Politica

Boldrini: "Europa così com'è non ci piace. Lavoriamo per cambiarla"

La presidente della Camera ospite al videoforum di Repubblica Tv: "Usare barriere e muri significa non avere le giuste risorse per fare fronte all'emergenza". E sulle amministrative a Roma e Milano: "Vittoria di due donne dato positivo"

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ROMA - L'Europa, così com'è ora, "non ci piace. Ma dire che non va non basta: bisogna lavorare, tutti insieme, per cambiarla e per fare in modo che sia la casa comune sognata dai padri fondatori". La presidente della Camera, Laura Boldrini, ospite del videoforum di Repubblica tv, ha risposto alle domande dei lettori, che l'hanno interrogata anche su Brexit e migranti.

Brexit. L'appuntamento che attende domani la Gran Bretagna, che vota il referendum su Brexit, è importantissimo per il futuro dell'Europa, sottolinea Boldrini: "Noi dobbiamo cogliere questo momento per rilanciare il progetto politico. Se non lo facciamo adesso quando? Non sappiamo come andrà referendum, ma comunque andrà sarà una prima volta, comunque andrà nulla sarà più come prima". Perché "o sarà la prima volta che un paese esce oppure, se i britannici, e me lo auguro, rimarranno comunque ci saranno delle conseguenze", ha detto la presidente della Camera, a chi chiede cosa pensa che accadrà dopo il voto in Gran Bretagna domani. "Dobbiamo ricordare che Cameron ha trattato condizioni bilaterali su principi fondativi. È possibile che altri stati chiederanno altre deroghe su altri punti. Allora chi crede nel processo federale non può restare fermo, perché altrimenti si andrebbe verso lo sgretolamento dell'Europa".

Consultazione sull'Europa. Appunto l'Europa, le difficoltà che i cittadini devono aitare e cambiamenti indispensabili da mettere in atto perché possa cambiare ciò che non va sono state il fulcro dell'incontro: "Questa Europa non va bene, non ci piace, ma abbiamo bisogno della casa comune europea. Sono state fatte scelte molto sbagliate, le politiche di austeritrà hanno tolto alle persone, non hanno dato. E questo ha i suoi effetti. Dobbiamo contribuire tutti a cambiare l'Europa. "Personalmente ho voluto coinvolgere i presidenti dei parlamenti in una dichiarazione - ha ricordato Boldrini - in cui si chiede più Europa e non meno Europa, con politiche economiche più attente all'impatto sociale e dichiarandoci pronti a condividere la sovranità con le istituzioni europee. Ho il piacere di dire che all'inizio abbiamo sottoscritto la dichiarazione in 4, ora sono 15 i presidenti di parlamento che l'hanno firmata". Ma è importante anche la voce dei cittadini. Per questo, spiega Boldrini, è stata avviata in Rete una consultazione pubblica composta da sette domande, elaborate dall'Istat, su quale Europa vogliamo. E le risposte stanno arrivando numerose. "Rispondono più gli uomini, sotto i 50 anni, al Nord, con un alto livello di istruzione", ha detto Boldrini. "Non
vogliamo sentirci dire che va tutto ok - ha detto la presidente della Camera -: fino ad ora quanto emerge è che si apprezza molto la libertà di movimento, progetti comuni come l'Erasmus, e poi la pace".

Accoglienza migranti. Un altro problema grave per l'Europa è la crisi dei migranti: non è meglio aiutare i poveri a casa loro, ha chiesto un lettore. "Chiariamo: riceviamo chi scappa dalla povertà e chi ha lo status di rifugiato, che non è una condizione che si ottiene alzando un dito. Ci sono commissioni che audiscono i soggetti che fanno domanda di riconoscimento. Lo Stato non dà a tutti questo riconoscimento. Se non viene concesso, c'è l'espulsione. Chi viene per migliorare la condizione economica, se arriva senza contratto, non rispetta la normativa del nostro Paese. In questo caso viene espulso. Noi però, dobbiamo approcciare la crisi dei migranti in modo realistico e non emergenziale". Per Boldrini non basta mettere 'tamponi'. "Dobbiamo avere un piano di azione, più negoziati e un piano di sviluppo organico che limiti le disuguaglianze". Sono proprio le disuguaglianze che aumentano "il male del nostro tempo - prosegue Boldrini -. Le disuguaglianze aumentano tra i Paesi e tra zone all'interno dei Paesi. Se avessimo una più adeguata distribuzione delle risorse, non ci sarebbe questa situazione. E le politiche di austerità rendono più grave il problema, invece di tentare di risolverlo".

