Politica

La Costituente di Parisi spacca Forza Italia

Santanchè: "Basta con le autoproclamazioni". Scettici Gasparri e Matteoli: "Non ci sono i tempi". Apre Calderoli: "Ma dopo il voto"

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Gelo da Forza Italia sulla proposta di assemblea costituente lanciata da Stefano Parisi su Repubblica. "Propongo l'Assemblea Costituente perché sostenere le ragioni del No impone di battere la propaganda renziana del 'o Sì o caos'. Chi è per il No e ha uno spirito riformatore deve indicare una prospettiva e determinare un campo di ragionevolezza e responsabilità per il dopo referendum". "L'Assemblea Costituente - prosegue Parisi- non ha nulla a che vedere con le larghe intese, che sono la causa del nostro gigantesco debito pubblico. Anzi, è l'esatto contrario: proprio per avere governi con una maggioranza chiara è necessario separare il luogo delle riforme costituzionali da quello dell'attività legislativa".

"Non è più tempo per autoproclamazioni", la ruvida replica di Daniela Santanchè. "Renzi almeno le primarie le ha fatte. Parisi farebbe bene a verificare se ha il consenso dei nostri prima di dare vita a progetti faraonici e a parlare come se fosse lui la guida del centrodestra". Critico anche l'ex ministro Altero Matteoli: "Mi pare una strada poco percorribile. Parisi, prima di lanciare simili proposte, avrebbe potuto leggere i disegni di legge dei senatori di Forza Italia che hanno sempre avuto grande attenzione per le riforme costituzionali. Ora la cosa più importante è votare No e che Forza Italia e l'intero centrodestra si impegnino all'unisono in questa direzione". Scettico anche Maurizio Gasparri:  "Sarebbe la via più saggia e utile per l'Italia. Ma immaginare che ora tutto possa avvenire nel giro di 7-8 settimane è una dimostrazione di ottimismo degna di premio nobel della categoria". "E' bene concentrarsi sulla battaglia del No entrando nel merito degli errori commessi da Eenzi e contestandone a 360gradi la penosa azione di governo", aggiunge Gasparri. "Di larghe intese non se ne parla né ora né mai. Abbiamo già pagato un prezzo di consenso gigantesco ai tempi del disastroso governi monti. Ora non abbiamo più consenso o tempo da sprecare", conclude.

Molto critici anche i "Conservatori e riformisti" che fanno capo a Raffaele Fitto. "Parisi, l'uomo scelto da Berlusconi, insiste a intestarsi la rappresentanza del centrodestra alternativo che di riforme renziane e Italicum dice il peggio del peggio e invoca una Costituente", attacca Maurizio Bianconi. "Ricordo che Berlusconi e Verdini  scrissero l'Italicum e lo votarono. Come sostennero e votarono le schiforiforme. Finchè Parisi parlerà come uomo di Berlusconi non sarà credibile".

Apre invece la Lega. "Bene il secco No di Parisi al referendum sulla pessima riforma Renzi-Boschi, ma questo non significa rinunciare a modificare questa Costituzione che va cambiata in meglio. Personalmente ritengo anche giusta la strada della Costituente, con cento persone elette solo per questo, ma questo potrà avvenire solo dopo essere tornati al voto", dice Roberto Calderoli.  "Dopo la vittoria del No Renzi si deve dimettere e poi si torna al voto. Sarà il nuovo Parlamento ad approvare subito un testo per istituire l'assemblea costituente".
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