ROMA . A differenza di Renato Brunetta e Giovanni Toti, Maria Stella Gelmini, ex ministro dell'Istruzione negli anni dell'ultimo governo Berlusconi e voce autorevole in Forza Italia, non demonizza il leader della Lega Matteo Salvini: "È legittimo organizzare delle manifestazioni contro il governo, ma se vuole accanto a se Forza Italia dovrà prima chiedercelo".
Onorevole Gelmini, il segretario del Carroccio propone di dare la "spallata" al governo. Non le sembra eversivo fermare l'Italia per tre giorni?
"Sicuramente, non è la risposta giusta. Non mi piacciono, però, i giudizi tranchant su Salvini. Ci sono tutte le motivazioni per scendere in piazza contro questo esecutivo di centrosinistra che sta registrando un fallimento dietro l'altro, dalle tasse alle pensioni. Ma, per mandare a casa Renzi, bisogna organizzare la metà campo del centrodestra, avanzando proposte, idee e soluzioni. Io, dunque, non contesto l'idea".
Il Mattinale, che detta i tempi al gruppo parlamentare di Forza Italia, scrive che la proposta di Salvini è inutile.
"In effetti l'Italia è già ferma, noi dovremmo togliere la zavorra di tasse e burocrazia che le impedisce di correre. Il nostro Paese deve essere liberato da tutti i lacci e i lacciuoli. Lo dimostra il dato sul Prodotto interno lordo, uscito prima di ferragosto. Non si può esultare per un +0.2 di Pil".
Su twitter Roberto Maroni scrive: "Un governo incapace non sa fare altro che imporre l'invio di clandestini nelle Regioni guidate dal centrodestra. E guerra sia". Come risponde?
"Questa è semplicemente propaganda leghista che non ci interessa. ".
Un appunto. Le posizioni di Salvini non cozzano con le proposte di Forza Italia?
"Noi abbiamo governato e governiamo nelle regioni e nei comuni con la Lega. E siamo abituati a ricercare soluzioni. La nostra ricetta dunque è quella di lavorare sui contenuti. Ad esempio, è necessario riformare il Jobs Act, ridurre il costo del lavoro, rendere stabile la decontribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato. E poi bisogna ridurre la tassazione. In particolare, sulle imprese e sul mercato immobiliare".
Però, nei giorni scorsi, Salvini ha polemizzato duramente con il segretario generale della Cei, Nunzio Galantino. "Hanno rotto le palle", ha detto a Repubblica. Sta con il segretario della Lega o con Galantino?
"Mi schiero con Forza Italia. La Chiesa parla alla coscienza delle persone. E' una istituzione di cui nutro profondo rispetto. Ma la politica ha un obiettivo: governare i fenomeni. Questo esecutivo ha mostrato una certa incapacità a governare il fenomeno dell'immigrazione ".
Quindi?
"Noi dobbiamo rivendicare il rigore. E lo possiamo fare tenendo insieme le posizioni della Chiesa, attenta all'accoglienza, e l'integrazione che non può esistere senza il rispetto delle regole. Perché, ricordiamolo, l'integrazione non è fatta soltanto di aperture".
Così Forza Italia non rischia di essere fagocitata dalla Lega?
"Non mi preoccupa la competizione con la Lega. Salvini ha il merito di avere conquistato una fetta di elettorato molto ampio, ma da solo senza Forza Italia non va da nessuna parte".
Ma il capogruppo di Fi al Senato, Paolo Romani, dialoga con Renzi sul ddl Boschi. Ritorna il patto del Nazareno?
"Io ho una posizione identica a quella di Paolo Romani, Giovanni Toti, e persino a quella di Renato Brunetta. Il Nazareno non tornerà più. Il fatto che Forza Italia sia disponibile a votare il premio di maggioranza alla coalizione non cambia il giudizio sul governo".
Onorevole Gelmini, il segretario del Carroccio propone di dare la "spallata" al governo. Non le sembra eversivo fermare l'Italia per tre giorni?
"Sicuramente, non è la risposta giusta. Non mi piacciono, però, i giudizi tranchant su Salvini. Ci sono tutte le motivazioni per scendere in piazza contro questo esecutivo di centrosinistra che sta registrando un fallimento dietro l'altro, dalle tasse alle pensioni. Ma, per mandare a casa Renzi, bisogna organizzare la metà campo del centrodestra, avanzando proposte, idee e soluzioni. Io, dunque, non contesto l'idea".
Il Mattinale, che detta i tempi al gruppo parlamentare di Forza Italia, scrive che la proposta di Salvini è inutile.
"In effetti l'Italia è già ferma, noi dovremmo togliere la zavorra di tasse e burocrazia che le impedisce di correre. Il nostro Paese deve essere liberato da tutti i lacci e i lacciuoli. Lo dimostra il dato sul Prodotto interno lordo, uscito prima di ferragosto. Non si può esultare per un +0.2 di Pil".
Su twitter Roberto Maroni scrive: "Un governo incapace non sa fare altro che imporre l'invio di clandestini nelle Regioni guidate dal centrodestra. E guerra sia". Come risponde?
"Questa è semplicemente propaganda leghista che non ci interessa. ".
Un appunto. Le posizioni di Salvini non cozzano con le proposte di Forza Italia?
"Noi abbiamo governato e governiamo nelle regioni e nei comuni con la Lega. E siamo abituati a ricercare soluzioni. La nostra ricetta dunque è quella di lavorare sui contenuti. Ad esempio, è necessario riformare il Jobs Act, ridurre il costo del lavoro, rendere stabile la decontribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato. E poi bisogna ridurre la tassazione. In particolare, sulle imprese e sul mercato immobiliare".
Però, nei giorni scorsi, Salvini ha polemizzato duramente con il segretario generale della Cei, Nunzio Galantino. "Hanno rotto le palle", ha detto a Repubblica. Sta con il segretario della Lega o con Galantino?
"Mi schiero con Forza Italia. La Chiesa parla alla coscienza delle persone. E' una istituzione di cui nutro profondo rispetto. Ma la politica ha un obiettivo: governare i fenomeni. Questo esecutivo ha mostrato una certa incapacità a governare il fenomeno dell'immigrazione ".
Quindi?
"Noi dobbiamo rivendicare il rigore. E lo possiamo fare tenendo insieme le posizioni della Chiesa, attenta all'accoglienza, e l'integrazione che non può esistere senza il rispetto delle regole. Perché, ricordiamolo, l'integrazione non è fatta soltanto di aperture".
Così Forza Italia non rischia di essere fagocitata dalla Lega?
"Non mi preoccupa la competizione con la Lega. Salvini ha il merito di avere conquistato una fetta di elettorato molto ampio, ma da solo senza Forza Italia non va da nessuna parte".
Ma il capogruppo di Fi al Senato, Paolo Romani, dialoga con Renzi sul ddl Boschi. Ritorna il patto del Nazareno?
"Io ho una posizione identica a quella di Paolo Romani, Giovanni Toti, e persino a quella di Renato Brunetta. Il Nazareno non tornerà più. Il fatto che Forza Italia sia disponibile a votare il premio di maggioranza alla coalizione non cambia il giudizio sul governo".