MILANO - "Nutrire il pianeta è inseparabile dalla parola pace. Talvolta le regole della finanza prevalgono su quelle dell'economia, ma la generazione Fame Zero sta per nascere e noi vogliamo accoglierla. Con un impegno corale, affidato alla Carta di Milano, il lascito di Expo. Ecosistemi diversi che vanno preservati, il linguaggio di un'alimentazione sana, possono finalmente diventare la base comune di una nuova civiltà. Questo è un messaggio forte di Expo, la ragione di tanto interesse e tanto impegno". E' il cuore del discorso che Sergio Mattarella ha rivolto dallo scranno a lui riservato all'esposizione universale per l'inaugurazione del World Food Day, a cui il presidente della Repubblica è intervenuto assieme al segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon.
Secondo il capo dello Stato, "porre fine alla povertà e alla fame vuol dire ridurre le disuguaglianze e garantire la pace". In questa direzione, molti progressi sono stati fatti: "La fame è stata dimezzata e la povertà assoluta è stata ridotta. Ma il cammino è ancora lungo. Nutrire tutte le persone del pianeta è un obiettivo importante in un mondo in cui la finanza e l'economia spesso la fanno da padrone. Le difficoltà dell'impresa non devono scoraggiarci. Il traguardo, il diritto al cibo e all'acqua, può essere raggiunto. Ma con il prevalere del dialogo sul fanatismo, della cooperazione sul conflitto. Perché solo un'azione corale può debellare la malnutrizione e la povertà, ancora una realtà per 800 milioni di persone".
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In un altro passaggio del suo discorso, il presidente celebra il successo e l'importanza di Expo. "Sono lieto - dice Mattarella - di celebrare con voi la giornata Mondiale dell'Alimentazione nel contesto dell'Expo di Milano, che si avvia alla conclusione avendo registrato un successo di visitatori, avendo presentato al mondo l'occasione di un confronto costruttivo. Nutrire tutte la persone del pianeta è un obiettivo importante in una mondo in cui la finanza e l'economia spesso al fanno da padrone".
Quando a fine mese l'esposizione mondiale chiuderà i battenti, starà al mondo non cestinare il suo lascito, la "Carta di Milano", promossa e coordinata dal ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina. "Un impegno comune che dovrà continuare nel tempo" come "frutto di un lavoro collettivo" è l'auspicio di Mattarella, "le adesioni raccolte dalla Carta di Milano sono testimonianza di una cittadinanza globale. Con forza, persone provenienti da ogni parte del mondo hanno voluto ribadire che soltanto un'azione corale" può affrontare il problema della fame nel mondo e della sostenibilità alimentare. "Spero che Expo sia per tutti il segno di una strada nuova che può essere condivisa", sottolinea ancora il presidente. Perché "le scelte unilaterali non portano a progresso e pace", mentre "nuove idee e protagonisti" possono portare "entro il 2030 all'obiettivo di uno sviluppo equo e sostenibile".
LEGGI IL TESTO DEL DOCUMENTO - LA CARTA DI MILANO (.pdf)
“La Carta di Milano che oggi le consegniamo – ha detto rivolto al Segretario generale dell'Onu il ministro Martina – è stata sottoscritta da più di un milione di persone. Lotta allo speco alimentare, obesità e malnutrizione, difesa della biodiversità, contrasto ai cambiamenti climatici sono stati per noi temi d’impegno quotidiani. In sei mesi abbiamo realizzato oltre 7mila eventi di contenuto e più di 140 sono stati i centri di ricerca e le università di tutto il mondo che hanno lavorato al “Patto della Scienza” collegato alla Carta di Milano. Noi siamo consapevoli che molto del lavoro da fare inizia ora. E siamo pronti".
Dal futuro di un pianeta senza fame a un presente da cui si fugge anche e soprattutto per fame. "Dall'inizio dell'anno sono sbarcati 310mila migranti in Italia - ricorda ancora Mattarella -. La maggior parte di queste persone ha abbandonato casa e affetti per sfuggire a guerra, carestia e fame. Donne e uomini che hanno diritto alla tutela della loro dignità. La portata di questi flussi ha scosso l'opinione pubblica ponendo la necessità di migliorare le condizioni di vita nei Paesi d'origine e transito. Bisogna adottare - è l'appello di Mattarella - interventi che consentano di favorire l'accesso all'alimentazione, a cure mediche e all'istruzione. Interventi che devono tenere conto anche della necessità di ridurre la povertà, favorendo la redditualità. Le stesse rimesse degli immigrati d'Europa possono essere d'aiuto alle comunità d'origine, a condizione che siano inserite in politiche di stabilizzazione e crescita".
