GENOVA - "Arrivo al Provveditorato alle Opere Pubbliche di Milano il primo gennaio 2010, per dirigere l'ufficio tecnico, e mi pento di aver lasciato Torino", racconta Alfio Leonardi, l'ingegnere (ora in pensione) che ha speso trent'anni della sua vita tra i vari provveditorati e le cui denunce avrebbero scatenato l'inchiesta che ha portato in carcere l'assessore alla Sanità Mantovani.
Pentito di cosa?
"Nei miei confronti ci sono state pressioni, indirettamente da Mantovani, direttamente dal Ministero delle Infrastrutture. Mi dissero che dovevo limitarmi all'ordinaria amministrazione, di starmene alla larga... ".
Da che cosa?
"Quando mi insedio, mi accorgo che la gestione degli appalti, dell'affidamento dei lavori e degli incarichi professionali non è legale. Era un ufficio poco raccomandabile. C'era un sottobosco, si svolgevano attività nascoste: gare che non venivano portate all'attenzione dell'ufficio tecnico, in modo che non mettesse il naso sugli affari di qualcuno. Appalti di cui venivano informate soltanto ditte amiche".
Da chi?
"Dall'allora provveditore Francesco Errichiello, ma pure da altri... Non è il momento di fare nomi, sono questioni su cui ho riferito alla magistratura di Milano e sui cui sta lavorando".
Ci sarebbero altri coinvolti?
"Sì, per quello che ho segnalato io alla Procura e anche alla Corte dei Conti , dovrebbero uscire altre cose".
A che livello?
"A livello di provveditorato e anche di ministero. C'erano manchevolezze gravi per assecondare Mantovani, che era sottosegretario e aveva un ufficio da noi, nel quale riceveva gente... faceva politica, era in stretto contatto con Errichiello e Bianchi ".
Angelo Bianchi?
"Sì. L'ingegnere, con responsabilità su una provincia, faceva parte di questa schiera poco raccomandabile, tanto che io, quando nel febbraio 2012 divenni reggente (Erricchello fu mandato all'Expo, ndr ) per 25 giorni, gli feci un ordine di servizio, con il quale lo sollevavo da alcuni incarichi. Peraltro, era in corso l'inchiesta di Sondrio e un ordine di servizio del ministero diceva: reintegratelo, ma in modo che non avesse a che fare con imprese ed appalti. Questo ordine di servizio fu nascosto dal provveditore".
Pentito di cosa?
"Nei miei confronti ci sono state pressioni, indirettamente da Mantovani, direttamente dal Ministero delle Infrastrutture. Mi dissero che dovevo limitarmi all'ordinaria amministrazione, di starmene alla larga... ".
Da che cosa?
"Quando mi insedio, mi accorgo che la gestione degli appalti, dell'affidamento dei lavori e degli incarichi professionali non è legale. Era un ufficio poco raccomandabile. C'era un sottobosco, si svolgevano attività nascoste: gare che non venivano portate all'attenzione dell'ufficio tecnico, in modo che non mettesse il naso sugli affari di qualcuno. Appalti di cui venivano informate soltanto ditte amiche".
Da chi?
"Dall'allora provveditore Francesco Errichiello, ma pure da altri... Non è il momento di fare nomi, sono questioni su cui ho riferito alla magistratura di Milano e sui cui sta lavorando".
Ci sarebbero altri coinvolti?
"Sì, per quello che ho segnalato io alla Procura e anche alla Corte dei Conti , dovrebbero uscire altre cose".
A che livello?
"A livello di provveditorato e anche di ministero. C'erano manchevolezze gravi per assecondare Mantovani, che era sottosegretario e aveva un ufficio da noi, nel quale riceveva gente... faceva politica, era in stretto contatto con Errichiello e Bianchi ".
Angelo Bianchi?
"Sì. L'ingegnere, con responsabilità su una provincia, faceva parte di questa schiera poco raccomandabile, tanto che io, quando nel febbraio 2012 divenni reggente (Erricchello fu mandato all'Expo, ndr ) per 25 giorni, gli feci un ordine di servizio, con il quale lo sollevavo da alcuni incarichi. Peraltro, era in corso l'inchiesta di Sondrio e un ordine di servizio del ministero diceva: reintegratelo, ma in modo che non avesse a che fare con imprese ed appalti. Questo ordine di servizio fu nascosto dal provveditore".