Il M5s preme perché la prescrizione vada interrotta con il rinvio a giudizio dell'imputato. "Ma se il Pd volesse proporre di interrompere la prescrizione dopo la sentenza di primo grado potremmo anche votarla". Lo dicono i deputati M5s Alessandro Di Battista e Alfonso Bonafede che aggiungono: "Tutte le altre proposte del Pd, elaborate probabilmente alla luce dell'accordo con Verdini non hanno senso: allungare la prescrizione non ha senso, è un modo che può sempre essere utilizzato per aggirare la giustizia". Ma al segnale di disponibilità parlamentare, Di Battista aggiunge anche un duro atto di accusa: "Non vogliono la riforma della prescrizione perché Renzi è tirato dalla giacchetta da Verdini che ha un partito con più processi che elettori".
La dichiarazione dei due parlamentari 5 Stelle arriva subito dopo la fumata nera giunta dalla maggioranza: a Palazzo Madama non si è trovata ancora "la quadra" sul tema della prescrizione. Ncd sarebbe rimasta sulle sue posizioni e per domani è prevista una riunione di maggioranza proprio con il ministro della Giustizia, Andrea Orlando "per fare il punto" e tentare di sciogliere i nodi rimasti. Quindi bisognerà ancora attendere alcune ore per sapere se c'è l'accordo sul testo base (che comprenderà oltre alla prescrizione anche norme sulle intercettazioni) nell'ambito della riforma del nuovo processo penale all'esame della commissione Giustizia del Senato. E' quanto ha confermato il relatore, Felice Casson del Pd. Per il momento dunque il testo unificato è ancora in fase di stesura.
Formalmente, ha spiegato Casson, il testo cui fare riferimento è quello licenziato dalla Camera, mentre l'accordo politico con Ap raggiunto la scorsa settimana prevede che le modifiche siano apportate in fase emendativa. Fondamentale è dunque la trattativa politica all'interno della maggioranza, che vede posizioni diversificate. In particolare da parte di Area popolare, che alla Camera non ha votato il provvedimento, c'è la pressione per non ampliare i tempi della prescrizione, ma di agire sulla certezza della durata dei processi. A questa si contrappone la posizione Pd emersa da Montecitorio, come dimostra il testo approvato, ora all'esame di Palazzo Madama. Ma anche all'interno dello stesso Pd le posizioni sono variegate.
E per stasera è prevista una riunione dei senatori di Ap a cui parteciperà anche il leader Ncd, Angelino Alfano. "Quello che posso dire con certezza - ha assicurato il presidente della commissione Giustizia, Nico D'Ascola (Ncd) - è che le forze politiche sono alla ricerca di un accordo".
"Oggi facciamo un focus sul civile. Il prossimo riguarderà invece a breve l'andamento del penale e le dinamiche della prescrizione: bisogna che questo prossimo passaggio sia fatto anche sulla base di dati di fatto", ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, nel corso di una conferenza stampa convocata per fare il punto sull'andamento delle riforme nel campo della giustizia civile e anticipando qualcosa di analogo anche per quanto riguarda il penale. "Alcuni problemi - ha affermato - sono stati risolti, non ci nascondiamo di averne altri e non pretendiamo di averli risolti tutti. Ma vorremmo applicare lo stesso metodo che stiamo applicando al civile, anche ai temi del penale su cui si stanno concentrando alcuni polemiche", facendo quindi parlare i dati.
La dichiarazione dei due parlamentari 5 Stelle arriva subito dopo la fumata nera giunta dalla maggioranza: a Palazzo Madama non si è trovata ancora "la quadra" sul tema della prescrizione. Ncd sarebbe rimasta sulle sue posizioni e per domani è prevista una riunione di maggioranza proprio con il ministro della Giustizia, Andrea Orlando "per fare il punto" e tentare di sciogliere i nodi rimasti. Quindi bisognerà ancora attendere alcune ore per sapere se c'è l'accordo sul testo base (che comprenderà oltre alla prescrizione anche norme sulle intercettazioni) nell'ambito della riforma del nuovo processo penale all'esame della commissione Giustizia del Senato. E' quanto ha confermato il relatore, Felice Casson del Pd. Per il momento dunque il testo unificato è ancora in fase di stesura.
Formalmente, ha spiegato Casson, il testo cui fare riferimento è quello licenziato dalla Camera, mentre l'accordo politico con Ap raggiunto la scorsa settimana prevede che le modifiche siano apportate in fase emendativa. Fondamentale è dunque la trattativa politica all'interno della maggioranza, che vede posizioni diversificate. In particolare da parte di Area popolare, che alla Camera non ha votato il provvedimento, c'è la pressione per non ampliare i tempi della prescrizione, ma di agire sulla certezza della durata dei processi. A questa si contrappone la posizione Pd emersa da Montecitorio, come dimostra il testo approvato, ora all'esame di Palazzo Madama. Ma anche all'interno dello stesso Pd le posizioni sono variegate.
E per stasera è prevista una riunione dei senatori di Ap a cui parteciperà anche il leader Ncd, Angelino Alfano. "Quello che posso dire con certezza - ha assicurato il presidente della commissione Giustizia, Nico D'Ascola (Ncd) - è che le forze politiche sono alla ricerca di un accordo".
"Oggi facciamo un focus sul civile. Il prossimo riguarderà invece a breve l'andamento del penale e le dinamiche della prescrizione: bisogna che questo prossimo passaggio sia fatto anche sulla base di dati di fatto", ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, nel corso di una conferenza stampa convocata per fare il punto sull'andamento delle riforme nel campo della giustizia civile e anticipando qualcosa di analogo anche per quanto riguarda il penale. "Alcuni problemi - ha affermato - sono stati risolti, non ci nascondiamo di averne altri e non pretendiamo di averli risolti tutti. Ma vorremmo applicare lo stesso metodo che stiamo applicando al civile, anche ai temi del penale su cui si stanno concentrando alcuni polemiche", facendo quindi parlare i dati.