Politica

Il premier Matteo Renzi 

Pil in rialzo, Renzi: "Siamo tornati nel gruppo dei Paesi di testa Ue"

Il premier commenta i dati Istat che rivedono l'andamento del Prodotto nei primi due trimestri dell'anno: "Voglio che l'Italia torni alla guida dell'Europa, punto di riferimento dell'economia europea e mondiale". Confindustria: "Crescita non è merito nostro, ora pulizie interne". Camusso: "Tornino con i piedi per terra"

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ROMA - "I dati sul lavoro e sulla crescita dimostrano che non siamo alla maglia rosa e non cresciamo più di tutti ma siamo tornati nel gruppo dei Paesi di testa Ue grazie alle riforme che abbiamo fatto e stiamo facendo. Ma non mi accontento: io voglio che l'Italia torni alla guida dell'Europa, punto di riferimento dell'economia europea e mondiale". Così Matteo Renzi in un video sui dati Istat. "A settembre partiamo con numeri buoni ma i numeri devono seguire le idee, la determinazione e l'entusiasmo degli italiani".
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"Ognuno può avere le proprie idee politiche, ma quello che è fondamentale oggi è che tutti insieme diamo una mano perché l'Italia torni a crescere, cosa che negli ultimi anni purtroppo il nostro Paese non ha fatto. Negli ultimi anni è come se l'Italia avesse bucato la ruota o fosse caduta in una discesa e il gruppo dei Paesi europei andava molto, molto più forte", continua il premier nel videomessaggio sul sito del governo.

La fotografia scattata dall'Istat che ha rivisto al rialzo i dati del Pil del primo e secondo trimestre dell'anno - con una crescita nei primi tre mesi del 2015 dello 0,4% rispetto al trimestre precedente (da +0,3% precedentemente stimato) mette a portata di mano l'obiettivo fissato dal governo Renzi, nell'aggiornamento al Def, di un Pil 2015 a +0,7%.

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"Il mese di settembre - sottolinea il presidente del Consiglio - è un mese di ripartenza e torniamo tutti al lavoro con la giusta carica. Segnali positivi di crescita nel nostro Paese vengono dal turismo, dalla produzione industriale e dall'Expo, che è stato uno straordinario successo e continua a esserlo, e oggi da alcuni dati dell'Istat particolarmente positivi: più 44mila occupati, meno 143 mila disoccupati".

Le reazioni. "L'economia cresce, la disoccupazione cala, aumentano gli occupati. Ora consolidare e accelerare ma la direzione è giusta". Così, in un tweet, il Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan commenta i dati Istat, aggiungendo inoltre l'hashtag #cisiamo.
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I dati dell'Istat "spero" indichino "l'avvio della ripresa vera" dice il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi che aggiunge: "La crescita dello 0,3% del Pil nel secondo trimestre dell'anno "non basta" e non è merito del Paese ma di fattori esterni. E' dovuta solo al dimezzamento del prezzo del petrolio, al rafforzamento del dollaro e al quantitive easing della Bce. Non abbiamo fatto le pulizie interne - prosegue - abbiamo bisogno di fare le riforme per far ripartire il Paese come si merita".

"Se tornassero coi piedi per terra e la smettessero con la propaganda il Paese potrebbe cogliere le opportunità che sembrano prospettarsi" commenta il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. "Vediamo invece - sottolinea Camusso - solo molta e brutta propaganda che produce non solo effimere illusioni e false aspettative ma danni rilevanti al Paese e alle future generazioni". Per la segretaria generale della Cgil "serve un impegno forte delle istituzioni, una capacità di indirizzo e di stimolo dell'economia che ancora non vediamo. Servono imprenditori che sappiano rischiare, innovare, investire, produrre lavoro e reddito. Serve un piano del lavoro che sappia cogliere le opportunità che si presentano e indirizzare un mercato incapace, da solo, di produrre ricchezza in modo stabile ed equilibrato".

"Dopo la correzione Istat di oggi, spero che nessuno faccia trionfalismo sugli 'zero virgola' . Correzione o no, purtroppo siamo in gara solo per la "maglia nera" europea sulla crescita. I dati reali sono purtroppo più duri delle chiacchiere e dei comizi. L'Italia ha bisogno di una superterapia immediata, non di un lento piano quinquennale come dice Renzi" scrive Raffaele Fitto, leader dei Conservatori.

"Ora non ci resta che proseguire per consolidare il percorso avviato. L'Italia si è rimessa in moto, dobbiamo farla correre a pieno ritmo" afferma il deputato Pd Marco Di Maio, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

"Sembrano buoni dati quelli dell'occupazione ma forse non è così.Oggi l'Istat ha pubblicato i dati mensili sul mercato del lavoro e per il governo Renzi sembra una buona giornata dopo mesi di notizie negative. Tuttavia una lettura meno trionfalistica e più attenta dei numeri dovrebbe indurre alla prudenza" afferma Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: "Sul versante dell'occupazione - prosegue Brunetta - i progressi sono minimi, solo 44mila occupati in più, e recuperano le perdite degli ultimi mesi. Il che significa che l'effetto Jobs act continua ad essere impercettibile. Ricordiamoci che il tasso di occupazione continua ad essere al 56 per cento, ben al disotto della media europea e degli obiettivi europei, altro che annunci trionfali".

"Rimangono purtroppo invariati il divario territoriale interno e quello con la media europea. Essendo un dato mensile lo dovremo verificare nei prossimi mesi per comprendere se l'inversione si consolida o permane una certa instabilità" dice Maurizio Sacconi, presidente della commissione Lavoro del Senato. "Per ora - conclude - è legittimo un sobrio brindisi anche alla luce dell'aggiustamento del Pil".

"I dati di oggi ci dicono che stiamo andando nella direzione giusta: ora dobbiamo accelerare" afferma il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti. "La valutazione si basa anche sull'aggiornamento, effettuato sistematicamente dall'Istat, dei dati dei mesi precedenti, con variazioni costantemente positive (ad esempio, a giugno, si passa da un calo precedentemente comunicato di 22mila occupati a un incremento di 14mila)".

"I dati dell'Istat sono positivi non autorizzano in alcun modo i toni  propagandistici del governo usati finora" commenta così Maria Stella Gelmini, vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera.
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