ROMA - Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, è stato rieletto all'unanimità presidente della Conferenza delle Regioni. Chiamparino si era dimesso il 2 luglio scorso dopo il voto delle amministrative in sette regioni. Vicepresidente è stato eletto all'unanimità il nuovo governatore della Liguria, Giovanni Toti, che ha così commentato: "Questo è un ruolo di grande responsabilità. Con il presidente Chiamparino lavoreremo bene. Ringrazio tutti i presidenti".
L'organigramma della Conferenza vede inoltre il governatore della Toscana Enrico Rossi, quello della Campania Vincenzo De Luca e il governatore della Basilicata Marcello Pittella membri dell'Ufficio di presidenza, il governatore della Sardegna Francesco Pigliaru e il coordinatore della Commissione Affari finanziari e Bilancio Massimo Garavaglia invitati permanenti. Per il rinnovo delle presidenze delle Commissioni bisognerà attendere settembre.
Presenti alla Conferenza, oltre a numerosi assessori regionali, anche il governatore della Calabria Gerardo Oliverio, il governatore della Puglia Michele Emiliano, la governatrice umbra Catiuscia Marini, il presidente del Veneto Luca Zaia, della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi e della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher, il presidente del Molise Paolo Frattura, dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini.
Uno dei temi più discussi in sede di Conferenza delle Regioni è stato evidentemente quello della Sanità. Il presidente Chiamparino: "Abbiamo accettato di stare dentro la logica del patto per la salute, che è una logica di risparmio e razionalizzazione. E noi crediamo che da lì possono arrivare grandi economie senza toccare i servizi. Ma abbiamo anche bisogni crescenti dei cittadini. C'è un risparmio da fare per reinvestire nel settore sanitario, così come ha detto il ministro Lorenzin, con la quale sono perfettamente d'accordo. Il fondo sanitario dava 2 miliardi per il 2015 che diventavano 5 miliardi per il 2016 e 7 miliardi nel 2017. I due sono stati assorbiti dai tagli fatti quest'anno, quindi è chiaro che gli altri devono restare tali. E' il momento in cui prima di parlare a taccuini e microfoni bisogna sedersi attorno a un tavolo, e io credo ci siano soluzioni virtuose per lo Stato e per le Regioni nella sanità e non solo".
Giovanni Toti: "In Liguria dobbiamo razionalizzare e cambiare moltissimo, perché abbiamo ereditato una sanità che non va. Per quanto riguarda i tagli che sono stati apportati nel decreto enti locali, oltre 2 miliardi, vanno a incidere su una situazione già decisamente non facile. Sugli ulteriori tagli di cui sento parlare da questa estate, vorrei che fossero frutto più del caldo che di una scelta ragionevole: mi sembra una scelta un po' sciagurata".
Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano: "Abbiamo parlato di sanità ma non ci siamo fasciati la testa prima di rompercela: cioè, non abbiamo affrontato le dichiarazioni di alcuni esponenti del Partito democratico che parlano di ulteriori tagli rispetto a quelli che sono già stati inseriti nel dl enti locali".
Il governatore veneto Luca Zaia: "Noi continuiamo a proporre la candidatura del Veneto alla guida della Commissione sanità" della conferenza delle regioni. "I tagli sulla sanità non sono sostenibili, se non si vogliono penalizzare le regioni virtuose bisogna applicare i costi standard. Da me un pasto in ospedale costa 6,50 euro, e se tagli da me come tagli da qualche altra parte dell'Italia, dove questo pasto costa fino a dieci volte in più, cioè arriva a costare 60 euro, va a finire che loro spenderanno un po' meno ma sprecheranno sempre tanto, io non riesco più a comprare".
L'organigramma della Conferenza vede inoltre il governatore della Toscana Enrico Rossi, quello della Campania Vincenzo De Luca e il governatore della Basilicata Marcello Pittella membri dell'Ufficio di presidenza, il governatore della Sardegna Francesco Pigliaru e il coordinatore della Commissione Affari finanziari e Bilancio Massimo Garavaglia invitati permanenti. Per il rinnovo delle presidenze delle Commissioni bisognerà attendere settembre.
Presenti alla Conferenza, oltre a numerosi assessori regionali, anche il governatore della Calabria Gerardo Oliverio, il governatore della Puglia Michele Emiliano, la governatrice umbra Catiuscia Marini, il presidente del Veneto Luca Zaia, della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi e della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher, il presidente del Molise Paolo Frattura, dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini.
Uno dei temi più discussi in sede di Conferenza delle Regioni è stato evidentemente quello della Sanità. Il presidente Chiamparino: "Abbiamo accettato di stare dentro la logica del patto per la salute, che è una logica di risparmio e razionalizzazione. E noi crediamo che da lì possono arrivare grandi economie senza toccare i servizi. Ma abbiamo anche bisogni crescenti dei cittadini. C'è un risparmio da fare per reinvestire nel settore sanitario, così come ha detto il ministro Lorenzin, con la quale sono perfettamente d'accordo. Il fondo sanitario dava 2 miliardi per il 2015 che diventavano 5 miliardi per il 2016 e 7 miliardi nel 2017. I due sono stati assorbiti dai tagli fatti quest'anno, quindi è chiaro che gli altri devono restare tali. E' il momento in cui prima di parlare a taccuini e microfoni bisogna sedersi attorno a un tavolo, e io credo ci siano soluzioni virtuose per lo Stato e per le Regioni nella sanità e non solo".
Giovanni Toti: "In Liguria dobbiamo razionalizzare e cambiare moltissimo, perché abbiamo ereditato una sanità che non va. Per quanto riguarda i tagli che sono stati apportati nel decreto enti locali, oltre 2 miliardi, vanno a incidere su una situazione già decisamente non facile. Sugli ulteriori tagli di cui sento parlare da questa estate, vorrei che fossero frutto più del caldo che di una scelta ragionevole: mi sembra una scelta un po' sciagurata".
Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano: "Abbiamo parlato di sanità ma non ci siamo fasciati la testa prima di rompercela: cioè, non abbiamo affrontato le dichiarazioni di alcuni esponenti del Partito democratico che parlano di ulteriori tagli rispetto a quelli che sono già stati inseriti nel dl enti locali".
Il governatore veneto Luca Zaia: "Noi continuiamo a proporre la candidatura del Veneto alla guida della Commissione sanità" della conferenza delle regioni. "I tagli sulla sanità non sono sostenibili, se non si vogliono penalizzare le regioni virtuose bisogna applicare i costi standard. Da me un pasto in ospedale costa 6,50 euro, e se tagli da me come tagli da qualche altra parte dell'Italia, dove questo pasto costa fino a dieci volte in più, cioè arriva a costare 60 euro, va a finire che loro spenderanno un po' meno ma sprecheranno sempre tanto, io non riesco più a comprare".