ROMA - Silvio Berlusconi è ancora indeciso se partecipare o meno alla manifestazione della Lega domenica a Bologna, quel "Blocca Italia" che, nelle intenzioni del leader leghista dovrebbe portare alla caduta del governo Renzi, e Matteo Salvini lo incalza: "Gli assenti hanno sempre torto".
L'ex Cavaliere da settimane appare indeciso sulla rotta da tenere con il Carroccio, lascia trapelare che parteciperà, poi ci ripensa. Di sicuro non ha mai preso una posizione ufficiale né in un senso né in un altro. Ed è il suo consigliere politico Giovanni Toti ad annunciare che a breve la riserva sarà sciolta. "Sto andando ora a via del Plebiscito - dice il Governatore della Liguria - Berlusconi è appena arrivato a Roma, faremo delle riunioni in giornata e decideremo". Più tardi, ancora Toti premette: "L'alleanza con la Lega non è in discussione", poi spiega che, dopo il summit con lo stato maggiore di Forza Italia a palazzo Grazioli, Berlusconi "Deciderà lui se andare e cosa fare da qui a domenica".
Matteo Salvini, da parte sua, annusa l'aria di indecisione che soffia nei corridoi azzurri a quattro giorni dalla sua adunanza. Ancora una volta, è questione di forma e sostanza. Domenica Matteo vorrebbe che in tutti i Tg rimbalzassero le immagini che fissano l'autentico, nuovo centrodestra: lui, padrone di casa, aprire la porta e far entrare gli alleati Berlusconi e Meloni nella nuova coalizione chiamata a dare a Renzi una opposizione che non sia il solo Movimento 5 stelle alle prossime elezioni. E, in un orizzonte più prossimo, accordarsi sulla Meloni, non su Marchini, come candidato nella corsa a Roma. Perché, come spiega Gian Marco Centinaio, capogruppo al Senato della Lega Nord, "Meloni è più vicina al nostro modo di pensare".
E così il leader leghista insiste. "La manifestazione di domenica a Bologna - dice - è apertissima, parlerà gente che non c'entra con la Lega. Parlerà di islam, sicurezza, immigrazione, parlerà Magdi Allam, interverranno rappresentati di esodati, ricercatori universitari. Quindi è un palco, una piazza apertissima. Mi auguro che ci sia anche Berlusconi, perché è aperta a chi contesta questa sinistra che ne aiuta pochi e ne condanna molti. Mi auguro che Berlusconi ci sia, perché gli assenti hanno sempre torto. Spero che Berlusconi ci sia - prosegue il leader leghista - e spero che in Forza Italia non prevalga la parte 'inciuciante', quelli che sono sempre con un piede di qua e uno di là, quelli che 'vediamo, valutiamo, una volta sì, una volta no, pensiamo ad essere rieletti, alla nostra poltrona'. No, se uno pensa alla poltrona ha sbagliato mestiere in questo momento".
Il passaggio è evidentemente decisivo e il senso della storia si riaccende persino nell'animale politico Umberto Bossi: "Se Berlusconi non va a Bologna, Salvini è l'unico anti-Renzi, l'unica alternativa alla sinistra" dice il Senatur. Lui, a Bologna, ci sarà. E aggiunge una ulteriore lettura che potrebbe effettivamente scuotere Berlusconi: se l'ex Cav va all'appuntamento di domenica non finisce per riconoscere ufficialmente la leadership di Salvini nel centrodestra. "Non è così, se mai è il contrario".
Ed ecco, a sostegno, Giorgia Meloni: "Mi auguro che a Bologna, alla manifestazione della Lega, ci sia anche Berlusconi. Così spero partecipino tutti coloro che vogliono costruire un'alternativa valida e credibile al governo Renzi" dice la presidentessa di Fratelli d'Italia, che sposta inevitabilmente il discorso su Roma. "Noi continuiamo a chiedere al resto della coalizione un tavolo per poterci confrontare sulle prossime amministrative - mette in chiaro la Meloni - è una tornata che ha significativi risvolti di carattere politico. Continuiamo a chiedere sia alla Ln sia a FI di poterci sedere attorno a un tavolo per capire intanto quali sono i progetti che abbiamo per la ricostruzione di queste città e poi per parlare dei candidati".
