, Raffaella Paita ce l'avrebbe fatta. E hanno giocato  molto in negativo anche le polemiche dell'ultimora sugli impresentabili".

Colpa della Bindi, allora, oltre che di Cofferati?
"C'è stata una strumentalizzazione  da  parte della Commissione  Antimafia in  chiave elettorale.  Molti elettori del Pd  sono rimasti sconcertanti  e confusi da queste  liste, rese pubbliche  giusto a poche ore  dal momento del voto".

Però in Campania, dove  correva De Luca che è stato il bersaglio principale delle polemiche sugli impresentabili, il centrosinistra ha vinto lo stesso.
"Gli scrutini sono ancora  in corso, ma sulla base  dei dati in nostro possesso  la vittoria di De Luca  appare un dato acquisito. Qui ha funzionato un sistema  più aggregato, un  voto più omogeneo che  ha determinato una clamorosa  inversione di tendenza  rispetto alla gestione  precedente in Campania  ".

E' un esito delle regionali che complessivamente premia il governo?
"Un anno di governo a guida   Renzi e in un anno di segreteria,   su 12 regioni il centrosinistra se ne aggiudica 10 contro le due che vanno agli altri. Ricordo solo che il centrodestra ne aveva 6 e Sel una. Mi pare che gli elettori abbiamo premiato le scelte fatte col jobs act, la riforma della scuola, la riforma della legge elettorale   ".

Però c'è molta discussione sul risultato ottenuto dalle liste del Pd. Il dato secco dà il partito in difficoltà rispetto alle europee. Ma la difesa è che non sono stati considerati i voti delle liste collegate al vostro partito. Come stanno le cose?
"E' ancora presto per parlare   dell'esito delle nostre liste. Ma è chiaro che bisogna sommare   il voto delle altre liste. Ci   può anche essere alla fine   complessivamente una flessione   rispetto al dato delle europee, ma è un confronto che   non tiene. Il raffronto va fatto rispetto alle regionali passate".

Va avanti l'antipolitica, vanno avanti i grillini, che voi volevate fermare?
"Non mi pare proprio. Hanno ottenuto un risultato inferiore a quello delle politiche. Non si può parlare di un successo del movimento di Grillo".

E la sinistra del Pd, che a suo giudizio vi ha fatto perdere la Liguria, ha avuto altri successi?
"Direi che neanche in Liguria c'è stata una grande affermazione. E non l'ha avuta nemmeno in Toscana o nelle Marche".

Insomma, l'opposizione a Renzi secondo lei non ha pagato.
"Ripeto, abbiamo   portato a dieci il   numero delle regioni   governate. Certo il dato   dell'astensionismo   ci preoccupa. Ma l'esito   ci dice che dobbiamo   andare avanti   sulla strada delle   riforme"".  
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