Libano. Il recente viaggio in Libano è stato ulteriore spunto di riflessione per la presidente: "Conosco bene questa regione, ma non conoscevo il Libano. Ho trovato un Paese strategico, multiconfessionale, che ha un equilibrio tutto suo che dobbiamo preservare. Sono stata lì con i rappresentanti di Unifil: davanti a questa zone ci sono Israele e Siria. Il Libano è un settore apparentemente tranquillo, ma lo è perché c'è una situazione di peacekeeping. È un Paese che accoglie ogni anno tantissimi rifugiati. L'anno scorso, in Italia, abbiamo soccorso 150/160 mila persone, una cifra di molto inferiore a quella che affronta il Libano, che va aiutato, affinche l'equilibrio in cui si trova non si rompa".

I temi della maturità. I ragazzi che affrontano la maturità, sono stati chiamati a riflettere su temi importanti: "Mi sembrano temi molto interessanti tutti, specialmente quello del voto alle donne. Fino al 1946 le donne erano madri e mogli: da quel momento hanno ottenuto, guadagnandolo, un ruolo attivo nel panorama politico con il diritto a votare. Le nostre suffragette, purtroppo non sono conosciute, ma ci sono storie bellissime, raccolte in una mostra, in cui viene illustrata anche la storia un uomo, il deputato Morelli, che già nel 1867 propose una legge per il voto alle donne". A quel tempo, racconta Boldrini, venne emarginato e deriso per la sua iniziativa. "Ma fu l'inizio di una conquista importante".

Anche la traccia relativa al concetto di 'confine' ha colpito molto la presidente della Camera. "La frontiera è sempre stata simbolo di guerra. Ora è il luogo in cui capiamo qual è la politica che stiamo applicando. Affidare la gestione dei confini alle barriere, ai muri, ai fili spinati, significa non agire in modo politico". Due tracce belle e importanti, tra le quali Boldrini avrebbe avuto difficoltà a scegliere: "Sarebbe stata dura preferirne una. Ma mi piacerà leggere i lavori di questi ragazzi. Noi abbiamo bisogno di idee innovative nella gestione dei confini - ha aggiunto Boldrini -. C'è bisogno di ricevere dai giovani idee per non arrenderci davanti al flusso dei migranti e a questa situazione dirompente".

Comunali e donne. Non è strano, chiede una lettrice, tutto il clamore che c'è intorno all'elezione di due donne alle amministrative di Roma e Torino? "Dovrebbe essere normale, ma è già bello che sia accaduto, al di là delle appartenenze politiche - ha risposto la presidente della Camera -. Spero che le due giovani sindache rispettino gli impegni presi e faccio i miei auguri per il loro lavoro".

Non voto. Boldrini si è detta "preoccupatissima del dato sull'astensionismo alle ultime elezioni e mi offende sentir dire che si tratta di un dato fisiologico per una democrazia matura.
Significa non capire nulla del nostro Paese. Bisogna invece recuperare il contatto con le persone. È un campanello d'allarme per i partiti, che devono cambiare ed essere luogo di aggregazione reale". Per la presidente della Camera, "abbiamo bisogno di partiti che non deludano, di corpi intermedi, di sindacati, perché questa è la democrazia. Questo è il momento in cui i partiti devono riprendere in mano le proprie sorti. Spero che da queste elezioni scaturisca un ragionamento generale. Le persone sono deluse e non ascoltarle vuol dire fare male al Paese".

 
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