Mattarella esalta quindi il ruolo decisivo affidato alle donne in questa partita. "Ruolo fondamentale" rimarca il presidente della Repubblica, perché "la denutrizione è più grave dove c'è diseguaglianza di genere. Le società sono dovunque più ricche ed equilibrate dove la presenza femminile è più forte nei corpi sociali, nelle istituzioni e nelle imprese".
Per il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, assicurare un'adeguata alimentazione a tutti i cittadini del mondo, oltre a essere un "obbligo morale", è anche una "scelta economica fondamentale". Il ministro si è spiegato a Expo durante i lavori della conferenza "Finanza per cibo: investire in agricoltura per un futuro sostenibile". "Cibo sufficiente, nutriente e accessibile a tutti - ha detto Padoan - è il primo passo per garantire alle persone il controllo sul proprio futuro e la possibilità di contribuire al benessere proprio e del mondo intero". Il ministro dell'Economia ha poi ricordato che al G8 dell'Aquila del 2009 i leader mondiali si sono impegnati a combattere la fame e la povertà attraverso una maggiore assistenza finanziaria e tecnica. "Molti progressi sono stati fatti da allora. Ma è necessario fare di più".
Quel di più, per Padoan, è il lancio nel 2016 di una "sfida per il finanziamento dei piccoli produttori agricoli e delle piccole e medie imprese agroalimentari". "L'iniziativa, modellata su quella più ampia già avviata con successo in ambito G20 - ha spiegato Padoan -, avrebbe lo scopo di promuovere e premiare l'innovazione finanziaria a favore di settori chiave per il raggiungimento dei nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile". Il ministro ha chiesto inoltre all'Ifad, l'International Fund for Agricultural Development, che ha organizzato con il ministero dell'Economia l'evento odierno, "di farsi promotore dell'istituzione di un forum internazionale sul finanziamento dei piccoli produttori agricoli e delle Pmi agroalimentari".
Perché, come nelle intenzioni del ministro dell'Economia, concentrare l'attenzione sulla "domanda di finanza da parte dei piccoli produttori agricoli e delle piccole e medie imprese" del settore agroalimentare? Due le ragioni esposte da Padoan. La prima: "L'80% del cibo consumato in Asia e nell'Africa Subsahariana è prodotto da piccoli produttori". La seconda: proprio "questi attori sono spesso trascurati dalle istituzioni finanziarie". In definitiva, per Padoan "c'è un vuoto che va colmato nel finanziamento delle Pmi" dell'agroalimentare. E lo si potrebbe fare grazie "a una nuova partnership tra i governi dei Paesi in via di sviluppo, la comunità internazionale, la finanza privata e gli altri soggetti interessati".
Secondo il capo dello Stato, "porre fine alla povertà e alla fame vuol dire ridurre le disuguaglianze e garantire la pace". In questa direzione, molti progressi sono stati fatti: "La fame è stata dimezzata e la povertà assoluta è stata ridotta. Ma il cammino è ancora lungo. Nutrire tutte le persone del pianeta è un obiettivo importante in un mondo in cui la finanza e l'economia spesso la fanno da padrone. Le difficoltà dell'impresa non devono scoraggiarci. Il traguardo, il diritto al cibo e all'acqua, può essere raggiunto. Ma con il prevalere del dialogo sul fanatismo, della cooperazione sul conflitto. Perché solo un'azione corale può debellare la malnutrizione e la povertà, ancora una realtà per 800 milioni di persone".
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In un altro passaggio del suo discorso, il presidente celebra il successo e l'importanza di Expo. "Sono lieto - dice Mattarella - di celebrare con voi la giornata Mondiale dell'Alimentazione nel contesto dell'Expo di Milano, che si avvia alla conclusione avendo registrato un successo di visitatori, avendo presentato al mondo l'occasione di un confronto costruttivo. Nutrire tutte la persone del pianeta è un obiettivo importante in una mondo in cui la finanza e l'economia spesso al fanno da padrone".
Quando a fine mese l'esposizione mondiale chiuderà i battenti, starà al mondo non cestinare il suo lascito, la "Carta di Milano", promossa e coordinata dal ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina. "Un impegno comune che dovrà continuare nel tempo" come "frutto di un lavoro collettivo" è l'auspicio di Mattarella, "le adesioni raccolte dalla Carta di Milano sono testimonianza di una cittadinanza globale. Con forza, persone provenienti da ogni parte del mondo hanno voluto ribadire che soltanto un'azione corale" può affrontare il problema della fame nel mondo e della sostenibilità alimentare. "Spero che Expo sia per tutti il segno di una strada nuova che può essere condivisa", sottolinea ancora il presidente. Perché "le scelte unilaterali non portano a progresso e pace", mentre "nuove idee e protagonisti" possono portare "entro il 2030 all'obiettivo di uno sviluppo equo e sostenibile".
