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Camera, ok rimborsi partiti: 10 milioni per il 2015. M5S lascia la riunione per protesta

Riceveranno i soldi i partiti con rendiconti 2013 giudicati regolari e che hanno presentato quelli del 2014. Di Maio: "Assurdo e umiliante ratificare una legge che elude i controlli sui bilanci"
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ROMA - L'Ufficio di presidenza della Camera ha dato il via libera, all'unanimità dei presenti, al pagamento dei rimborsi elettori e del cofinanziamento per i partiti relativi al 2015. Solo i 5 Stelle hanno lasciato la riunione per protesta, ritenendo "assurdo e umiliante - ha spiegato il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio che insieme a Riccardo Fraccaro ha abbandonato i lavori - ratificare una legge che elude i controlli" sui bilanci dei partiti. "E' quello che piacerebbe - ha continuato Di Maio - anche a tante aziende quando si vedono recapitare cartelle esattoriali. Tra circa 48 ore l'ufficio di presidenza emetterà il bonifico per i partiti. Noi li diffideremo dal farlo".

La somma totale, che è a carico dello Stato, è di circa 10 milioni.

Dall'ufficio di presidenza hanno poi precisato che i soldi che verranno erogati con la delibera di oggi prendono in considerazione gli stanziamenti pubblicati nelle Gazzet…
ROMA - L'Ufficio di presidenza della Camera ha dato il via libera, all'unanimità dei presenti, al pagamento dei rimborsi elettori e del cofinanziamento per i partiti relativi al 2015. Solo i 5 Stelle hanno lasciato la riunione per protesta, ritenendo "assurdo e umiliante - ha spiegato il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio che insieme a Riccardo Fraccaro ha abbandonato i lavori - ratificare una legge che elude i controlli" sui bilanci dei partiti. "E' quello che piacerebbe - ha continuato Di Maio - anche a tante aziende quando si vedono recapitare cartelle esattoriali. Tra circa 48 ore l'ufficio di presidenza emetterà il bonifico per i partiti. Noi li diffideremo dal farlo".

La somma totale, che è a carico dello Stato, è di circa 10 milioni.

Dall'ufficio di presidenza hanno poi precisato che i soldi che verranno erogati con la delibera di oggi prendono in considerazione gli stanziamenti pubblicati nelle Gazzette ufficiali del 28 luglio 2014, del 27 dicembre 2014 e del 31 luglio 2015. La cifra dei 10 milioni si riferisce solo al 2015, per quanto attiene ai contributi elettorali. I partiti ne usufruiranno a due condizioni: che i rendiconti sui bilanci 2013 siano stati giudicati regolari dalla commissione di garanzia e che abbiano inviato i rendiconti del 2014. Sono due le formazioni politiche messe in 'stand-by', in attesa di verifiche ulteriori: si tratta di Mpa e Udc. Per tutti gli altri partiti via libera ai finanziamenti già da ora.

FOCUS - RIMBORSI ELETTORALI

I 5 Stelle, contrari all'applicazione della legge Boccadutri, hanno abbandonato l'Ufficio di presidenza e annunciato che presenteranno una diffida. Sempre i 5 Stelle sono gli unici ad aver rinunciato al rimborso. La cosidetta legge Boccadutri consente l'erogazione senza alcuni controlli da parte dell'apposita Commissione di vigilanza. "Entro 48 ore la casse dei partiti saranno rimpinguate dai soldi dei cittadini, gli stessi che nel lontano 1993 avevano votato per mettere fine al finanziamento pubblico ai partiti. Una notazione speciale va poi alla Lega Nord che annuncia battaglia alla 'legge Boccadutri' salvo poi intascare i soldi come tutti gli altri" hanno detto il neo capogruppo M5S alla Camera, Davide Crippa, Di Maio, Fraccaro e Claudia Mannino.

Nel 2012 è stato istituita una Commissione per il controllo dei rendiconti dei partiti, incaricata di controllare anche le spese effettivamente sostenute (fatture, scontrini, ecc). Tale controllo è preliminare e necessario per poter ottenere poi il finanziamento pubblico che il governo Letta, a fine 2013, ha deciso di tagliare progressivamente per scomparire nel 2016.

La Commissione deve concludere i controlli entro il 30 giugno, ma quest'anno il suo presidente, Luciano Calamaro, ha dichiarato ai presidenti di Camera e Senato di non essere in grado di svolgere questo minuzioso controllo sugli scontrini per la carenza di personale. Camera e Senato hanno quindi approvato una legge di Sergio Boccadutri (Pd), che assegna alla Commissione il personale necessario, aggiungendo poi che per il 2013 non sarà necessario il controllo degli scontrini. La Commissione ha quindi eseguito un controllo di legittimità che ha fatto seguito a quello delle società di revisione, obbligatorio per legge.

All'Ufficio di presidenza di oggi Di Maio e Fraccaro hanno chiesto il parere dell'Avvocatura della Camera, mettendo in dubbio la legittimità della delibera, ma questo è stato negato.

Per bloccare l'erogazione M5s ha chiesto di far mancare il numero legale, ma nessun partito ha accettato. Alla fine Di Maio e Fraccaro hanno abbandonato la riunione. "E' assurdo e umiliante ratificare una legge che elude i controlli" ha detto Di Maio, il quale ha comunque preannunciato una Diffida all'Ufficio di Presidenza a dar via libera alla delibera. L'ufficio di presidenza ha comunque approvato all'unanimità dei presenti la delibera, che porterà a far partire bonifici per complessivi 10 milioni in favore dei partiti. Nei prossimi giorni dovrebbe esserci una analoga decisione del Senato che sbloccherà altri 6 milioni di rimborsi.

"La legge Boccadutri - ha spiegato Di Maio - è una delle più ignobili di questa legislatura. Ricordo che è stata votata in un giorno alla Camera e in un giorno al Senato a dimostrazione che il bicameralismo paritario, quando si vuole, lo si fa funzionare in tempi record. Adesso cercheremo altre strade per bloccare questa erogazione di denaro. Dopo che l'ufficio di presidenza esplicherà tutte le procedure ci sarà un bonifico da parte della camera nelle prossime 48 ore. Noi diffideremo la Camera dal fare questo bonifico.

Di maio ha poi ricordato che il "m5s non ha mai fatto richiesta" per i rimborsi "non presentando le carte necessarie, risultiamo già decaduti. Noi siamo la dimostrazione che a questi soldi si può rinunciare e noi abbiamo rinunciato a 42 milioni. Io credo che per i prossimi anni avremo una Boccadutri-bis, che è una legge assolutamente incostituzionale perché retroattiva sui controlli" sui bilanci.