Politica

Comunali, Venezia: Brugnaro incassa il sì della Lega al ballottaggio

Il candidato sindaco, che sfiderà Casson, ha raggiunto un accordo con il partito di Salvini sui punti programmatici: "Con Zaia grande sintonia". Nella città lagunare la situazione dei voti è in bilico

1 minuti di lettura
VENEZIA - Il candidato sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che si confronterà il 14 giugno per il ballottaggio con Felice Casson del centrosinistra, ha chiuso l'accordo con la Lega e le civiche che appoggiavano il loro candidato al primo turno, Gian Angelo Bellati.

Per Brugnaro, sotto di 10 punti percentuali rispetto a Casson, l'accordo può significare colmare il gap nei confronti dell'avversario dopo l'appoggio già dato dall'altra candidata, Francesca Zaccariotto, già presidente della Provincia di Venezia ed ex Lega. "Sono in grande sintonia con il governatore Luca Zaia" ha detto Brugnaro. L'intesa, secondo il candidato, non prevede la spartizione di poltrone, anche se alla Lega andrebbero il vice sindaco e due assessorati, in virtù dei temi comuni sviluppati, dalla sicurezza alla tassazione locale per rilanciare imprese e lavoro, passando per la riorganizzazione della macchina comunale fino al sì al referendum, in posizione neutrale, alla eventuale separazione tra Venezia e Mestre.
LE CITTA' AL BALLOTTAGGIO
Tra i punti fondamentali anche l'elezione del sindaco della città metropolitana e il bilancio da risanare, visto il deficit di 80 milioni di euro accumulato dalla città. "Ogni decisione - ha detto Brugnaro - sarà presa con chi si è speso in campagna elettorale per cambiare la città e con il contributo dei cittadini sui vari temi per poi fare sintesi e dare un volto nuovo a Venezia e alla sua terraferma nel segno della 'sintonia civica' e contro il 'partito del no' che in questa campagna elettorale si dimostra menzognero e rancoroso".

Nella città lagunare il 14 giugno si andrà al ballottaggio: Casson - pur essendo il candidato più votato - non arriva al 40%. Brugnoli, il suo principale sfidante, si ferma sotto il 30%. Il distacco di quasi dieci punti però non fa dormire sonni tranquilli al centrosinistra: infatti i moderati si sono presentati spaccati alle urne. Il candidato della Lega Nord (Gian Angelo Bellati) ha preso il 12% e quello di Fratelli d'Italia il 6%: se il fronte del centrodestra si ricompattasse al secondo turno, potrebbe superare il centrosinistra. Al terzo posto il Movimento 5 Stelle - col candidato Davide Scano - col 12,7 per cento.

 
I commenti dei lettori