ROMA - Le tre giornate di Salvini, che il 6 7 e 8 novembre vorrebbe fermare l'Italia e mandare a casa il governo. Più quel "libera Chiesa in libero Stato", ovvero, sull'immigrazione, "il vescovo fa il vescovo e non rompe le palle ai sindaci e a chi amministra le città". Sono le due vette raggiunte dal segretario della Lega Nord ieri sera alla festa leghista di Ponte di Legno, su cui oggi si trovano a ragionare tanto la maggioranza, cui è giunta la minaccia della spallata di novembre, tanto il centrodestra, cui le uscite di Salvini hanno sempre il potere di mettere gli uni contro gli altri.
Dal Pd, il commento di maggior peso sin qui rilasciato è quello del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. Maurizio Martina, che mette a fuoco soprattutto la prospettiva di un'Italia paralizzata dalla tre giorni leghista di novembre. "Salvini ha davvero un bel programma per l'Italia: bloccarla" dichiara il ministro, aggiungendo che il leader della Lega "non ha capito che gli italiani tutto chiedono tranne che bloccare il Paese. Diciamo che Salvini ci ha spiegato la differenza tra noi e lui: da questa parte chi combatte ogni giorno per fare ripartire il Paese, dalla sua chi vuole bloccarlo. Più chiaro di così".
Vannino Chiti impugna il "libera Chiesa in libero Stato" rievocato da Salvini per sentenziare: "Cavour si starà rivoltando nella tomba". "Cavour - spiega Chiti - esprimeva nel 1800 gli esiti più avanzati in tema di laicità del liberalismo europeo: approdi importanti anche se oggi insufficienti di fronte al dovere della democrazia di organizzare la presenza pubblica di un pluralismo di fedi e culture. Salvini ruba una frase e la inserisce in una impostazione nemica non solo della fede cattolica, ma della solidarietà umana". Un "cinismo elettorale" che cozzerà contro sentimenti di solidarietà e giustizia della maggioranza dei cittadini". "Non mi stupisco della Lega ma di una destra italiana che come Forza Italia pensa di realizzarvi credibili coalizioni di governo".
C'è poi il presidente del Commissione di Vigilanza sull'Anagrafe Tributaria, Giacomo Portas, che a Salvini chiede non di "bloccare l'Italia" ma di dare "qualche idea concreta per abbassare le tasse e semplificare il nostro sistema fiscale. Le proteste del leader leghista non servono alla maggioranza degli italiani". "A settembre, con la Legge di Stabilità, bisogna continuare col calo della pressione fiscale. Questo è quello che vogliono le imprese di tutta Italia" conclude Portas.
Dal Pd, altri interventi fanno invece da scudo ai vescovi. Per Stefano Pedica, il "populismo becero" di Salvini ha come "unico obiettivo di alimentare la paura e non di risolvere il problema dell'immigrazione. Ma arrivare ad attaccare i vescovi significa che ha esaurito tutti gli argomenti". Il deputato Edoardo Patriarca ricorda a Salvini che "gli italiani sono grati per l'apporto che tanti vescovi, tramite le Caritas locali, danno alla nostra società. Mentre lui continua ad attaccare per pausa di cadere all'indietro. Demagogia che si scontra con la realtà del Paese, che vede nella Chiesa uno dei suoi pilastri".
Giorgio Merlo, dirigente nazionale del Pd, chiama a raccolta "i cattolici impegnati in politica: alzino la voce e dicano con forza e chiarezza che proprio la Chiesa italiana sta svolgendo, da tempo, un'azione coerente e coraggiosa di assistenza ai migranti", in risposta a quanti vorrebbero "trasformare questi argomenti in un puro strumento elettorale e di raccolta di consensi". Matteo Colaninno difende vescovi e operato del governo sull'immigrazione: "Dalla Lega Nord arriva l'ennesima 'lezione' ideologica messa in campo per strumentalizzare le parole di monsignor Galantin. Il governo Renzi ha fatto tutto ciò che si doveva fare e certamente molto di più dei governi precedenti e di chi oggi punta strumentalmente il dito indice a fine di demagogia politica ed elettorale".
