ROMA - E' scontro tra Pd e M5s sull'elezione dei tre giudici della Consulta. Per i grillini il nome proposto dal Pd, Augusto Barbera, "non è votabile e loro lo sapevano da settimane: se lo hanno scelto è per metterci fuori gioco" fanno sapere i 5 stelle in vista del voto di domani delle Camere, anche se formalmente le consultazioni sono ancora in corso.
Inizialmente, spiega una fonte parlamentare pentastellata, si era pensato di proporre al voto on line degli attivisti tanto il candidato scelto dai gruppi parlamentari 5 stelle nella riunione congiunta di ieri sera, quanto il nome indicato dai democratici. L'ipotesi ufficialmente non è ancora tramontata, "era già scritta la bozza del post" da pubblicare su Beppegrillo.It. "Ma noi - si aggiunge - avevamo chiesto le dimissioni di Barbera con una interrogazione urgente, a causa del suo coinvolgimento in una inchiesta su un concorso universitario (il costituzionalista al momento non risulta indagato, ndr), come facciamo poi a indicarlo per la Consulta? Questi vogliono il nostro suicidio, la rete non ce lo perdonerebbe".
Secondo i 5 stelle "il Pd vuole fare filotto, hanno fatto l'accordo per Francesco Paolo Sisto di Forza Italia e se passano lui e Barbera poi loro si prendono anche il terzo giudice che resta da eleggere". Conclusione, "se domani passano Sisto e Barbera noi siamo fuori gioco, se almeno uno dei due non ce la dovesse fare allora saremmo ancora in partita", spiegano le fonti M5s a Montecitorio.
Il Pd spera in un ravvedimento del M5s. "Non perdiamo la speranza di un ravvedimento operoso" ha detto il presidente dei deputati dem Ettore Rosato. "Ribadiamo la nostra disponibilità e il nostro interesse a fare un accordo che coinvolga tutti i gruppi, a partire dal Movimento 5 stelle. Abbiamo presentato una candidatura con largo anticipo, una candidatura prestigiosa e di altissimo profilo accademico e professionale. Siamo convinti ci siano spazi per una larga intesa con tutte le forze parlamentari". "Per noi - ha insistito Rosato - ci sono le condizioni per un'intesa con tutti i gruppi, nessuno escluso, non chiudiamo le porte a nessuno compreso i 5 stelle. Noi non abbiamo posto nessun veto su nessuno ma non possiamo votare ciò che dicono loro senza un'intesa, sarebbe scarsissima conoscenza della cultura istituzionale che vede il parlamento chiamato ad intese sulla corte costituzionale".
Pd spaccato. Ma anche il Pd non è compatto su una scelta secca: "Non si può andare ad un muro contro muro con i 5 stelle - spiegano fonti parlamentari della minoranza del partito del Nazareno -, occorre fare una rosa di nomi, non è possibile andare con una scelta secca".
Avanti senza M5s? Il tentativo di Pd, centristi e FI domani sarà quello di cercare la fumata bianca senza l'apporto dei grillini che decideranno tra stasera e domani se sottoporre comunque al voto on line il nome del costituzionalista.
I nomi in campo. I nomi in campo restano quello di Barbera per il Pd, di Sisto per FI e Pitruzzella per l'area di centro. "Potremmo votare Ceccanti" ribadiscono i pentastellati. Ma i numeri in Parlamento restano incerti - per essere eletti è richiesta la maggioranza dei tre quinti dei componenti - perché sui tre candidati si addensano comunque le ombre dei franchi tiratori oltre che il veto dei cinque stelle. Anche la Sinistra italiana non voterà il costituzionalista e presenterà una candidatura di bandiera: "Nulla contro il merito, ma serve un nome che non sia connotato politicamente", sottolinea Alfredo D'Attorre. E anche dal gruppo misto non tutte le preferenze verranno riservate al professore.
Per quanto riguarda Sisto gli ostacoli potrebbero arrivare dal Pd, ma anche qualche azzurro potrebbe sfilarsi. "Intanto bisogna convincere i parlamentari a venire a votare", sottolineano in FI, che sta cercando di fare quadrato attorno al parlamentare pugliese. Ncd voterà Sisto (al suo posto subentrebbe in Parlamento un centrista) e insieme a Scelta civica sta portando avanti la candidatura di Giovanni Pitruzzella, presidente Antitrust. La manovra in corso è quella di 'blindare' l'accordo attorno a queste tre scelte (un altro nome che verrebbe da Scelta civica è quello di Piepoli) e tenere fuori il Movimento 5 stelle che insiste sul costituzionalista Franco Modugno.
