Renzi: "Giorni difficili per offensiva mediatica. Sostegno a pm, ma sentenze nei tribunali"
Il premier, alla scuola di formazione politica del Pd, ribadisce: "Rispetto per i giudici, ma no invasione campo con politica". E a opposizioni: "Decidono di non votare riforme per paura di perdere"
ROMA - Quella appena chiusa "è stata una settimana un po' impegnativa con in corso una offensiva mediatica. Ogni giorno casualmente usciva un nome di un ministro diverso, tutto casuale naturalmente...". Il premier Matteo Renzi, parlando alla scuola di formazione politica del Pd e riferendosi all'inchiesta di Potenza su Tempa Rossa, ha ripercorso gli eventi degli ultimi giorni, dallo scandalo del petrolio alle polemiche con i magistrati, fino alle intercettazioni. Ma non solo: ha anche sottolineato che sono stati giorni difficili per "qualche tensione internazionale non di poco conto su vicende su cui l'Italia sta facendo la sua parte", in riferimento al caso Regeni e al vertice con l'Egitto concluso ieri.
Sostegno ai pm. Renzi si è rivolto ai giudici, ribadendo che "noi vogliamo dire ai magistrati, guardate che voi avete tutto il nostro sostegno, ma le sentenze si fanno nei tribunali, non con un giornale che pesca in un anno e me…
Sostegno ai pm. Renzi si è rivolto ai giudici, ribadendo che "noi vogliamo dire ai magistrati, guardate che voi avete tutto il nostro sostegno, ma le sentenze si fanno nei tribunali, non con un giornale che pesca in un anno e me…
ROMA - Quella appena chiusa "è stata una settimana un po' impegnativa con in corso una offensiva mediatica. Ogni giorno casualmente usciva un nome di un ministro diverso, tutto casuale naturalmente...". Il premier Matteo Renzi, parlando alla scuola di formazione politica del Pd e riferendosi all'inchiesta di Potenza su Tempa Rossa, ha ripercorso gli eventi degli ultimi giorni, dallo scandalo del petrolio alle polemiche con i magistrati, fino alle intercettazioni. Ma non solo: ha anche sottolineato che sono stati giorni difficili per "qualche tensione internazionale non di poco conto su vicende su cui l'Italia sta facendo la sua parte", in riferimento al caso Regeni e al vertice con l'Egitto concluso ieri.
Sostegno ai pm. Renzi si è rivolto ai giudici, ribadendo che "noi vogliamo dire ai magistrati, guardate che voi avete tutto il nostro sostegno, ma le sentenze si fanno nei tribunali, non con un giornale che pesca in un anno e mezzo di intercettazioni la frase più a effetto, molto spesso con un linguaggio gergale e un po' volgare che evoca chissà che cosa...quelli da condannare si trovano nei tribunali", riferendosi chiaramente alla pubblicazione delle intercettazioni nell'ambito dell'inchiesta su Tempa Rossa e soprattutto alle polemiche esplose dopo le parole rivolte ai pm di Potenza sui ritardi nelle sentenze: "Renzi accusa i pm di Potenza? Ma de che... Renzi fa il tifo, sprona, incoraggia i pm di Potenza", ha proseguito parlando a Classe Democratica, scuola di formazione politica del Partito Democratico. "La magistratura - ha insistito il segretario Pd - non si accusa, non si segue, si rispetta chiedendo di fare ciò che da secoli deve fare e su cui noi non mettiamo bocca". Ma anche la magistratura, ha chiarito, "non mette bocca nel procedimento legislativo. Sarebbe clamorosa invasione di campo" se accadesse. E ha concluso: "Abbiamo grande rispetto per la giustizia e i magistrati ma proprio per questo facciamo un corso di formazione per dire che la politica non è sporca e non accetteremo mai - avverte - di renderla subalterna a nulla e nessuno".
Il tempo del legittimo impedimento. Non è mancata una stoccata ai governi che lo hanno preceduto e ai tempi troppo lunghi della giustizia: "Quelli di prima cercavamo di non mandarvi a sentenza, si inventavano il legittimo impedimento, poi c'era il lodo...noi abbiamo detto: c'è un'indagine che sfiora il governo? Prego. Venite. Chi è il responsabile dell'emendamento? Io. Ma vi chiediamo di fare veloci perché le sentenze non arrivano. E se arriva la prescrizione vuol dire che qualcosa non ha funzionato".