Dal Nuovo Centrodestra, tweet della portavoce nazionale Valentina Castaldini.
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Poi è Dorina Bianchi, vicepresidente dei deputati di Area Popolare (Ncd - Udc) a bacchettare Salvini per le "parole inaccettabili sui vescovi" in un dibattito che "non può e non deve mai scadere nell'insulto". "Questo governo - ribadisce anche Bianchi -, e in particolare il ministro Alfano, ha fatto molto, costringendo l'Europa a prendere atto collegialmente del problema. E parole come quelle pronunciate da Salvini, trancianti e rozze, non aiutano anzi avviliscono il confronto e danno un'immagine poco edificante".
Nella maggioranza, dunque, tutti uniti contro Salvini, il suo "populismo becero" e la sua "mancanza di argomenti". Dall'altra parte dello steccato, soprattutto in Forza Italia, la nuova uscita del leader leghista, l'unica figura in ascesa nel panorama del centrodestra, divide il fronte tra chi si dissocia, imbarazzato dagli attacchi alla Chiesa, chi invece, pur non condividendone i toni, trova il modo di far rientrare Salvini dalla finestra.
Il più duro e diretto è Osvaldo Napoli: "Salvini in un solo colpo ha sbagliato due volte: sul piano della civiltà e su quello della comunicazione politica. Pensa di rivolgersi a un'Italia vociante e descamisada, ma essa è sempre più minoranza. Le volgarità contro i vescovi sono un assist al club del buonismo e dell'accoglienza a tutti i costi perché sposta l'attenzione dalla questione, l'immigrazione incontrollata, ai rapporti fra Stato e Chiesa cattolica" e "fanno danni ai rapporti del centrodestra con il mondo cattolico".
Già un po' più morbido è il senatore Francesco Giro, che considera Salvini il re del paradosso e come tale vanno giudicate le sue parole. Lo dimostrerebbe il fatto che "proprio nelle regioni governate dalla Lega, come Veneto e Lombardia, i legami fra amministrazioni comunali e diocesi locali sono storici e molto solidi". "Per noi di Forza Italia - conclude Giro - la polemica è solo frutto di una scelta tattica che consideriamo anacronistica e superata dalla realtà delle nostre tante città che sono solidali".
Si passa poi all'europarlamentare di Forza Italia Lara Comi che invita ad andare oltre la volgarità di Salvini. "Solleva un tema legittimo: pur non condividendo nel modo più assoluto le sue espressioni volgari, è evidente che la politica deve essere scevra da condizionamenti esterni nell'affrontare il tema immigrazione" dice Comi, che poi impugna "le posizioni dei vescovi spagnoli, che testimoniano come nella Chiesa esista una polifonia di posizioni. Non è un buon servizio strumentalizzare le parole del Papa per provare a dettare ricette francamente inapplicabili in Italia".
Per arrivare infine al "io sto con Salvini" di Daniela Santanché, che ad Affaritaliani.it spiega: "Io sono piemontese e sono rimasta a Cavour, che diceva 'libera Chiesa in libero Stato'. Detto questo, i vescovi non possono, come ha fatto l'altro giorno il segretario della Cei, entrare a gamba tesa nella politica e poi non volere il dibattito. Per cui, se dopo si apre il dibattito, lo devono accettare". Quanto all'annuncio del leader del Carroccio sull'intenzione di bloccare l'Italia a novembre per tre giorni, qui Santanché si smarca, ma solo perché "ci pensa già Renzi a bloccare il Paese".
