Politica

Paolo Romani: "Premier sordo, sul nuovo Senato Fi dirà no e lui rischia di tornare al punto zero"

Il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama: "E anche l'Italicum è un problema: con il 25% si può avere il 55% dei seggi. La Corte costituzionale ha già detto che non è ammissibile"

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ROMA - Paolo Romani risponde da Villa Certosa, dove Silvio Berlusconi ha appena chiuso un mega vertice di Forza Italia. Da sempre sponsor di un dialogo con Palazzo Chigi sulle riforme, stavolta è costretto ad alzare bandiera bianca: "Prendo atto dell'assenza di risposte da parte di Renzi. La maggioranza vuole essere autosufficiente. Non mi dispero. E ne traggo le conseguenze".

Vale a dire, Romani?
"Sul ddl Boschi voteremo contro. Convintamente. Sarà un no forte al nuovo Senato. E guardi, per paradosso mi risolve anche un problema, perché adesso ho tutte le condizioni per oppormi alla riforma".

Insomma, da Renzi non è arrivato alcun segnale?
"Le risposte sono state negative, oppure proprio non sono state date. Quindi prendiamo atto. Io non inseguo nessuno ".

Ma è ancora possibile un incontro tra Berlusconi e Renzi prima dell'8 settembre, quando la commissione inizierà a votare sul ddl Boschi?
"Non ne abbiamo parlato, ma è chiaro che se due leader devono incontrarsi, lo fanno perché hanno possibilità almeno dignitose di siglare un accordo. Servirebbe insomma un lavoro preparatorio, ma se dalla maggioranza non arrivano risposte... A questo punto votiamo contro " .

Quindi considera chiusi i margini di trattativa?
"Visto che Renzi ritiene di avere la maggioranza e vuole andare avanti a botte di forzature, a questo punto non vale la pena neanche tentare. Non voler coinvolgere le altre forze vuol dire ricercare lo scontro. Il rischio è di tornare al punto zero sulle riforme".

Quali erano le vostre condizioni per un'intesa?
"La Camera ha derubricato il ruolo del Senato. Per ridargli dignità, va restituita l'elettività. E poi c'è il secondo problema: la legge elettorale. È in gioco il bilanciamento complessivo del sistema, soprattutto in Paese in cui ci sono quattro partiti che possono aspirare al ballottaggio: c'è il rischio che con il 25% un partito ottenga il premio del 55% dei seggi. Non va e come ha sancito la Corte è incostituzionale".

Pensa che Renzi possa riuscire a superare lo scoglio del Senato anche senza i vostri voti?
"Se Renzi intende inseguire chi gli assicura e gli fa credere di avere i numeri, faccia pure. Non so che calcoli faccia".

Si riferisce a Verdini. Proprio lui potrebbe isolarvi ancora di più, non le pare?
"Nessun timore. E poi non occorrono altre truppe cammellate di centrodestra che corrano in soccorso di Renzi. A questo scopo basta già Alfano".
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