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Renzi: "Riforme, i tempi saranno rispettati". Ai medici: "Sciopero per i tagli? Nella Sanità più soldi"

Il presidente del Consiglio al Tg5 affronta anche il caso Volkswagen. "Una truffa è una truffa. E va punita severamente". Domani a New York per l'Assemblea Generale Onu. "L'Italia non sarà osservata speciale. Perché sui migranti ha tutelato il diritto di salvare vite"
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ROMA - Matteo Renzi al Tg5 per parlare di riforme, Sanità, migranti e della tempesta Volkswagen che dagli Stati Uniti si è abbattuta sull'Europa creando grande incertezza su un settore, l'industria dell'auto, che muove l'intera economia e, nel caso della casa tedesca, può determinare pesati ricadute anche sui fornitori italiani di componentistica.  

Ieri al Senato la conferenza dei Capigruppo ha fissato al 13 ottobre il voto finale sul ddl Boschi, preannunciando la ghigliottina sulla valanga di emendamenti presentati dalle opposizioni, in particolare i milioni elaborati dall'ormai celebre algoritmo del leghista Roberto Calderoli. Sul percorso parlamentare del ddl, il presidente del Consiglio esibisce la consueta sicurezza,a anche se non nasconde che le insidie esistono. "Non ci saranno problemi, le riforme vanno avanti - assicura Renzi -, l'abbiamo sempre detto e sempre fatto, ma c'è sempre un po' di preoccupazione…
ROMA - Matteo Renzi al Tg5 per parlare di riforme, Sanità, migranti e della tempesta Volkswagen che dagli Stati Uniti si è abbattuta sull'Europa creando grande incertezza su un settore, l'industria dell'auto, che muove l'intera economia e, nel caso della casa tedesca, può determinare pesati ricadute anche sui fornitori italiani di componentistica.  

Ieri al Senato la conferenza dei Capigruppo ha fissato al 13 ottobre il voto finale sul ddl Boschi, preannunciando la ghigliottina sulla valanga di emendamenti presentati dalle opposizioni, in particolare i milioni elaborati dall'ormai celebre algoritmo del leghista Roberto Calderoli. Sul percorso parlamentare del ddl, il presidente del Consiglio esibisce la consueta sicurezza,a anche se non nasconde che le insidie esistono. "Non ci saranno problemi, le riforme vanno avanti - assicura Renzi -, l'abbiamo sempre detto e sempre fatto, ma c'è sempre un po' di preoccupazione nel mondo politico. Le riforme sono un tentativo di rendere il Paese più semplice e giusto, un po' meno politici e un po' più concretezza per i cittadini. I tempi vengono rispettati finalmente".

E "finalmente - aggiunge Renzi - le riforme portano alla crescita economica del Paese, finalmente siamo al segno più, finalmente l'Italia non è più il problema: oggi nel mondo il problema sono gli altri, non più gli italiani". "Di questo - sottolinea il premier - dobbiamo essere felici e orgogliosi" perché "la principale riforma è restituire fiducia agli italiani. Se dopo tanto tempo gli italiani tornano a veder crescere i consumi è perché i tanti soldi che sono stati bloccati tornano a girare. E se si rimette in moto l'economia reale del Paese, diventiamo il Paese più forte d'Europa, anche più della Germania. Bisogna però finalmente avere fiducia nei propri mezzi".

Sulla questione della riduzione dei costi del comparto sanitario, "se i medici ci vogliono suggerire modi diversi per tagliare gli sprechi, saremo ben felici di ascoltarli senza che si arrivi allo sciopero" dichiara il presidente del Consiglio, dicendosi anche in questo caso ottimista sul fatto che "troveremo agevolmente un punto di intesa". Ma su un punto il premier tiene a essere chiaro: "Sulla Sanità noi stiamo mettendo più soldi, non meno. Ma quelli che mettiamo - osserva -, spendiamoli meglio". "Dovremo parlare anche con i medici - spiega ancora Renzi al Tg5 -, ma segniamoci i numeri: nel 2013 106 miliardi, nel 2014 109 mld, più 3%, nel 2015 110 miliardi e il prossimo anno 111 miliardi. I soldi per la Sanità non sono tagliati, ne abbiamo messi di più, ma la gente invecchia, ha bisogno di cure, quindi dobbiamo trovare criterio per fare cose che servono davvero".

Ed ecco Renzi commentare il caso Volkswagen, che assume necessariamente un respiro europeo, ma ha anche ricadute nazionali. "Ne abbiamo già parlato alla cena del Consiglio europeo - racconta il premier, alludendo evidentemente alla cancelliera tedesca Angela Merkel -. Io credo che, come governo e rappresentante degli italiani, posso dire solo una cosa: le truffe si combattono sempre, qualunque sia il colore e la nazionalità di chi le fa. Qui non siamo in presenza di un disastro ambientale ma di una truffa. l'Italia chiede che sia punita severamente". 

Domani Matteo Renzi volerà a New York, dove parteciperà all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. "E' il primo anno in cui l'Italia non ci va da osservata speciale - rileva con soddisfazione -, nessuno ha più dubbi su di noi e possiamo portare la nostra voce sulla grande questione degli immigrati e dei rifugiati". "Altri - sottolinea il premier - hanno cambiato opinione sui migranti, noi no: accoglienza sì, ma con regole. E prima di tutto va tutelato il diritto umano di salvare le persone. I'Italia da questo punto di vista è un punto di riferimento".