Raffele Fitto, leader dei Conservatori e Riformisti: "Va bene un'opposizione nettissima a Renzi, ma il nostro compito è sbloccare Italia, non certo bloccarla. La nostra sfida a Renzi deve essere per chi spinge e fa di più: più tagli di tasse, più tagli di spesa improduttiva, più riforme. L'opposizione deve mostrare una limpida alternativa di governo. E anche verso i vescovi sento toni fuori misura. Anche io non condivido le dichiarazioni di monsignor Galantino, ma gli insulti a tutti i vescovi in risposta a che servono?".
Dal Pd, il commento di maggior peso sin qui rilasciato è quello del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. Maurizio Martina, che mette a fuoco soprattutto la prospettiva di un'Italia paralizzata dalla tre giorni leghista di novembre. "Salvini ha davvero un bel programma per l'Italia: bloccarla" dichiara il ministro, aggiungendo che il leader della Lega "non ha capito che gli italiani tutto chiedono tranne che bloccare il Paese. Diciamo che Salvini ci ha spiegato la differenza tra noi e lui: da questa parte chi combatte ogni giorno per fare ripartire il Paese, dalla sua chi vuole bloccarlo. Più chiaro di così".
Vannino Chiti impugna il "libera Chiesa in libero Stato" rievocato da Salvini per sentenziare: "Cavour si starà rivoltando nella tomba". "Cavour - spiega Chiti - esprimeva nel 1800 gli esiti più avanzati in tema di laicità del liberalismo europeo: approdi importanti anche se oggi insufficienti di fronte al dovere della democrazia di organizzare la presenza pubblica di un pluralismo di fedi e culture. Salvini ruba una frase e la inserisce in una impostazione nemica non solo della fede cattolica, ma della solidarietà umana". Un "cinismo elettorale" che cozzerà contro sentimenti di solidarietà e giustizia della maggioranza dei cittadini". "Non mi stupisco della Lega ma di una destra italiana che come Forza Italia pensa di realizzarvi credibili coalizioni di governo".
C'è poi il presidente del Commissione di Vigilanza sull'Anagrafe Tributaria, Giacomo Portas, che a Salvini chiede non di "bloccare l'Italia" ma di dare "qualche idea concreta per abbassare le tasse e semplificare il nostro sistema fiscale. Le proteste del leader leghista non servono alla maggioranza degli italiani". "A settembre, con la Legge di Stabilità, bisogna continuare col calo della pressione fiscale. Questo è quello che vogliono le imprese di tutta Italia" conclude Portas.
Dal Pd, altri interventi fanno invece da scudo ai vescovi. Per Stefano Pedica, il "populismo becero" di Salvini ha come "unico obiettivo di alimentare la paura e non di risolvere il problema dell'immigrazione. Ma arrivare ad attaccare i vescovi significa che ha esaurito tutti gli argomenti". Il deputato Edoardo Patriarca ricorda a Salvini che "gli italiani sono grati per l'apporto che tanti vescovi, tramite le Caritas locali, danno alla nostra società. Mentre lui continua ad attaccare per pausa di cadere all'indietro. Demagogia che si scontra con la realtà del Paese, che vede nella Chiesa uno dei suoi pilastri".
Giorgio Merlo, dirigente nazionale del Pd, chiama a raccolta "i cattolici impegnati in politica: alzino la voce e dicano con forza e chiarezza che proprio la Chiesa italiana sta svolgendo, da tempo, un'azione coerente e coraggiosa di assistenza ai migranti", in risposta a quanti vorrebbero "trasformare questi argomenti in un puro strumento elettorale e di raccolta di consensi". Matteo Colaninno difende vescovi e operato del governo sull'immigrazione: "Dalla Lega Nord arriva l'ennesima 'lezione' ideologica messa in campo per strumentalizzare le parole di monsignor Galantin. Il governo Renzi ha fatto tutto ciò che si doveva fare e certamente molto di più dei governi precedenti e di chi oggi punta strumentalmente il dito indice a fine di demagogia politica ed elettorale".
Dal Nuovo Centrodestra, tweet della portavoce nazionale Valentina Castaldini.