Riforme. Il premier ha rivendicato, ancora una volta, l'impegno del governo per portare a termine le riforme: "Dopo decenni di chiacchere, una classe politica è finalmente pronta a fare le riforme e poi le affida al voto dei cittadini". Le opposizioni, però, rispondono decidendo di non votare. "Hanno paura di perdere? Sì", si chiede e risponde Renzi. "Lunedì inizia la discussione finale sulle riforme, siamo solo alla sesta lettura. Io farò il mio discorso alla Camera, poi si voterà. Le opposizioni - aggiunge - non propongono un'alternativa, ma la democrazia richiede la decisione, non è che chi decide è anti-democratico. È dove il processo della decisione si blocca che smette di esistere la democrazia". Infine, riferendosi alla mozione di sfiducia del Movimento 5 stelle, ha proseguito: "Le opposizioni hanno mandato una richiesta a Mattarella per non votare perché hanno presentato richiesta sfiducia. Ne presentano una ogni 15 giorni.Vorrebbero che ci emozionassimo un po' mah". Alla fine, sempre rivolgendosi ai giovani del suo partito, il premier ha concluso:"Se siete del Pd è perché pensate cheapparteniamo ad una comunità, perché credete nelle riforme e perché pensate che l'Italia è troppo bella per lasciarla in mano a qualcuno che sa solo urlare. Vi auguro di avere la forza di cercare la verità, di avere forza di essere consapevoli che la bellezza che abbiamo è un dono enorme e che è compito del Pd consentire al Paese di non vivere solo di ricordi: grazie al Pd l'Italia sarà importante anche per il futuro".
Sostegno ai pm. Renzi si è rivolto ai giudici, ribadendo che "noi vogliamo dire ai magistrati, guardate che voi avete tutto il nostro sostegno, ma le sentenze si fanno nei tribunali, non con un giornale che pesca in un anno e mezzo di intercettazioni la frase più a effetto, molto spesso con un linguaggio gergale e un po' volgare che evoca chissà che cosa...quelli da condannare si trovano nei tribunali", riferendosi chiaramente alla pubblicazione delle intercettazioni nell'ambito dell'inchiesta su Tempa Rossa e soprattutto alle polemiche esplose dopo le parole rivolte ai pm di Potenza sui ritardi nelle sentenze: "Renzi accusa i pm di Potenza? Ma de che... Renzi fa il tifo, sprona, incoraggia i pm di Potenza", ha proseguito parlando a Classe Democratica, scuola di formazione politica del Partito Democratico. "La magistratura - ha insistito il segretario Pd - non si accusa, non si segue, si rispetta chiedendo di fare ciò che da secoli deve fare e su cui noi non mettiamo bocca". Ma anche la magistratura, ha chiarito, "non mette bocca nel procedimento legislativo. Sarebbe clamorosa invasione di campo" se accadesse. E ha concluso: "Abbiamo grande rispetto per la giustizia e i magistrati ma proprio per questo facciamo un corso di formazione per dire che la politica non è sporca e non accetteremo mai - avverte - di renderla subalterna a nulla e nessuno".
Il tempo del legittimo impedimento. Non è mancata una stoccata ai governi che lo hanno preceduto e ai tempi troppo lunghi della giustizia: "Quelli di prima cercavamo di non mandarvi a sentenza, si inventavano il legittimo impedimento, poi c'era il lodo...noi abbiamo detto: c'è un'indagine che sfiora il governo? Prego. Venite. Chi è il responsabile dell'emendamento? Io. Ma vi chiediamo di fare veloci perché le sentenze non arrivano. E se arriva la prescrizione vuol dire che qualcosa non ha funzionato".
Riforme. Il premier ha rivendicato, ancora una volta, l'impegno del governo per portare a termine le riforme: "Dopo decenni di chiacchere, una classe politica è finalmente pronta a fare le riforme e poi le affida al voto dei cittadini". Le opposizioni, però, rispondono decidendo di non votare. "Hanno paura di perdere? Sì", si chiede e risponde Renzi. "Lunedì inizia la discussione finale sulle riforme, siamo solo alla sesta lettura. Io farò il mio discorso alla Camera, poi si voterà. Le opposizioni - aggiunge - non propongono un'alternativa, ma la democrazia richiede la decisione, non è che chi decide è anti-democratico. È dove il processo della decisione si blocca che smette di esistere la democrazia". Infine, riferendosi alla mozione di sfiducia del Movimento 5 stelle, ha proseguito: "Le opposizioni hanno mandato una richiesta a Mattarella per non votare perché hanno presentato richiesta sfiducia. Ne presentano una ogni 15 giorni.Vorrebbero che ci emozionassimo un po' mah". Alla fine, sempre rivolgendosi ai giovani del suo partito, il premier ha concluso:"Se siete del Pd è perché pensate cheapparteniamo ad una comunità, perché credete nelle riforme e perché pensate che l'Italia è troppo bella per lasciarla in mano a qualcuno che sa solo urlare. Vi auguro di avere la forza di cercare la verità, di avere forza di essere consapevoli che la bellezza che abbiamo è un dono enorme e che è compito del Pd consentire al Paese di non vivere solo di ricordi: grazie al Pd l'Italia sarà importante anche per il futuro".