Politica

Il peccato originale e i doveri del Pd

La politica non può trincerarsi dietro le aule di giustizia. Chi ha un ruolo non può tirarsi indietro

2 minuti di lettura
QUESTA seconda inchiesta su Mafia Capitale non è un fulmine a ciel sereno. I presupposti per capire che parte della politica romana è una sorta di fogna a cielo aperto erano chiari da tempo. Meravigliarsi adesso, non è possibile né giustificabile. In questa vicenda ci sono però due piani ben distinti. Uno è quello giudiziario, l'altro è quello politico. È evidente che le eventuali colpe processuali dovranno essere accertate secondo i tempi della giustizia e la presunzione di innocenza è un principio che ogni società civile deve rispettare. Ma la politica non può trincerarsi dietro le aule di giustizia. Chi ha un ruolo e una responsabilità istituzionale o di partito non può tirarsi indietro come se quella fogna non lo toccasse. Quel sistema di infima corruzione che ha inquinato la Capitale in questi anni ha affondato i suoi denti e li ha fatti marcire durante la gestione del centrodestra, in quei cinque anni guidati da Alemanno. È bene precisare che molto nasce e si perpetua in quel quinquennio. Quello schieramento sembra però incapace di fare i conti con il suo passato e con il suo presente. Travolto da una crisi che ormai va al di là di quel che è accaduto a Roma.

Le inchieste ora dimostrano che il malaffare ha sporcato anche un pezzo di centrosinistra. In un sistema di potere e corruzione che non faceva differenze. E che adesso tocca pure il governo nazionale. Per due aspetti. Il principale centro di corruttela faceva perno sulla gestione degli immigrati. La stazione appaltante era ed è il Viminale. Nell'inchiesta, poi, c'è finito anche un sottosegretario, Castiglione, dello stesso partito del ministro degli Interni Alfano. Anche per Castiglione vale la presunzione di innocenza, ovvio. Ma vale anche quello della intoccabilità politica? L'ex ministro Lupi pochi mesi fa è stato invitato a dimettersi pur non essendo indagato. Il presidente del Consiglio può usare una misura diversa per un sottosegretario che invece inquisito lo è? Davvero di fronte a determinate evidenze, ci si può limitare ad aspettare?

Il compito di chi esercita la guida politica è anche quello di prevenire la magistratura. La separazione dei poteri è davvero possibile se ognuno si assume le proprie responsabilità senza delegarle. Nessuno, inoltre, può nascondere che qualcosa non va nel Pd di Roma. Chi ha avuto a che fare con il Campidoglio negli ultimi sette anni e chi ha letto gli atti giudiziari, sa ad esempio che nei primi anni della sindacatura Alemanno non tutta l'opposizione era decisa nel contrastare l'azione della maggioranza di centrodestra. Chi frequenta i palazzi della politica capitolina, sa da tempo che le correnti Dem si muovevano come delle bande e non come dei circoli culturali. Che il nucleo dello scambio affaristico è costituito dalle preferenze. E che con l'elezione di Marino molti dei democratici coinvolti nelle indagini agivano lungo i binari di un contropotere rispetto al sindaco. Ma l'ex chirurgo ha dovuto aspettare due anni e l'intervento dei pm per capire che la battaglia non era ideale ma "monetaria". Non se ne può accorgere con così tanto ritardo. E questo riguarda anche dipendenti corrotti che lavorano nell'amministrazione del Comune.

La politica deve agire per tempo e non aspettare. Negli ultimi mesi dei passi sono stati compiuti, ma i fatti dimostrano che serve altro per riconquistare autorevolezza e credibilità. È vero: nel 2013 c'era un'altra gestione nel Partito democratico. Le liste elettorali sono state definite due anni fa da un gruppo dirigente che ora è stato sostituito. Il peccato originale ricade su quella stagione. Il nuovo Pd, però, se davvero vuole essere nuovo e guidare il Paese libero dai lacci del malaffare, deve essere implacabile su questo punto. Il segretario del Pd, oltre a fare il premier, deve fare pulizia senza alcuna incertezza e chiudere definitivamente con il passato. Non è più accettabile esporre la Capitale alla vergogna nazionale e al pubblico ludibrio internazionale. La cloaca massima deve tornare ad essere solo un reperto archeologico.
I commenti dei lettori