La Camera e il Senato sono convocati in seduta comune domani alle ore 13 per la 28esima votazione.
Inizialmente, spiega una fonte parlamentare pentastellata, si era pensato di proporre al voto on line degli attivisti tanto il candidato scelto dai gruppi parlamentari 5 stelle nella riunione congiunta di ieri sera, quanto il nome indicato dai democratici. L'ipotesi ufficialmente non è ancora tramontata, "era già scritta la bozza del post" da pubblicare su Beppegrillo.It. "Ma noi - si aggiunge - avevamo chiesto le dimissioni di Barbera con una interrogazione urgente, a causa del suo coinvolgimento in una inchiesta su un concorso universitario (il costituzionalista al momento non risulta indagato, ndr), come facciamo poi a indicarlo per la Consulta? Questi vogliono il nostro suicidio, la rete non ce lo perdonerebbe".
Secondo i 5 stelle "il Pd vuole fare filotto, hanno fatto l'accordo per Francesco Paolo Sisto di Forza Italia e se passano lui e Barbera poi loro si prendono anche il terzo giudice che resta da eleggere". Conclusione, "se domani passano Sisto e Barbera noi siamo fuori gioco, se almeno uno dei due non ce la dovesse fare allora saremmo ancora in partita", spiegano le fonti M5s a Montecitorio.
Il Pd spera in un ravvedimento del M5s. "Non perdiamo la speranza di un ravvedimento operoso" ha detto il presidente dei deputati dem Ettore Rosato. "Ribadiamo la nostra disponibilità e il nostro interesse a fare un accordo che coinvolga tutti i gruppi, a partire dal Movimento 5 stelle. Abbiamo presentato una candidatura con largo anticipo, una candidatura prestigiosa e di altissimo profilo accademico e professionale. Siamo convinti ci siano spazi per una larga intesa con tutte le forze parlamentari". "Per noi - ha insistito Rosato - ci sono le condizioni per un'intesa con tutti i gruppi, nessuno escluso, non chiudiamo le porte a nessuno compreso i 5 stelle. Noi non abbiamo posto nessun veto su nessuno ma non possiamo votare ciò che dicono loro senza un'intesa, sarebbe scarsissima conoscenza della cultura istituzionale che vede il parlamento chiamato ad intese sulla corte costituzionale".
Pd spaccato. Ma anche il Pd non è compatto su una scelta secca: "Non si può andare ad un muro contro muro con i 5 stelle - spiegano fonti parlamentari della minoranza del partito del Nazareno -, occorre fare una rosa di nomi, non è possibile andare con una scelta secca".
Avanti senza M5s? Il tentativo di Pd, centristi e FI domani sarà quello di cercare la fumata bianca senza l'apporto dei grillini che decideranno tra stasera e domani se sottoporre comunque al voto on line il nome del costituzionalista.
I nomi in campo. I nomi in campo restano quello di Barbera per il Pd, di Sisto per FI e Pitruzzella per l'area di centro. "Potremmo votare Ceccanti" ribadiscono i pentastellati. Ma i numeri in Parlamento restano incerti - per essere eletti è richiesta la maggioranza dei tre quinti dei componenti - perché sui tre candidati si addensano comunque le ombre dei franchi tiratori oltre che il veto dei cinque stelle. Anche la Sinistra italiana non voterà il costituzionalista e presenterà una candidatura di bandiera: "Nulla contro il merito, ma serve un nome che non sia connotato politicamente", sottolinea Alfredo D'Attorre. E anche dal gruppo misto non tutte le preferenze verranno riservate al professore.
Per quanto riguarda Sisto gli ostacoli potrebbero arrivare dal Pd, ma anche qualche azzurro potrebbe sfilarsi. "Intanto bisogna convincere i parlamentari a venire a votare", sottolineano in FI, che sta cercando di fare quadrato attorno al parlamentare pugliese. Ncd voterà Sisto (al suo posto subentrebbe in Parlamento un centrista) e insieme a Scelta civica sta portando avanti la candidatura di Giovanni Pitruzzella, presidente Antitrust. La manovra in corso è quella di 'blindare' l'accordo attorno a queste tre scelte (un altro nome che verrebbe da Scelta civica è quello di Piepoli) e tenere fuori il Movimento 5 stelle che insiste sul costituzionalista Franco Modugno.
La Camera e il Senato sono convocati in seduta comune domani alle ore 13 per la 28esima votazione.