MILANO - "L'Italia ha bisogno di Milano, ma anche Milano ha bisogno e ha avuto bisogno dell'Italia", dice l'archistar Stefano Boeri. Il suo bosco verticale a Porta Nuova è un po' l'emblema della rinascita della città.
Davvero, come dice Raffaele Cantone, Milano è la nuova Capitale?
"Penso che ci si trovi di fronte a un incontro tra due fenomeni: una città che ha ripreso ad essere un riferimento internazionale e dall'altro un investimento di tutto il Paese verso Milano. La quale fa da traino anche perché il governo è intervenuto direttamente. Un anno e mezzo fa l'incertezza istituzionale e di legalità intorno a Expo era molta...".
Tutto merito del buon esito di Expo quindi?
"Sì, ma Expo è stato uno straordinario condensatore di convergenza di progetti che la città aveva già messo in cantiere, dalla fondazione Prada alla Darsena".
Anche all'estero c'è questa percezione rispetto alla riaffermazione di Milano e alla contemporanea crisi di Roma?
"Sì, Milano come città che si candida a rappresentare il Paese. Se ne parla negli Usa, in Cina, nel Golfo. Quanto a Roma, la sensazione diffusa è quella di una città che conferma alcuni stereotipi".
C'è anche un tema di classe dirigente? Milano e Roma sono governate dal centrosinistra, con effetti differenti però.
"Non c'è dubbio che l'amministrazione di Giuliano Pisapia abbia ristabilito delle qualità: legalità, trasparenza, generosità e uguaglianza sociale. Oggi a Milano si vive meglio anche se resistono delle sacche di povertà che non posssiamo permetterci. Però ribadisco, da milanese: abbiamo avuto bisogno di Roma per arrivare fin qui nelle migliori condizioni".
Davvero, come dice Raffaele Cantone, Milano è la nuova Capitale?
"Penso che ci si trovi di fronte a un incontro tra due fenomeni: una città che ha ripreso ad essere un riferimento internazionale e dall'altro un investimento di tutto il Paese verso Milano. La quale fa da traino anche perché il governo è intervenuto direttamente. Un anno e mezzo fa l'incertezza istituzionale e di legalità intorno a Expo era molta...".
Tutto merito del buon esito di Expo quindi?
"Sì, ma Expo è stato uno straordinario condensatore di convergenza di progetti che la città aveva già messo in cantiere, dalla fondazione Prada alla Darsena".
Anche all'estero c'è questa percezione rispetto alla riaffermazione di Milano e alla contemporanea crisi di Roma?
"Sì, Milano come città che si candida a rappresentare il Paese. Se ne parla negli Usa, in Cina, nel Golfo. Quanto a Roma, la sensazione diffusa è quella di una città che conferma alcuni stereotipi".
C'è anche un tema di classe dirigente? Milano e Roma sono governate dal centrosinistra, con effetti differenti però.
"Non c'è dubbio che l'amministrazione di Giuliano Pisapia abbia ristabilito delle qualità: legalità, trasparenza, generosità e uguaglianza sociale. Oggi a Milano si vive meglio anche se resistono delle sacche di povertà che non posssiamo permetterci. Però ribadisco, da milanese: abbiamo avuto bisogno di Roma per arrivare fin qui nelle migliori condizioni".