Politica

Governo, Renzi: "Nel 2015 Pil al rialzo dallo 0,7 allo 0,9". E poi: "Farò al massimo due mandati"

Legge di Stabilità, il premier: "Manovra da 27 miliardi, dal 2016 il debito scende". Annuncia la digital tax ed esclude di lasciare la segreteria del Pd e replica a polemiche su volo a New York per finale di tennis: "Giusto esserci. Fiera del Levante c'è tutti gli anni"

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ROMA - Un Pil rivisto al rialzo sul 2015, "dallo 0,7 allo 0,9 per cento". Ad annunciarlo è il presidente del consiglio, Matteo Renzi, durante la registrazione della puntata di Otto e Mezzo che andrà in onda questa sera. Un'intervista durante la quale esclude di lasciare la segreteria del Pd - in risposta a Massimo D'Alema - e ribadisce: "Io farò al massimo due legislature. Se mi rieleggeranno, sarà l'ultima". Dichiarazioni rese dopo che oggi, a Palazzo Chigi, si è svolta una riunione di circa tre ore tra lo stesso premier, il ministro Pier Carlo Padoan, il sottosegretario Claudio De Vincenti e i rispettivi staff. Al centro della riunione la legge di Stabilità. Un rialzo, quello della previsione del Pil, che potrebbe portare fino a una maggiore disponibilità finanziaria di quasi 2 miliardi di euro, stando alle previsioni del Tesoro.
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Finanziaria. E proprio a proposito di legge di Stabilità, il capo del governo sottolinea: "Ci sarà una manovra finanziaria da circa 27 miliardi di euro e non ci sarà nessuno sforamento di conto. Anzi, dal prossimo anno scende il debito. Diamo una notizia - ha ribadito -, dal 2016 il debito scende".

Sanità. "Sulla sanità - va avanti - se le cose vanno in una certo modo, male che vada in legge di Stabilità ci saranno le stesse cifre di quest'anno".

Flessibilità. "Utilizzeremo, e non del tutto, le clausole di flessibilità - prosegue -. Noi non sforiamo come fece invece la Germania nel 2003. E allora venne autorizzata da Berlusconi.  Noi non sforeremo".

Prodotto interno lordo. "L'Italia - è l'annuncio - ha previsto una crescita del Pil dello 0,7 per il 2015. Ma nell'aggiornamento del Def, che avremo al prossimo Consiglio dei ministri", la previsione "passerà dallo 0,7 allo 0,9".

Digital tax. Proprio sul fronte tasse il premier annuncia l'arrivo della digital tax. "Dal 2017 - ha detto Renzi - immaginiamo una digital tax che vada a far pagare le tasse nel luogo dove vengono fatte le transazioni economiche e gli accordi" per i grandi gruppi economici che operano su internet come "Google e Apple. Sarà legge dal primo gennaio 2017: non per fare soldi ma per una questione di giustizia, in attesa di una norma europea".

Esodo migranti. A proposito del mancato accordo in Ue sulle quote, il capo del governo dichiara: "Io, sull'immigrazione, non ho mai visto l'Europa unita e ci ho fatto nottate: a luglio l'Italia con poche partnership, come Malta, era a dire di smettere di pensare che fosse solo il problema di pochi Paesi. C'è tanta strada da fare". Ma, ha aggiunto, "sembra che finalmente i colleghi Ue si siano convinti di tre cose insieme: centri di identificazione, politica di rimpatrio ma è fondamentale anche la cooperazione internazionale".

Il volo a New York. "Andare a New York per la finale con la Pennetta e la Vinci? Non potevo perdere e nemmeno vincere, è l'Italia che ha vinto. La fiera del Levante (a Bari, dove era atteso sabato scorso, ndr) c'è tutti gli anni, ci tornerò. Fosse stato calcio nessuno avrebbe detto nulla. Invece era tennis e in più tennis femminile. Due giovani donne del Sud che arrivano ad una finale del Grande Slam è una cosa talmente grande e straordinaria". Prosegue Renzi: "Se fosse stato calcio nessuno avrebbe fatto polemiche, mi viene quasi il sospetto che andare a vedere due tenniste abbia fatto storcere la bocca, se era la Nazionale i politici sarebbero andati, lo sport deve unire, non facciamo polemiche".

Criminalità. "E' macchiettistica - dice il premier - la rappresentazione che intere regioni sono in mano alla criminalità, è uno slogan. L'Italia deve smettere di raccontarsi come qualcosa di totalmente perso".

Replica a D'Alema. Non manca la risposta del premier e segretario del Pd alle parole di Massimo D'Alema: "Escludo - dice Renzi . che posso lasciare il timone del Pd, perché abbiamo deciso, come anche in Germania, che il capo del partito è il capo del governo. D'Alema dice che il Pd va male: ha preso il 42% alle europee, 17 regioni governate, e siamo al 34% che è il doppio della percentuale cui D'Alema ha lasciato i Ds. Mi considerano un usurpatore, ma ho vinto le primarie. Vedremo le prossime, se le perdo resterò a fare la minoranza".

Il futuro di Ncd. Sul futuro del Nuovo centrodestra e dinanzi all'ipotesi che gli alfaniani possano entrare nel Pd, Renzi risponde: "Se sono nell'Ncd li vedrà alle elezioni come Ncd. Ognuno alle elezioni si candida col partito suo, già nel Pd, dove siamo tanti, abbiamo problemi: figuriamoci se chiamiamo altri. Il Pd porterà quelli del Pd, Ncd quelli di Ncd, Fi quelli di Fi".

Presidenziali Usa. "Non credo che Donald Trump andrà molto lontano, non credo abbia le chance che gli attribuiscono i sondaggi, e dico anche per fortuna. Poi vedremo quello che accadrà alle elezioni americane - ha dichiarato il premier a proposito delle elezioni Usa 2016 -. Ma c'è anche un limite alla demagogia. Un modo serio e non fare il politico di professione: io faccio due mandati, se vengo rieletto poi dico basta, vado a casa".



 
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