Politica

Renzi, bagno di folla a Festa dell'Unità: "Siamo l'Italia del sì"

Gli attivisti del Pd accolgono il presidente del Consiglio che promette: "Entro l'anno sarà fatta la riforma del terzo settore". E attacca la destra: "Non c'e' il Pd contro la destra, ma gli umani contro le bestie". Marchionne: "Premier è migliore speranza che Paese ha di progredire"

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MILANO - È stato accolto da un bagno di folla il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, all'arrivo alla Festa nazionale dell'Unità ai giardini pubblici Indro Montanelli di Milano. Il premier ha salutato i militanti e il pubblico assiepato sotto al palco in attesa del suo intervento, stringendo mani e concedendo selfie. "Questa è l'Italia vera solida e solidale", quella "che dice si", ha detto Renzi, rispondendo ai 'gufi' che hanno sempre detto no, a partire dall'Expo. "Basta dire no, c'è chi dice sì e crede nell'Italia", ha detto, sottolineando ancora una volta che l'Expo è una grande opportunità: "Cari gufi laureati venite qui per vedere le facce di chi è tornato a credere nel nostro Paese". La cosa più bella è che l'Italia "la stiamo rimettendo in moto tutti insieme, andando a fare il nostro dovere".

E mentre il premier-segretario teneva l'intervento conclusivo della festa, arrivava l'endorsement da parte di Sergio Marchionne: "Bisogna dare a Renzi più tempo e supporto, ma penso che lui sia la migliore speranza che l'Italia ha di entrare nel Ventunesimo secolo e progredire", ha detto il presidente della Ferrari al termine del Gp di Monza, seguito assieme al presidente del Consiglio. "Penso che Renzi abbia realizzato progressi fenomenali per un Paese che è stato così riluttante al cambiamento. Ho avuto a che fare con questo Paese per circa 12 anni e  non ho mai visto qualcuno con la dedizione e l'intensità che lui ha mostrato nell'ultimo anno e mezzo".

La foto di Aylan. Ha mostrato la foto del piccolo Aylan, il bimbo siriano morto a tre anni in mare, insieme a tanti altri migranti, Renzi, per ribadire l'impegno e la solidarietà del governo verso chi cerca una vita libera: "Non c'e' il Pd contro la destra, ma gli umani contro le bestie", ha detto. "Non si tratta di buonismo, ma di trovare soluzione ai problemi. Non rinunceremo mai a salvare una vita umana" per qualche voto in più. "Se si dice che il modello è l'Ungheria di Orban - ha detto rispondendo a Grillo - noi rispondiamo che siamo orgogliosi di essere una cosa diversa". Il Mediterraneo, ha proseguito Renzi, "è il centro di tutto. In Siria e in Libia qualche errore la comunità internazionale l'ha pur fatto, la politica estera è una cosa seria". La risposta di Salvini non si è fatta attendere: "L'incapace chiacchierone ha paura, è nervoso, insulta milioni di italiani. Sono una 'bestia' perché difendo gli italiani? Allora sì, sono una bestia. Renzi Clandestino".
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Riforma del Terzo settore entro l'anno. "Milano è una città operosa, dinamica, ricca di valori economici, è la capitale economica dell'Italia, ma è una città che tiene insieme le aziende e i centri culturali, è la città capitale del Terzo Settore e del volontariato. Quando chiuderemo  la festa del 2016 dovremmo aver portato a termine la riforma del Terzo settore" ha promesso il segretario Pd.
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Tasse. Il premier, ribadendo lo sforzo per portare avanti le riforme e rendere l'Italia un Paese più semplice e giusto, ha sottolineato ancora una volta la necessità di ridurre le tasse: "In passato abbiamo detto che le tasse sono una cosa bellissima. Forse in un'altro paese. Bisogna avere il coraggio di dire anche alla sinistra che le tasse sono troppo alte".

Riforma costituzionale.  Non ha intenzione di indetreggiare, Renzi, davanti a chi fa  opposizione e vuole ostacolare il cammino della riforma costituzionale: "Se si usa la riforma costituzionale per dire no, per ripartire da capo, si sappia che la forza di chi dice si è più grande. Si discuta, si dialoghi, ma il Pd è questo. Non accettiamo veti".

Diritti civili. "Sono fiero perchè avremo presto una legge sui diritti civili", ha annunciato Renzi dal palco. "Dopo anni di rinvii avremo una legge sui diritti civili. Lo facciamo per noi, per la dignità del nostro Paese. Facciamo le mediazioni possibili, ma poi si chiude", ha garantito.

Lavoro. È soddisfatto, Renzi, per quanto fatto con il jobs act: "Ci sono cose di cui vorrei fossimo orgogliosi: abbiamo trasformato ciò che era precario in stabile. Con il jobs act si stabilizzano i lavoratori precari, la mia generazione è stata costretta ad un precariato senza garanzia e senza tutele. Sono fiero del lavoro dei nostri parlamentari.

La sfida ai sindacati: "Cancelliamo caporalato insieme". "Voglio prendere l'impegno sacrosanto perche' nell'Italia del 2015 il caporalato sia disintegrato e su questo voglio sfidare i sindacati: su questo punto possiamo fare un'iniziativa insieme anziché fare battaglie ideologiche", ha detto Renzi dal palco.

Rai. Una richiesta esplicita più che una semplice indicazione è stata quella che il segretario Pd ha rivolto alla Rai: "Il Pd chiede al nuovo management della Rai un po' meno pubblicità e più programmi culturali".

Il messaggio a Pisapia. Il premier si è rivolto anche al sindaco di Milano, assicurando sostegno costante, qualsiasi siano le sue decisioni in merito a una ricandidatura: "Caro Giuliano, decidi tu cosa fare da grande. Noi saremo al tuo fianco, qualsiasi sarà la tua decisione, come lo siamo stati in questi 4 anni e mezzo", ha detto.

Partito vivo. Renzi non ha tralasciato di ringraziare tutte le feste dell'unità "segno di un partito che è vivo, alla faccia di quelli che dicono che siamo un partito in difficoltà". Poi ha voluto gettare acqua sul fuoco in merito alle divisioni interne, lanciando un appello: "Basta con le discussioni interne, parliamo dei problemi veri. Non è normale che il Pd, il primo partito in Europa - ha concluso - passi il tempo a rincorrere discussioni interne".

Cooperazione internazionale. Non solo l'impegno per portare avanti le riforme, ma anche quello per garantire un diverso ruolo dell'Italia nella cooperazione internazionale. Non più ultima, assicura Renzi, ma da leader: "Quest'anno al G7 l'Italia era ultima come investimenti alla cooperazione internazionale. Io voglio prendermi un impegno con voi" e "da qui al G7 che si terrà in Italia, non possiamo essere gli ultimi". Dunque "mai più ultimi in classifica sulla cooperazione" perché "anche questo ci dice Expo".

Non solo applausi. A fare eco all'ovazione che ha accompagnato l'ingresso del segretario Pd, una piccola contestazione organizzata da attivisti e lavoratori dell'Unione sindacale di base, che hanno legato del filo spinato e il fil di ferro da un lato all'altro di corso Venezia, angolo viale Palestro, creando un 'muro' per impedire l'accesso delle auto blu su cui doveva arrivare il premier. Non sono però riusciti, bloccati dalla polizia in tenuta antisommossa, a forzare uno dei cancelli del parco, decidendo quindi di tentare a realizzare un muro bloccando la circolazione da una parte all'altra della strada.

 
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