ROMA - I deputati di M5S di prima mattina l'assediano. Lei, Donatella Ferranti, la presidente Pd appena riconfermata della commissione Giustizia, reagisce furibonda: "Un'invasione barbarica... una vera sorpresa dopo sei mesi di lavoro sereno e una notte di votazioni serrate, ma proficue".
Dica la verità, lei, un ex pm, vuole il bavaglio sulle intercettazioni contro i giornalisti?
"Io? No, mai. Mi pare di averlo dimostrato coi fatti quando, nella scorsa legislatura, mi sono opposta con il gruppo del Pd alla legge che avrebbe voluto fare Berlusconi".
Come si spiega allora l'emendamento Pagano (Ncd) che punisce col carcere chi registra e fa riprese?
"Ma chi ha detto che ha a che fare con le intercettazioni e soprattutto con i giornalisti? Intanto stiamo parlando di una delega al governo. Qui si vuole punire chi non solo registra in modo fraudolento una conversazione strettamente privata e danneggia la vittima rendendola pubblica".
La cambiate lunedì? Perché non l'avete fatto prima?
"Si tratta solo di specificare meglio qual è lo scopo della norma che non vuole penalizzare l'attività legittima di chi svolge un giornalismo d'inchiesta".
Che succede se un giornale o un sito o una tv pubblicano una registrazione o un video "rubato" da un privato ?
"Qui si punisce chi registra fraudolentemente e pubblica. Chi invece riceve il materiale potrebbe risponderne, ma non per via di questo nuovo reato".
Ammetterà che pure la delega sulle intercettazioni non lascia grandi spazi. È il bavaglio di berlusconiana memoria?
"Assolutamente no perché lì c'era un black out totale fino all'udienza preliminare o al processo in aula. Qui si vuole evitare la pubblicazione selvaggia di ascolti irrilevanti rispetto al contesto penale o che riguardano persone estranee alle indagini".
Eppure lo spirito sembra evidente già in quel "garantire la riservatezza delle intercettazioni". Che tradotto significa non pubblicare nulla.
"Francamente questo spirito non lo vedo. Devo dire che sull'udienza filtro s'era raggiunto un punto di equilibrio già col testo Bongiorno e con la Fnsi. Non ci dimentichiamo che, per principio, le indagini sono segrete e le intercettazioni, in base alla Costituzione, sono autorizzate solo in presenza di un reato. Di certo non possono essere fonte di mero gossip. Toccherà al giudice valutarne la rilevanza nell'ambito di un'inchiesta e a quel punto sarà pubblicabile ".
Dica la verità, lei, un ex pm, vuole il bavaglio sulle intercettazioni contro i giornalisti?
"Io? No, mai. Mi pare di averlo dimostrato coi fatti quando, nella scorsa legislatura, mi sono opposta con il gruppo del Pd alla legge che avrebbe voluto fare Berlusconi".
Come si spiega allora l'emendamento Pagano (Ncd) che punisce col carcere chi registra e fa riprese?
"Ma chi ha detto che ha a che fare con le intercettazioni e soprattutto con i giornalisti? Intanto stiamo parlando di una delega al governo. Qui si vuole punire chi non solo registra in modo fraudolento una conversazione strettamente privata e danneggia la vittima rendendola pubblica".
La cambiate lunedì? Perché non l'avete fatto prima?
"Si tratta solo di specificare meglio qual è lo scopo della norma che non vuole penalizzare l'attività legittima di chi svolge un giornalismo d'inchiesta".
Che succede se un giornale o un sito o una tv pubblicano una registrazione o un video "rubato" da un privato ?
"Qui si punisce chi registra fraudolentemente e pubblica. Chi invece riceve il materiale potrebbe risponderne, ma non per via di questo nuovo reato".
Ammetterà che pure la delega sulle intercettazioni non lascia grandi spazi. È il bavaglio di berlusconiana memoria?
"Assolutamente no perché lì c'era un black out totale fino all'udienza preliminare o al processo in aula. Qui si vuole evitare la pubblicazione selvaggia di ascolti irrilevanti rispetto al contesto penale o che riguardano persone estranee alle indagini".
Eppure lo spirito sembra evidente già in quel "garantire la riservatezza delle intercettazioni". Che tradotto significa non pubblicare nulla.
"Francamente questo spirito non lo vedo. Devo dire che sull'udienza filtro s'era raggiunto un punto di equilibrio già col testo Bongiorno e con la Fnsi. Non ci dimentichiamo che, per principio, le indagini sono segrete e le intercettazioni, in base alla Costituzione, sono autorizzate solo in presenza di un reato. Di certo non possono essere fonte di mero gossip. Toccherà al giudice valutarne la rilevanza nell'ambito di un'inchiesta e a quel punto sarà pubblicabile ".