L'ex Cavaliere da settimane appare indeciso sulla rotta da tenere con il Carroccio, lascia trapelare che parteciperà, poi ci ripensa. Di sicuro non ha mai preso una posizione ufficiale né in un senso né in un altro. Ed è il suo consigliere politico Giovanni Toti ad annunciare che a breve la riserva sarà sciolta. "Sto andando ora a via del Plebiscito - dice il Governatore della Liguria - Berlusconi è appena arrivato a Roma, faremo delle riunioni in giornata e decideremo". Più tardi, ancora Toti premette: "L'alleanza con la Lega non è in discussione", poi spiega che, dopo il summit con lo stato maggiore di Forza Italia a palazzo Grazioli, Berlusconi "Deciderà lui se andare e cosa fare da qui a domenica".
Matteo Salvini, da parte sua, annusa l'aria di indecisione che soffia nei corridoi azzurri a quattro giorni dalla sua adunanza. Ancora una volta, è questione di forma e sostanza. Domenica Matteo vorrebbe che in tutti i Tg rimbalzassero le immagini che fissano l'autentico, nuovo centrodestra: lui, padrone di casa, aprire la porta e far entrare gli alleati Berlusconi e Meloni nella nuova coalizione chiamata a dare a Renzi una opposizione che non sia il solo Movimento 5 stelle alle prossime elezioni. E, in un orizzonte più prossimo, accordarsi sulla Meloni, non su Marchini, come candidato nella corsa a Roma. Perché, come spiega Gian Marco Centinaio, capogruppo al Senato della Lega Nord, "Meloni è più vicina al nostro modo di pensare".
E così il leader leghista insiste. "La manifestazione di domenica a Bologna - dice - è apertissima, parlerà gente che non c'entra con la Lega. Parlerà di islam, sicurezza, immigrazione, parlerà Magdi Allam, interverranno rappresentati di esodati, ricercatori universitari. Quindi è un palco, una piazza apertissima. Mi auguro che ci sia anche Berlusconi, perché è aperta a chi contesta questa sinistra che ne aiuta pochi e ne condanna molti. Mi auguro che Berlusconi ci sia, perché gli assenti hanno sempre torto. Spero che Berlusconi ci sia - prosegue il leader leghista - e spero che in Forza Italia non prevalga la parte 'inciuciante', quelli che sono sempre con un piede di qua e uno di là, quelli che 'vediamo, valutiamo, una volta sì, una volta no, pensiamo ad essere rieletti, alla nostra poltrona'. No, se uno pensa alla poltrona ha sbagliato mestiere in questo momento".
Il passaggio è evidentemente decisivo e il senso della storia si riaccende persino nell'animale politico Umberto Bossi: "Se Berlusconi non va a Bologna, Salvini è l'unico anti-Renzi, l'unica alternativa alla sinistra" dice il Senatur. Lui, a Bologna, ci sarà. E aggiunge una ulteriore lettura che potrebbe effettivamente scuotere Berlusconi: se l'ex Cav va all'appuntamento di domenica non finisce per riconoscere ufficialmente la leadership di Salvini nel centrodestra. "Non è così, se mai è il contrario".
Ed ecco, a sostegno, Giorgia Meloni: "Mi auguro che a Bologna, alla manifestazione della Lega, ci sia anche Berlusconi. Così spero partecipino tutti coloro che vogliono costruire un'alternativa valida e credibile al governo Renzi" dice la presidentessa di Fratelli d'Italia, che sposta inevitabilmente il discorso su Roma. "Noi continuiamo a chiedere al resto della coalizione un tavolo per poterci confrontare sulle prossime amministrative - mette in chiaro la Meloni - è una tornata che ha significativi risvolti di carattere politico. Continuiamo a chiedere sia alla Ln sia a FI di poterci sedere attorno a un tavolo per capire intanto quali sono i progetti che abbiamo per la ricostruzione di queste città e poi per parlare dei candidati".