ROMA - "Soltanto contribuendo a migliorare le condizioni di vita di chi oggi fugge da guerre, persecuzioni o carestie sarà possibile contenere le dimensioni di un problema epocale e con il quale dovremo convivere a lungo". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aprendo a Roma la 39esima Conferenza della Fao in occasione dei 70 anni della sua fondazione. Il discorso ha toccato, in parte, gli stessi punti affrontati ieri durante la sua visita all'Expo. La sostenibilità come condizione di pace, così come la giustizia, la cooperazione, il rispetto dei diritti della persona.
La lotta per sconfiggere la fame. Per il Capo dello Stato "sconfiggere la povertà e la malnutrizione è possibile. Difficile ma possibile. L'umanità non può rinunciare a questo traguardo". "La fame è causa concorrente o scatenante di violenze e anche di guerre. Contrastarla è una preziosa opera di pace. Non ci sarà mai vera pace se permarranno le disparità - ha osservato -. Le nazioni devono far prevalere la solidarietà sull'egoismo. Il dialogo e la cooperazione possono battere il fanatismo e la sopraffazione. Occorre un modello di sviluppo umano inclusivo, che riconosca l'importanza dei valori di equità e uguaglianza e che promuova economie sostenibili".
Il ruolo della Fao. Mattarella si è soffermato sul ruolo della Fao. "E' la colonna portante di un'attività della comunità internazionale che si fa inevitabilmente sempre più complessa - ha sottolineato -. Ha posto le basi di un sistema dove gli Stati possono collaborare proficuamente per perseguire l'obiettivo della libertà dalla fame. Sono lieto di salutare il risultato che verrà celebrato domani, quando 72 Paesi riceveranno un riconoscimento per aver raggiunto l'obiettivo del dimezzamento del tasso di denutrizione - ha aggiunto -. E' un risultato imponente che premia gli sforzi fatti. Nel 1990 il numero degli affamati superava il miliardo di essere umani. Oggi, nonostante l'incremento della popolazione, è diminuito in misura rilevante. La strada da percorrere rimane lunga. Non possiamo dimenticare che 800 milioni di persone, inclusi 160 milioni di bambini minori di cinque anni, vivono ancora nella disperazione non avendo il cibo per nutrirsi o non avendone a sufficienza per crescere sani e vivere da uomini liberi".
Sostegno a agricoltori e donne. Perciò, ha aggiunto Mattarella, "va dato sostegno ai piccoli agricoltori e alle loro famiglie. Va sostenuta un'equa distribuzione delle terre. Cruciale è favorire il ruolo delle donne. In molti casi le donne purtroppo sono ostacolate negli accessi ai mezzi di produzione".
Legge antisperco. Il discorso di oggi è stato introdotto dalle parole pronunciate da Mattarella ieri, durante la sua visita all'Expo, quando ha parlato di lotta allo spreco "che è un insulto alla società e all'economia dei Paesi". Per questo ha dimostrato di credere molto nel progetto - sostenuto dal governo - di una legge antispreco: "Alcuni progetti di solidarietà stanno dando risultati positivi, serve estenderli con strumenti legislativi: ridurre gli sprechi è un grande impegno per tutti, la cultura dello scarto e del consumo illimitato non si concilia più in alcun modo con lo sviluppo economico".
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L'immigrazione. Il capo dello Stato ha parlato del tema dell'immigrazione. "Senza la cooperazione tra i Paesi - ha sottolineato il Capo dello Stato - ogni barriera diventerà insicura e finirà per alimentare l'odio e i fanatismi". Secondo Mattarella, "al dovere morale di salvare vite umane, all'impegno di accogliere coloro che gridano aiuto, alla giusta lotta contro trafficanti di essere umani e criminali senza scrupoli, tutta l'Europa deve saper aggiungere una strategia che rafforzi la cooperazione con i Paesi di origine e di transito in modo da favorire la loro crescita economica e sociale".
