ROMA - Una situazione "intollerabile". Usa parole durissime Matteo Renzi per commentare le criticità dell'aeroporto di Fiumicino, dove oggi il traffico dei voli ha subito uno stop a causa di un incendio doloso divampato nei pressi dello scalo. Il presidente del Consiglio ha telefonato al ministro dell'Interno, Angelino Alfano, chiedendo verifiche immediate da parte delle forze dell'ordine. E Alfano via Twitter annuncia "accertamenti rapidi". "Bene l'apertura dell'inchiesta da parte della magistratura - dichiara il titolare del Viminale -. L'incendio del 7 maggio (al Terminal 3 dello scalo romano, ndr) non fu doloso. Su questo, accertamenti rapidi. Si faccia chiarezza".
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Ma non è solo il singolo episodio a preoccupare il premier: con il suo alleato di governo, Renzi ha rievocato il recente rogo che ha distrutto il terminal 3. "È la seconda volta in pochi mesi e non è possibile che fiumicino venga messo in ginocchio, questa situazione non è tollerabile. Adesso basta - è stato lo sfogo telefonico - è impensabile che il principe hub italiano, in piena stagione estiva, sia in balia di incidenti o peggio di malintenzionati e criminali".
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A riferire della conversazione sono state fonti di Palazzo Chigi. Renzi, che già si trova alle prese con il caso Roma, tra inchieste e disservizi che deteriorano l'immagine mondiale della città, non vuole che dilaghi un nuovo fronte legato allo scalo della Capitale: "Se davvero l'incendio di oggi che ha paralizzato l'aeroporto fosse doloso ci troveremmo di fronte ad un atto gravissimo, le cui conseguenze impattano direttamente su una delle principali infrastrutture del Paese, sul turismo e sull'economia", ha fatto notare ad Alfano.
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L'incendio di oggi ha bloccato l'operatività dello scalo per due ore. Il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino ha spiegato: "Le fiamme si sarebbero propagate da 2-3 punti diversi, anche lontani tra di loro, il che farebbe pensare a una probabile origine dolosa dell'incendio". Attorno alle 16 e 30 Alitalia ha twittato che la situazione era avviata verso la piena normalità. Ha lasciato strascichi ben più lunghi invece il rogo del 7 maggio scorso che ha devastato una parte dell'aeroporto causando danni quantificati dalla società di gestione in 80 milioni.
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Ma non è solo il singolo episodio a preoccupare il premier: con il suo alleato di governo, Renzi ha rievocato il recente rogo che ha distrutto il terminal 3. "È la seconda volta in pochi mesi e non è possibile che fiumicino venga messo in ginocchio, questa situazione non è tollerabile. Adesso basta - è stato lo sfogo telefonico - è impensabile che il principe hub italiano, in piena stagione estiva, sia in balia di incidenti o peggio di malintenzionati e criminali".
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A riferire della conversazione sono state fonti di Palazzo Chigi. Renzi, che già si trova alle prese con il caso Roma, tra inchieste e disservizi che deteriorano l'immagine mondiale della città, non vuole che dilaghi un nuovo fronte legato allo scalo della Capitale: "Se davvero l'incendio di oggi che ha paralizzato l'aeroporto fosse doloso ci troveremmo di fronte ad un atto gravissimo, le cui conseguenze impattano direttamente su una delle principali infrastrutture del Paese, sul turismo e sull'economia", ha fatto notare ad Alfano.
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L'incendio di oggi ha bloccato l'operatività dello scalo per due ore. Il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino ha spiegato: "Le fiamme si sarebbero propagate da 2-3 punti diversi, anche lontani tra di loro, il che farebbe pensare a una probabile origine dolosa dell'incendio". Attorno alle 16 e 30 Alitalia ha twittato che la situazione era avviata verso la piena normalità. Ha lasciato strascichi ben più lunghi invece il rogo del 7 maggio scorso che ha devastato una parte dell'aeroporto causando danni quantificati dalla società di gestione in 80 milioni.