Politica

Boldrini: "Basta misoginia e insulti sessisti, nessuno decida al posto nostro"

La presidente della Camera: "La maternità è un valore, non un ostacolo. Andiamo giudicate per ciò che facciamo, non per il nostro aspetto"

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Roma - "Meloni deve fare la mamma? Non sta a nessun altro decidere per lei. E poi la maternità non è certo un ostacolo, casomai può dare una marcia in più". Laura Boldrini, la presidente della Camera, s'indigna su Bertolaso: "Misoginia inaccettabile ". Solidarizza con Giorgia Meloni, e anche con la grillina Patrizia Bedori. Dice: "Dobbiamo andare oltre la solidarietà, noi donne non dobbiamo essere timide e chiedere rispetto per i nostri diritti e per la libertà di scegliere".

Presidente Boldrini, la Meloni è meglio si dedichi a fare la mamma, come le ha consigliato Bertolaso?
"Giorgia Meloni deve fare quello che vuole. È una donna adulta e non sta certo a un uomo, che non ha neppure un legame affettivo con lei, suggerirle le scelte".

Ma poi si regge una campagna elettorale con il pancione?
"Non esiste una regola, ogni donna è diversa e le reazioni cambiano, così come nel corso della gravidanza c'è maggiore o minore stanchezza a seconda del periodo".

Con un bimbo neonato è complicato governare la Capitale?
"Un figlio per una donna può dare una marcia in più. Lo dico anche per esperienza personale. Ricordo che quando ero portavoce dell'alto commissariato per i Rifugiati dopo la nascita di mia figlia scoprii di essere più capace di gestire situazioni che riguardavano mamme e bambini nei paesi in guerra. Così anche Meloni potrebbe avere più attenzione nell'amministrazione di una città come Roma dove i servizi scarseggiano e non è a misura di donna, di madre che lavora".

È un endorsement per Meloni?
"Questo rischio non c'è. Io e Meloni abbiamo una visione molto diversa della società e della politica. Però qui è una questione di rispetto dei diritti delle donne e della loro libertà di scegliere".

Patrizia Bedori, la candidata dei 5Stelle a sindaco di Milano si è ritirata, dopo essere stata presa di mira sui social dove le davano della "casalinga obesa". Siamo agli attacchi alle candidate per l'aspetto fisico?
"Le candidate sono chiaramente più esposte delle altre donne perché si presentano nello spazio pubblico e questo porta a galla tutto un substrato di pregiudizi, di misoginia che c'è nella nostra società. Non si va nel merito di cosa le candidate dicono ma ci si ferma al fatto che sono donne e quindi devono essere giudicate in base a canoni estetici: si arriva a colpire il loro aspetto fisico o per denigrarlo o per farne bersaglio di insulti sessisti".

Gli insulti sessisti nella politica italiana stanno diventando un'abitudine. Anche lei ne sa qualcosa?
"E Trump, che battute fa? Sgradevoli, sessiste. Questa è la cifra di una certa mentalità. Quanto a me, vorrei poter dire che non mi è mai successo. Ma ho voluto rendere pubblico quello che mi è accaduto e come sul web veniva alimentato l'attacco sessista nei miei confronti, perché per il ruolo che ricopro la mia voce ha più forza. Ho parlato in nome e per conto anche delle altre donne".

Se ce lo fossimo scordate, conciliare lavoro e vita familiare è un equilibrismo nel nostro paese?
"Ma le politiche di conciliazione devono riguardare sia le donne che gli uomini, perché se no partiamo male. Ci deve essere una corresponsabilità. Il welfare nel nostro paese si risolve in gran parte sulle spalle delle donne che quando vogliono avere una carriera devono ricorrere alle donne migranti, alla badante, figura tipicamente italiana".

Da donna per le donne italiane, quale è il suo desiderio?
"Non vorrei mai vedere un arretramento della società italiana. Il criterio della telegenia ad esempio, non dovrebbe riguardare una figura politica né femminile nè maschile".

Mancano politiche adeguate?
"Tutto si tiene: se solo il 47% della donne lavora è chiaro che i pregiudizi persistono. Se una donna lavora, produce reddito e la sua percezione cambia. Il rispetto di genere va insegnato ai nostri figli fin da piccoli. E poi il tasto su cui tanto insisto: il linguaggio di genere. Se una donna non viene chiamata sindaca ma sindaco, vuol dire che non viene riconosciuta alle donne la capacità di raggiungere i vertici mantenendo il loro genere femminile ".

A cosa va messo mano?
"Occupazione, welfare, politiche di genere. Ma le donne sui temi che le riguardano non devono dividersi. Alla Camera è nato un intergruppo di deputate sui vari temi".

Parlerete di maternità surrogata, su cui lei è contraria?
"Affronteremo tutto".
 
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