Il pericolo della Terra. "In questo cambio d'epoca siamo chiamati a decisioni davvero storiche. La Terra, se non correggeremo l'inerzia di questi anni, può perdere funzioni vitali", ha continuato Mattarella, "il nostro destino non è scontato. Tocca a noi determinarlo. Saremo giudicati per la pace che costruiremo o che negheremo", ha concluso di fronte all'agenzia delle Nazioni Unite.
La lotta per sconfiggere la fame. Per il Capo dello Stato "sconfiggere la povertà e la malnutrizione è possibile. Difficile ma possibile. L'umanità non può rinunciare a questo traguardo". "La fame è causa concorrente o scatenante di violenze e anche di guerre. Contrastarla è una preziosa opera di pace. Non ci sarà mai vera pace se permarranno le disparità - ha osservato -. Le nazioni devono far prevalere la solidarietà sull'egoismo. Il dialogo e la cooperazione possono battere il fanatismo e la sopraffazione. Occorre un modello di sviluppo umano inclusivo, che riconosca l'importanza dei valori di equità e uguaglianza e che promuova economie sostenibili".
Il ruolo della Fao. Mattarella si è soffermato sul ruolo della Fao. "E' la colonna portante di un'attività della comunità internazionale che si fa inevitabilmente sempre più complessa - ha sottolineato -. Ha posto le basi di un sistema dove gli Stati possono collaborare proficuamente per perseguire l'obiettivo della libertà dalla fame. Sono lieto di salutare il risultato che verrà celebrato domani, quando 72 Paesi riceveranno un riconoscimento per aver raggiunto l'obiettivo del dimezzamento del tasso di denutrizione - ha aggiunto -. E' un risultato imponente che premia gli sforzi fatti. Nel 1990 il numero degli affamati superava il miliardo di essere umani. Oggi, nonostante l'incremento della popolazione, è diminuito in misura rilevante. La strada da percorrere rimane lunga. Non possiamo dimenticare che 800 milioni di persone, inclusi 160 milioni di bambini minori di cinque anni, vivono ancora nella disperazione non avendo il cibo per nutrirsi o non avendone a sufficienza per crescere sani e vivere da uomini liberi".
Sostegno a agricoltori e donne. Perciò, ha aggiunto Mattarella, "va dato sostegno ai piccoli agricoltori e alle loro famiglie. Va sostenuta un'equa distribuzione delle terre. Cruciale è favorire il ruolo delle donne. In molti casi le donne purtroppo sono ostacolate negli accessi ai mezzi di produzione".
Legge antisperco. Il discorso di oggi è stato introdotto dalle parole pronunciate da Mattarella ieri, durante la sua visita all'Expo, quando ha parlato di lotta allo spreco "che è un insulto alla società e all'economia dei Paesi". Per questo ha dimostrato di credere molto nel progetto - sostenuto dal governo - di una legge antispreco: "Alcuni progetti di solidarietà stanno dando risultati positivi, serve estenderli con strumenti legislativi: ridurre gli sprechi è un grande impegno per tutti, la cultura dello scarto e del consumo illimitato non si concilia più in alcun modo con lo sviluppo economico".
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L'immigrazione. Il capo dello Stato ha parlato del tema dell'immigrazione. "Senza la cooperazione tra i Paesi - ha sottolineato il Capo dello Stato - ogni barriera diventerà insicura e finirà per alimentare l'odio e i fanatismi". Secondo Mattarella, "al dovere morale di salvare vite umane, all'impegno di accogliere coloro che gridano aiuto, alla giusta lotta contro trafficanti di essere umani e criminali senza scrupoli, tutta l'Europa deve saper aggiungere una strategia che rafforzi la cooperazione con i Paesi di origine e di transito in modo da favorire la loro crescita economica e sociale".
Il pericolo della Terra. "In questo cambio d'epoca siamo chiamati a decisioni davvero storiche. La Terra, se non correggeremo l'inerzia di questi anni, può perdere funzioni vitali", ha continuato Mattarella, "il nostro destino non è scontato. Tocca a noi determinarlo. Saremo giudicati per la pace che costruiremo o che negheremo", ha concluso di fronte all'agenzia delle Nazioni Unite.