Politica

G7 del 2017, La Maddalena si ribella allo "scippo 2"

L'edificio progettato dall'architetto Stefano Boeri per il G8 del 2009 
Dopo il trasferimento del G8 del 2009 all'Aquila, l'isola era data come sede del vertice del prossimo anno. Ma tutto lascia ritenere che il governo sceglierà Taormina. L'ira di abitanti e dirigenti: "Ma quali motivi di sicurezza. Qui siamo di fronte a ragioni di potere". Le strutture costate 500 milioni e mai utilizzate rimarranno cattedrali nel deserto
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I maddalenini lo hanno già ribattezzato lo "scippo 2". Ancor prima che ci sia l'ufficialità - data ormai per scontata - di Taormina. L'orientamento del governo (Renzi dixit) di spostare il G7 del 2017 da La Maddalena - già beffata dallo scandalo G8 2009 e che era stata ufficiosamente designata dai pronostici quale sede del prossimo summit - alla perla siciliana sta provocando una rivolta nei palazzi della politica in Sardegna. Con il rischio, ora dietro l'angolo, di uno "strappo" con palazzo Chigi. Il centrosinistra in Consiglio regionale è pronto alle barricate per chiedere al governo di fare retromarcia sulla scelta della sede del G7. E nei prossimi giorni, se da Roma non arriveranno segnali di ripensamento, sull'isola - da La Maddalena a Cagliari - si annunciano manifestazioni di protesta. "Uno scippo l'abbiamo già subito da Berlusconi, non vorremmo subirlo anche da Renzi" - tuona il capogruppo Pd, Pietro Cocco. 

A monte dello "scippo 2", come è noto, c'è la catastrofe "all'italiana" della Maddalena: 500 milioni buttati al vento, lo stesso vento di maestrale che da otto anni soffia sulle strutture realizzate (e mai utilizzate)  sull'isola che nel 2009 avrebbe dovuto ospitare il vertice dei grandi della Terra. Strutture che poi, dopo lo scandalo della cricca che ruotava intorno alla Protezione Civile gestione Bertolaso,  e il trasferimento del G8  all'Aquila devastata dal terremoto, sono finite in uno stato di abbandono. Tutto inutile. A cominciare dai lavori portati a termine a tempo di record, con costi ingentissimi.

Adesso il timore che l'ex Arsenale militare - ancora afflitto dal problema delle bonifiche dei fondali che pure negli ultimi mesi erano state accelerate proprio in prospettiva G7 - resti ancora una cattedrale nel deserto, anzi, sul mare, fa infuriare i sardi.

Dice l'assessore ai Lavori Pubblici, e leader del Partito dei Sardi, Paolo Maninchedda: "La fuga da La Maddalena ha del clamoroso. Il governo ha in mente di spostare il G7 in Sicilia per ragioni di sicurezza? Sono curioso di sapere quali...". "Qui siamo di fronte a ragioni di potere, di puro potere", attacca Maninchedda.

Dopo mesi nei quali si era ragionato sull'opportunità di "indennizzare" la Maddalena del disastro del mancato G8 con il summit del prossimo anno, il governo, con il presidente del Consiglio Renzi in prima persona, ha di fatto "battezzato" Taormina. Una scelta che il premier ha comunicato la scorsa settimana a Lampedusa, e condiviso anche in un incontro riservato con il governatore sardo, Francesco Pigliaru. Il quale dopo avere lavorato a lungo per portare il G7 alla Maddalena, in questi giorni non ha nascosto disappunto e preoccupazione: “Per quanto ci riguarda, restiamo in attesa della comunicazione ufficiale. G7 o non G7, a noi interessa che il cantiere di La Maddalena sia tra i primissimi da sbloccare in Italia. Il G7 è stato a lungo valutato come una concreta opportunità. Se ora il Governo decide che non sarà questo il modo per portare avanti rapidamente il piano di sviluppo dell’Isola, allora ci aspettiamo una alternativa immediata e credibile. L’impegno di risistemare la Maddalena preso da Matteo Renzi a Olbia rimane intatto e siamo convinti che verrà confermato. Se e quando per il G7 sarà comunicata una sede differente, ci attendiamo che contestualmente sia comunicato l’allocamento delle risorse necessarie per restituire un futuro a questo pezzo di Sardegna lasciato in ginocchio dal disastro del mancato G8, di cui è unico responsabile il governo Berlusconi.”

L'11 aprile il presidente del consiglio della Regione Sardegna, Gianfranco Ganau, sarà a Maddalena con il sindaco Luca Montella e la giunta isolana. Un fronte compatto che vede Regione e Comune sulle barricate con Roma. "Avevamo accolto l'ipotesi del G7 alla Maddalena come un'opzione per rimediare alle tante incompiute del dopo G8 e ai tanti danni causati alla nostra isola - spiega il primo cittadino - Adesso vogliamo capire che succederà. Se e quale beffa del destino tocca ancora subire ai maddalenini".

Tra le voci più critiche rispetto all'ipotesi Taormina c'è  quella di Stefano Boeri, l'architetto che ha progettato la spettacolare "casa sull'acqua" dell'ex Arsenale. "Non capisco a  quali logiche risponda la scelta siciliana, e in particolare, appunto, di Taormina. Avrei capito, al limite, Lampedusa, un modo per lanciare un segnale di attenzione rispetto all'isola dei migranti disperati. Ma Taormina proprio non la capisco. Se le ragioni, come è trapelato, sono legate alla sicurezza - ragiona l'ex assessore alla cultura del Comune di Milano - credo che meglio di Maddalena non si possa chiedere, visto che l'isola aveva già superato brillantemente tutti i protocolli previsti da summit come il G8... Se invece le logiche sono politiche, allora è diverso. Ma a questo punto sarebbe interessante conoscerle...".

A giorni si avrà, in un senso o nell'altro, una risposta. Così si saprà se e quale sarà il futuro dei 27mila metri quadrati di edifici, 90mila metri di aree a terra e 110mila di mare dell'ex Arsenale. Rilancio, eutanasia o tramonto definitivo.
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