Vendola: "Unità centrosinistra? Allearsi col Pd di Renzi è eutanasia". Boldrini sposa appello dei sindaci
La presidente della Camera: "Solo uniti si ferma la destra populista". Ma il leader di Sel rompe gli indugi: "Renzi ha governato con un pezzo di centrodestra e attaccato diritti sociali". E chiama Pisapia a smettere il ruolo di arbitro: "Scenda in campo a Milano come Sel fece con lui"
ROMA - "Se non si sta insieme non si ferma l'avanzata della destra populista, che peraltro nella società alimenta la contrapposizione e la paura. Condizioni che fanno vivere tutti peggio". Lo afferma il presidente della Camera Laura Boldrini, in un colloquio con l'Ansa, spiegando di condividere l'appello dei tre sindaci (Giuliano Pisapia, Milano, Massimo Zedda, Cagliari, Marco Doria, Genova) sull'unità del centrosinistra per arginare, in vista delle amministrative in Italia, l'onda lunga del successo elettorale francese del Front National di Marine Le Pen. Appello a cui oggi si è unito anche il sindaco di Torino, Piero Fassino, ma che, dopo un'iniziale freddezza di Sel, vede il suo leader Nichi Vendola rompere gli indugi e attaccare senza giri di parole il Pd di Matteo Renzi: "Allearsi con lui oggi sarebbe eutanasia". Renzi, da parte sua, aveva già indicato in Sel "quelli che rompono l'alleanza"…
ROMA - "Se non si sta insieme non si ferma l'avanzata della destra populista, che peraltro nella società alimenta la contrapposizione e la paura. Condizioni che fanno vivere tutti peggio". Lo afferma il presidente della Camera Laura Boldrini, in un colloquio con l'Ansa, spiegando di condividere l'appello dei tre sindaci (Giuliano Pisapia, Milano, Massimo Zedda, Cagliari, Marco Doria, Genova) sull'unità del centrosinistra per arginare, in vista delle amministrative in Italia, l'onda lunga del successo elettorale francese del Front National di Marine Le Pen. Appello a cui oggi si è unito anche il sindaco di Torino, Piero Fassino, ma che, dopo un'iniziale freddezza di Sel, vede il suo leader Nichi Vendola rompere gli indugi e attaccare senza giri di parole il Pd di Matteo Renzi: "Allearsi con lui oggi sarebbe eutanasia". Renzi, da parte sua, aveva già indicato in Sel "quelli che rompono l'alleanza".
"Già a Milano - ricorda Boldrini - avevo lanciato questo tema, quando con Giuliano Pisapia abbiamo presentato i nostri libri insieme. Solo stando insieme noi riusciremo a correggere le politiche di austerità fino in fondo investendo sulla crescita. E solo insieme metteremo in atto quelle misure contro le disuguaglianze che oggi sono il grande male del nostro Paese. Insomma, solo stando insieme si cambia la società con una politica che non trascuri le fasce più vulnerabili e le includa maggiormente nel tessuto sociale".
Boldrini spiega di non poter entrare nel merito della questione: "Il mio ruolo non mi consente di entrare nel merito del dibattito interno ai partiti" ma ci tiene a ribadire che "bisogna lavorare per fare dei ponti per cercare dei punti in comune e non di divergenza. Oggi siamo tenuti tutti a farlo, visto anche il rischio che abbiamo davanti. Dobbiamo lavorare su più punti di convergenza e non sulle differenze. Questo, nel rispetto delle varie sensibilità ma, non bisogna perdere di vista il quadro generale e anche l'obiettivo".
La prima reazione dei chiamati in causa, dopo un condivisao apprezzamento dell'appello, è stata di scaricare sui suoi ormai poco naturali interlocutori il barile. Per il Pd, è Sel a lavorare contro l'unità sottraendosi in alcune città all'alleanza elettorale. Mentre dalle altre anime della sinistra, si rimprovera al governo dem di aver contribuito alla crescita della destra praticando una politica economica che di sinistra ha ben poco. E l'unità non si realizza in astratto, ma sui contenuti.
