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Italicum, duello nel Pd. Da minoranza: via il ballottaggio. Ma è scontro Lauricella-Rosato

La proposta di eliminare il doppio turno e di assegnare un premio di maggioranza alla lista che raggiunge il 40% dei consensi spacca i dem e fa infuriare il M5s. Grillo: "Mossa contro di noi"

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ROMA - Modificare l'Italicum eliminando il ballottaggio. Il ddl presentato dal deputato della minoranza Pd Giuseppe Lauricella lo scorso 28 ottobre riaccende il dibattito nel Pd e fa infuriare i pentastellati, che così corrono il rischio di essere tagliati fuori dal governo. La proposta prevede di sopprimere il doppio turno e di assegnare un premio di maggioranza alla lista che raggiunge il 40% dei consensi. Se nessuno la raggiunge si applica il proporzionale puro sempre mantenendo la soglia di sbarramento al 3%.

Il capogruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato, risponde a Lauricella dai microfoni di "Un giorno da pecora" di Rai Radio2: "Lauricella stai sereno, per me la legge elettorale non si cambia, va benissimo così: chi vince, governa. E' un sistema molto democratico. Non condivido questo suo pensiero per me la legge va bene così, con il ballottaggio e tutto il resto. Noi siamo convinti di vincere anche ora e con questa riforma".

INFOGRAFICA Ecco come funziona l'Italicum

Beppe Grillo, leader dei 5 Stelle, non  ci pensa su e attacca sul blog la proposta di legge: "Giuseppe Lauricella, parlamentare Pd, si è inventato la clausola anti-M5S per evitare che possa vincere le elezioni. Senza alcun pudore nella relazione del disegno di legge per modificare l'Italicum scrive: 'Se si mantiene il ballottaggio si rischia al secondo turno un effetto Parma di dimensioni nazionali'". A Parma, come in altri comuni italiani, il M5s ha vinto al ballottaggio. "C'è il rischio" continua Grillo "che i cittadini scelgano il M5s come sta emergendo dai recenti sondaggi e non il Pd, un partito che candida indagati e condannati, che è dentro i principali scandali giudiziari italiani (Expo, Mose, Mafia Capitale solo per citarne alcuni) e nulla fa se non annunci. Il M5s al governo è un rischio inaccettabile per le poltrone e i privilegi dei partiti. Quindi Lauricella propone di abolire il ballottaggio e di dare premio di maggioranza soltanto nel caso in cui una lista superi il 40% dei consensi. E se nessuno oltrepassa questa soglia governo di coalizione. L'unico obiettivo del Pd è impedire al M5s di andare al governo, e lo fa come i bari, cambiando la legge elettorale", insiste il fondatore del Movimento. Metteranno il premio di coalizione al posto di quello di lista? E se il M5S continua a crescere e il Pd a sprofondare e supera la coalizione cosa si inventano? Il premio condannati? Chi ha più condannati ha la maggioranza? Il Pd vincerebbe a mani basse senza bisogno di coalizione. La legge elettorale va inserita nella Costituzione per sottrarla ai partiti bari e garantire democrazia e rappresentanza ai cittadini".

"Il Pd e l'amico Silvio - scrive l'ex capogruppo al Senato Gianluca Castaldi - vogliono eliminare il ballottaggio dall'Italicum. Il rischio che Pd e M5s vadano al secondo turno va azzerato, perché in più comuni abbiamo dimostrato di essere troppo pericolosi nei ballottaggi. E' così che ragionano i partiti, da sinistra a destra. Al Pd e sodali suggerisco il seguente emendamento, perché è l'unico che potrà garantirgli la vittoria, e sono certo che sarebbe votato da tutti i partiti: 'al comma 2 dell'articolo 1 aggiungere le seguenti parole: nel caso in cui il Movimento 5 stelle dovesse arrivare primo, la vittoria elettorale sarà assegnata al secondo classificato'".

Tuona contro il testo Lauricella, il primo che modifica la nuovissima legge elettorale approvata soltanto nel maggio scorso, anche Vito Crimi, senatore M5s: "Non hanno nemmeno la decenza di nasconderlo. Ecco che l`effetto Parma (ma anche Livorno, Bagheria, Ragusa, Pomezia, Quarto, Augusta e via dicendo) di cui hanno tanta paura, diventa parte della relazione ad un disegno di legge di modifica dell'Italicum. È solo il primo dei tanti interventi che mirano a modificare la legge elettorale, che tanto hanno voluto e rincorso al punto di approvarsela da soli, malgrado la nostra strenua opposizione".

"Le leggi elettorali - attacca Crimi - sono tradizionalmente scritte purtroppo in funzione del risultato elettorale: l'obiettivo è limitare le opposizioni, evitare che possano ribaltare il risultato e consentire ai governi di blindare il proprio risultato. In costituzione avrebbero dovuto scrivere una sola cosa: i princìpi della legge elettorale, con i quali sottrarla definitivamente alle mire del governo e della maggioranza di turno. Invece hanno sottratto la democrazia ai cittadini. Potete provarci quanto volete, ma non riuscirete mai a sopprimere l'effetto onestà".

La risposta di Lauricella non si fa attendere: "Ma perché i Cinque stelle si arrabbiano? Non erano contro l'Italicum? Li abbiamo smascherati: la loro è una finta opposizione. In realtà sono a favore". E su Twitter se la ride: "Se ne sono accorti...".



 
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