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"Io, primo sindaco M5S: non si fanno miracoli, ma siamo liberi. Mica come il Pd"

Intervista a Roberto Castiglion, primo cittadino di Sarego (Vicenza) dal 2012. La sua vittoria fu definita da Grillo "fatto epocale", oggi ci sono Roma e Torino: "Una soddisfazione per noi della prima ora. Che non abbiamo leader, che siamo liberi, non come il Pd con Renzi"

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ROMA - Lui fu il primo. Roberto Castiglion era un ingegnere di 32 anni quando a maggio del 2012, venne eletto sindaco di Sarego, Comune di 6.818 abitanti della provincia di Vicenza. Il primo sindaco a cinque stelle, come lo definì allora Beppe Grillo.

Nelle amministrative di quattro anni fa, Castiglion ottenne 1045 voti superando di appena venti schede il secondo piazzato. Non andò al ballottaggio perché Sarego non raggiungeva i 15 mila abitanti. Ma quel piccolo comune Veneto in una sola notte divenne il segno del cambiamento della politica italiana. Il primo comune grillino. "Un fatto epocale" disse Grillo, spiegando che "finalmente i cittadini, senza soldi, autofinanziatisi, sono andati a votare se stessi". Oggi a 5 stelle sono diventate due città, Roma e Torino. E Grillo da "epocale" è passato a "storico": "È un giorno storico, da oggi cambia tutto", ha detto.

LISTA DEI COMUNI AL VOTO

Una vittoria che è stata seguita anche dal quartier generale di Sarego. "Una bella soddisfazione, una ventata di ottimismo per tutti noi della prima ora..", commenta telefonicamente Castiglion, che resta il primo ma che da stanotte non è più l'unico sindaco.

"Sono due città importanti. Roma è enorme...", dice con voce pacata, e ammette di non conoscere le due vincitrici, Virginia Raggi e Chiara Appendino. "Ho seguito i risultati tutta la notte. Perché dal 2012 qui in Veneto non c'era stato più nessun sindaco del movimento, e invece questa volta siamo andati bene a Chioggia (con l'elezione di Alessadro Ferro, ndr) e a Vigonovo (con Andrea Danieletto, nrd)", continua.

SONDAGGIO Dite la vostra sull'esito delle elezioni

Secondo Castiglion il merito è del tempo che ha permesso ai cittadini di "imparare a conoscerci". Parla di maturazione dei tempi. E di una rete che permette contatti diretti e continui tra sindaci e consiglieri. La realtà di Sarego sembra essere più a portata di mano, ma le sue battaglie Castiglion le ha vinte. Non sembra neanche volerne parlare. "Non vorrei apparire presuntuoso, o vantarmi" dice, "ma.. abbiamo dimezzato il debito del Comune, estinto venti mutui, siamo usciti dalla partecipata dei rifiuti.. E ci battiamo per l'ambiente". In particolare per le acque delle falde acquifere di alcune zone del Vicentino, ma anche del Veronese e del Padovano, inquinate dai Pfas. Per questo "sono stato anche convocato a Roma", racconta.

Ma Castiglion non farà il politico a vita, ed è certo che Raggi e Appendino dovrebbero fare la stessa cosa. "Quella amministrativa è un'esperienza che consiglio, che bisognerebbe fare. Si ascoltano i cittadini, intervenendo direttamente. Ma non si deve vivere di politica, bisogna contribuire ma non restare politici per sempre". O si rischia di perdere il senso dell'equilibrio, quello della misura.
Beppe Grillo con Roberto Castiglion 
Grillo per esempio, per Castiglion nel 2012 si era esposto in prima persona, l'aveva sostenuto addirittura con uno spettacolo a Sarego pochi giorni prima del voto. Prima però non l'aveva mai incontrato. In queste elezioni il leader del movimentoo invece ha aspettato, di lato, come aveva promesso (FOTO). Non ha neanche rubato la scena ai suoi vincitori: "È vostra, questa vittoria è vostra. Tocca a voi" ha detto al cellulare, in vivavoce.

"Sì, ha passato la staffetta", conferma Castiglion, "il movimento è cresciuto e camminiamo con le nostre gambe. Il messaggio di Casaleggio.. E anche Grillo non è un leader, non è un accentratore, non è come Renzi per il Pd. Ci lascia la libertà di crescere".

Il primo sindaco 5 stelle che non vuole vivere di sola politica, un consiglio per le vincitrici di Roma e Torino, però ce l'ha. "Fare gruppo. Ascoltare i consiglieri, collaborare con la Giunta, condividere le decisioni al massimo". "Questo lo dico perché ci sono passato" e perché, conclude gentilmente Castiglion, "non si possono fare i miracoli da un giorno all'altro".
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