Dopo aver taciuto per un giorno, Nichi Vendola cala sul dibattito senza fare uso di metafore. "Unità del centrosinistra? Prima il centrosinistra c'era, oggi non c'è più. E' stato ucciso da Matteo Renzi, che ha governato con un pezzo di centrodestra, facendo dell'attacco ai diritti sociali il centro dell'azione del suo governo. Berlusconi ha riconosciuto che Renzi ha fatto quello che lui voleva fare. Tutto si può chiedere al centrosinistra, ma non l'eutanasia. Allearsi con il Pd oggi equivale all'eutanasia del centrosinistra" dichiara Vendola a margine della direzione nazionale di Sel a Roma. Chiamando poi in causa il ruolo di uno dei firmatari dell'appello. "Pisapia oggi è un attore importante anche e soprattutto a Milano. E se a Milano nelle primarie si configurasse una contesa tra il rappresentante di Renzi, vale a dire del partito della nazione, e un rappresentante che sia in qualche modo continuatore dei laboratori di Pisapia, allora la partita potrebbe farsi interessante. Se Pisapia non facesse l'arbitro, ma scendesse in campo così come noi abbiamo fatto con lui" ragiona Vendola a margine della direzione nazionale di Sel. "Attualmente - aggiunge - Sel sostiene un candidato all'interno delle primarie: vedremo quando i nodi del Pd si scioglieranno quali saranno i candidati reali e valuteremo".
Marina Sereni, vicepresidente della Camera, giudica "incomprensibile" il dibattito apertosi a sinistra del Pd. "A me - spiega Sereni - era sembrato evidente che quella lettera (dei sindaci, ndr) nascesse per favorire una riflessione" nelle forze politiche "da cui sono venute in queste settimane dichiarazioni che escludevano la possibilità di allearsi con il Pd alle prossime elezioni amministrative". "Se penso alle contraddizioni - osserva Sereni -, a cominciare dalle politiche necessarie per gestire il fenomeno dell'immigrazione, non capisco davvero come si possa rischiare di affidare il governo delle città alla destra di Salvini o al M5S in nome di una distanza ideologica da Renzi e dal Pd".
Ma è il presidente della Regione Toscana ed esponente della minoranza dem Enrico Rossi a rispondere implicitamente a Sereni: "L'unità della sinistra è fondamentale per riconquistare le autonomie locali e i comuni, ma deve essere fatta su programmi precisi. Su programmi forti e riformatori". Ovvero, alla ricerca dell'unità della sinistra invocata da Pisapia, Zedda e Doria, "devono seguire i fatti". Non solo "per riconquistare i comuni, ma anche in prospettiva" sottolinea Rossi, a margine di un un convegno all'Antitrust. Riferendosi alla eventualità che il Pd possa stringere alleanze locali anche con l'Ncd, Rossi ha sottolineato che "è vero che non è più il tempo in cui la dialettica nazionale si riproduce in quella locale. Ma questa realtà c'è, esiste e bisogna farci i conti. Naturalmente però senza allargarsi troppo, nè bisogna smarrire le distanze che ci sono tra destra e sinistra. E' bene che il confine ci sia e venga rispettato, il Pd deve dare questa idea".
C'è poi il segretario del Psi Riccardo Nencini, secondo il quale la lettera dei tre sindaci "è la presa d'atto della fine del bipolarismo e nasce dalla preoccupazione di non consegnare le loro città all'approssimazione. E' una proposta che va esaminata cominciando intanto da una considerazione sulle primarie". "In ogni città al voto, a partire da Milano, Roma e Napoli, si riuniscano tavoli del centrosinistra per fissare regole comuni e soprattutto per definire un progetto di governo comunale condiviso da presentare presto ai cittadini - chiede Nencini -. Sinistra Italiana ritiri le candidature che ha già avanzato e si sieda a quel tavolo. Questa è la strada maestra".
"Già a Milano - ricorda Boldrini - avevo lanciato questo tema, quando con Giuliano Pisapia abbiamo presentato i nostri libri insieme. Solo stando insieme noi riusciremo a correggere le politiche di austerità fino in fondo investendo sulla crescita. E solo insieme metteremo in atto quelle misure contro le disuguaglianze che oggi sono il grande male del nostro Paese. Insomma, solo stando insieme si cambia la società con una politica che non trascuri le fasce più vulnerabili e le includa maggiormente nel tessuto sociale".
Boldrini spiega di non poter entrare nel merito della questione: "Il mio ruolo non mi consente di entrare nel merito del dibattito interno ai partiti" ma ci tiene a ribadire che "bisogna lavorare per fare dei ponti per cercare dei punti in comune e non di divergenza. Oggi siamo tenuti tutti a farlo, visto anche il rischio che abbiamo davanti. Dobbiamo lavorare su più punti di convergenza e non sulle differenze. Questo, nel rispetto delle varie sensibilità ma, non bisogna perdere di vista il quadro generale e anche l'obiettivo".