[[ge:rep-locali:repubblica:121075420]]
Poi è Dorina Bianchi, vicepresidente dei deputati di Area Popolare (Ncd - Udc) a bacchettare Salvini per le "parole inaccettabili sui vescovi" in un dibattito che "non può e non deve mai scadere nell'insulto". "Questo governo - ribadisce anche Bianchi -, e in particolare il ministro Alfano, ha fatto molto, costringendo l'Europa a prendere atto collegialmente del problema. E parole come quelle pronunciate da Salvini, trancianti e rozze, non aiutano anzi avviliscono il confronto e danno un'immagine poco edificante".
Nella maggioranza, dunque, tutti uniti contro Salvini, il suo "populismo becero" e la sua "mancanza di argomenti". Dall'altra parte dello steccato, soprattutto in Forza Italia, la nuova uscita del leader leghista, l'unica figura in ascesa nel panorama del centrodestra, divide il fronte tra chi si dissocia, imbarazzato dagli attacchi alla Chiesa, chi invece, pur non condividendone i toni, trova il modo di far rientrare Salvini dalla finestra.
Il più duro e diretto è Osvaldo Napoli: "Salvini in un solo colpo ha sbagliato due volte: sul piano della civiltà e su quello della comunicazione politica. Pensa di rivolgersi a un'Italia vociante e descamisada, ma essa è sempre più minoranza. Le volgarità contro i vescovi sono un assist al club del buonismo e dell'accoglienza a tutti i costi perché sposta l'attenzione dalla questione, l'immigrazione incontrollata, ai rapporti fra Stato e Chiesa cattolica" e "fanno danni ai rapporti del centrodestra con il mondo cattolico".
Già un po' più morbido è il senatore Francesco Giro, che considera Salvini il re del paradosso e come tale vanno giudicate le sue parole. Lo dimostrerebbe il fatto che "proprio nelle regioni governate dalla Lega, come Veneto e Lombardia, i legami fra amministrazioni comunali e diocesi locali sono storici e molto solidi". "Per noi di Forza Italia - conclude Giro - la polemica è solo frutto di una scelta tattica che consideriamo anacronistica e superata dalla realtà delle nostre tante città che sono solidali".
Si passa poi all'europarlamentare di Forza Italia Lara Comi che invita ad andare oltre la volgarità di Salvini. "Solleva un tema legittimo: pur non condividendo nel modo più assoluto le sue espressioni volgari, è evidente che la politica deve essere scevra da condizionamenti esterni nell'affrontare il tema immigrazione" dice Comi, che poi impugna "le posizioni dei vescovi spagnoli, che testimoniano come nella Chiesa esista una polifonia di posizioni. Non è un buon servizio strumentalizzare le parole del Papa per provare a dettare ricette francamente inapplicabili in Italia".
Per arrivare infine al "io sto con Salvini" di Daniela Santanché, che ad Affaritaliani.it spiega: "Io sono piemontese e sono rimasta a Cavour, che diceva 'libera Chiesa in libero Stato'. Detto questo, i vescovi non possono, come ha fatto l'altro giorno il segretario della Cei, entrare a gamba tesa nella politica e poi non volere il dibattito. Per cui, se dopo si apre il dibattito, lo devono accettare". Quanto all'annuncio del leader del Carroccio sull'intenzione di bloccare l'Italia a novembre per tre giorni, qui Santanché si smarca, ma solo perché "ci pensa già Renzi a bloccare il Paese".
Raffele Fitto, leader dei Conservatori e Riformisti: "Va bene un'opposizione nettissima a Renzi, ma il nostro compito è sbloccare Italia, non certo bloccarla. La nostra sfida a Renzi deve essere per chi spinge e fa di più: più tagli di tasse, più tagli di spesa improduttiva, più riforme. L'opposizione deve mostrare una limpida alternativa di governo. E anche verso i vescovi sento toni fuori misura. Anche io non condivido le dichiarazioni di monsignor Galantino, ma gli insulti a tutti i vescovi in risposta a che servono?".