Politica

Riforme, martedì assemblea gruppo Pd Senato: ci sarà Renzi

La riunione convocata dal capogruppo Luigi Zanda. Sul tavolo la ripresa dei lavori parlamentari, a cominciare dal ddl Boschi

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ROMA - Prove di intesa. Martedì prossimo alle 20 si riunirà il gruppo Pd del Senato e all'assemblea parteciperà anche il premier Matteo Renzi. All'ordine del giorno la ripresa dei lavori parlamentari, a cominciare dal ddl Boschi sulle riforme. Un segnale di riavvicinamento tra il segretario e la minoranza dem, che sembra confermare la sensazione che i rapporti siano meno tesi. Lo stesso Pier Luigi Bersani, pur non risparmiando critiche al premier (ieri, alla Festa nazionale dell'Unità ha parlato di "deformazione della democrazia", riferendosi a Italicum, riforma del Senato e partiti senza primarie), ha escluso categoricamente il rischio scissione: "Mai, tre volte mai".

Sulla riforma Boschi, l'ex segretario del Partito democratico si è spinto a dire che è possibile trovare una soluzione e anche il capogruppo Pd al Senato, Luigi Zanda, pur senza ammettere una mediazione, ha lasciato intendere che i toni tra le parti sono cambiati e che "tutti nel Pd hanno a cuore un esito positivo del percorso riformatore".

Dunque tra Renzi e minoranza dem c'è almeno un tentativo di confronto: sul tavolo restano i 17 emendamenti presentati al ddl dai 28 senatori Pd (ma che, secondo Vannino Chiti, possono trasformarsi da segnale di opposizione a una base dalla quale partire per raggiungere un'intesa) e il nodo più duro da sciogliere, quello relativo all'articolo 2 (il modo di elezione dei senatori).

Di certo è esclusa l'ipotesi dell'elezione diretta dei senatori, che Renzi ha respinto definitivamente perché a suo parere sarebbe un ritorno al bicameralismo. Restano in piedi le altre possibilità, tra le quali quella del listino regionale o quella di lasciare ai consigli delle regioni la possibilità di scegliere il sistema di elezione. Ipotesi che potrebbero piacere alla minoranza dem.
 
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