La prima reazione dei chiamati in causa, dopo un condivisao apprezzamento dell'appello, è stata di scaricare sui suoi ormai poco naturali interlocutori il barile. Per il Pd, è Sel a lavorare contro l'unità sottraendosi in alcune città all'alleanza elettorale. Mentre dalle altre anime della sinistra, si rimprovera al governo dem di aver contribuito alla crescita della destra praticando una politica economica che di sinistra ha ben poco. E l'unità non si realizza in astratto, ma sui contenuti.
Dopo aver taciuto per un giorno, Nichi Vendola cala sul dibattito senza fare uso di metafore. "Unità del centrosinistra? Prima il centrosinistra c'era, oggi non c'è più. E' stato ucciso da Matteo Renzi, che ha governato con un pezzo di centrodestra, facendo dell'attacco ai diritti sociali il centro dell'azione del suo governo. Berlusconi ha riconosciuto che Renzi ha fatto quello che lui voleva fare. Tutto si può chiedere al centrosinistra, ma non l'eutanasia. Allearsi con il Pd oggi equivale all'eutanasia del centrosinistra" dichiara Vendola a margine della direzione nazionale di Sel a Roma. Chiamando poi in causa il ruolo di uno dei firmatari dell'appello. "Pisapia oggi è un attore importante anche e soprattutto a Milano. E se a Milano nelle primarie si configurasse una contesa tra il rappresentante di Renzi, vale a dire del partito della nazione, e un rappresentante che sia in qualche modo continuatore dei laboratori di Pisapia, allora la partita potrebbe farsi interessante. Se Pisapia non facesse l'arbitro, ma scendesse in campo così come noi abbiamo fatto con lui" ragiona Vendola a margine della direzione nazionale di Sel. "Attualmente - aggiunge - Sel sostiene un candidato all'interno delle primarie: vedremo quando i nodi del Pd si scioglieranno quali saranno i candidati reali e valuteremo".
Marina Sereni, vicepresidente della Camera, giudica "incomprensibile" il dibattito apertosi a sinistra del Pd. "A me - spiega Sereni - era sembrato evidente che quella lettera (dei sindaci, ndr) nascesse per favorire una riflessione" nelle forze politiche "da cui sono venute in queste settimane dichiarazioni che escludevano la possibilità di allearsi con il Pd alle prossime elezioni amministrative". "Se penso alle contraddizioni - osserva Sereni -, a cominciare dalle politiche necessarie per gestire il fenomeno dell'immigrazione, non capisco davvero come si possa rischiare di affidare il governo delle città alla destra di Salvini o al M5S in nome di una distanza ideologica da Renzi e dal Pd".
Ma è il presidente della Regione Toscana ed esponente della minoranza dem Enrico Rossi a rispondere implicitamente a Sereni: "L'unità della sinistra è fondamentale per riconquistare le autonomie locali e i comuni, ma deve essere fatta su programmi precisi. Su programmi forti e riformatori". Ovvero, alla ricerca dell'unità della sinistra invocata da Pisapia, Zedda e Doria, "devono seguire i fatti". Non solo "per riconquistare i comuni, ma anche in prospettiva" sottolinea Rossi, a margine di un un convegno all'Antitrust. Riferendosi alla eventualità che il Pd possa stringere alleanze locali anche con l'Ncd, Rossi ha sottolineato che "è vero che non è più il tempo in cui la dialettica nazionale si riproduce in quella locale. Ma questa realtà c'è, esiste e bisogna farci i conti. Naturalmente però senza allargarsi troppo, nè bisogna smarrire le distanze che ci sono tra destra e sinistra. E' bene che il confine ci sia e venga rispettato, il Pd deve dare questa idea".
C'è poi il segretario del Psi Riccardo Nencini, secondo il quale la lettera dei tre sindaci "è la presa d'atto della fine del bipolarismo e nasce dalla preoccupazione di non consegnare le loro città all'approssimazione. E' una proposta che va esaminata cominciando intanto da una considerazione sulle primarie". "In ogni città al voto, a partire da Milano, Roma e Napoli, si riuniscano tavoli del centrosinistra per fissare regole comuni e soprattutto per definire un progetto di governo comunale condiviso da presentare presto ai cittadini - chiede Nencini -. Sinistra Italiana ritiri le candidature che ha già avanzato e si sieda a quel tavolo. Questa è la strada maestra".