LEGGI IL TESTO DEL DOCUMENTO - LA CARTA DI MILANO (.pdf)
“La Carta di Milano che oggi le consegniamo – ha detto rivolto al Segretario generale dell'Onu il ministro Martina – è stata sottoscritta da più di un milione di persone. Lotta allo speco alimentare, obesità e malnutrizione, difesa della biodiversità, contrasto ai cambiamenti climatici sono stati per noi temi d’impegno quotidiani. In sei mesi abbiamo realizzato oltre 7mila eventi di contenuto e più di 140 sono stati i centri di ricerca e le università di tutto il mondo che hanno lavorato al “Patto della Scienza” collegato alla Carta di Milano. Noi siamo consapevoli che molto del lavoro da fare inizia ora. E siamo pronti".
Dal futuro di un pianeta senza fame a un presente da cui si fugge anche e soprattutto per fame. "Dall'inizio dell'anno sono sbarcati 310mila migranti in Italia - ricorda ancora Mattarella -. La maggior parte di queste persone ha abbandonato casa e affetti per sfuggire a guerra, carestia e fame. Donne e uomini che hanno diritto alla tutela della loro dignità. La portata di questi flussi ha scosso l'opinione pubblica ponendo la necessità di migliorare le condizioni di vita nei Paesi d'origine e transito. Bisogna adottare - è l'appello di Mattarella - interventi che consentano di favorire l'accesso all'alimentazione, a cure mediche e all'istruzione. Interventi che devono tenere conto anche della necessità di ridurre la povertà, favorendo la redditualità. Le stesse rimesse degli immigrati d'Europa possono essere d'aiuto alle comunità d'origine, a condizione che siano inserite in politiche di stabilizzazione e crescita".
Mattarella esalta quindi il ruolo decisivo affidato alle donne in questa partita. "Ruolo fondamentale" rimarca il presidente della Repubblica, perché "la denutrizione è più grave dove c'è diseguaglianza di genere. Le società sono dovunque più ricche ed equilibrate dove la presenza femminile è più forte nei corpi sociali, nelle istituzioni e nelle imprese".
Per il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, assicurare un'adeguata alimentazione a tutti i cittadini del mondo, oltre a essere un "obbligo morale", è anche una "scelta economica fondamentale". Il ministro si è spiegato a Expo durante i lavori della conferenza "Finanza per cibo: investire in agricoltura per un futuro sostenibile". "Cibo sufficiente, nutriente e accessibile a tutti - ha detto Padoan - è il primo passo per garantire alle persone il controllo sul proprio futuro e la possibilità di contribuire al benessere proprio e del mondo intero". Il ministro dell'Economia ha poi ricordato che al G8 dell'Aquila del 2009 i leader mondiali si sono impegnati a combattere la fame e la povertà attraverso una maggiore assistenza finanziaria e tecnica. "Molti progressi sono stati fatti da allora. Ma è necessario fare di più".
Quel di più, per Padoan, è il lancio nel 2016 di una "sfida per il finanziamento dei piccoli produttori agricoli e delle piccole e medie imprese agroalimentari". "L'iniziativa, modellata su quella più ampia già avviata con successo in ambito G20 - ha spiegato Padoan -, avrebbe lo scopo di promuovere e premiare l'innovazione finanziaria a favore di settori chiave per il raggiungimento dei nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile". Il ministro ha chiesto inoltre all'Ifad, l'International Fund for Agricultural Development, che ha organizzato con il ministero dell'Economia l'evento odierno, "di farsi promotore dell'istituzione di un forum internazionale sul finanziamento dei piccoli produttori agricoli e delle Pmi agroalimentari".
Perché, come nelle intenzioni del ministro dell'Economia, concentrare l'attenzione sulla "domanda di finanza da parte dei piccoli produttori agricoli e delle piccole e medie imprese" del settore agroalimentare? Due le ragioni esposte da Padoan. La prima: "L'80% del cibo consumato in Asia e nell'Africa Subsahariana è prodotto da piccoli produttori". La seconda: proprio "questi attori sono spesso trascurati dalle istituzioni finanziarie". In definitiva, per Padoan "c'è un vuoto che va colmato nel finanziamento delle Pmi" dell'agroalimentare. E lo si potrebbe fare grazie "a una nuova partnership tra i governi dei Paesi in via di sviluppo, la comunità internazionale, la finanza privata e gli altri soggetti interessati".