Parisi lavora a un governo ombra
di GOFFREDO DE MARCHISIn squadra nessun colonnello di Forza Italia. Tra i 'ministri' Pilati. Un ruolo per Sacconi e Quagliariello
ROMA - Stefano Parisi si prepara a dare un nuovo dispiacere ai colonnelli di Forza Italia che non lo amano. Sta infatti costruendo una squadra che lo affiancherà nel suo ruolo di nuovo federatore del centrodestra, con la benedizione di Silvio Berlusconi. Un 'pool', lo chiamano i suoi amici, dal quale verranno esclusi "i veterani della politica". Una team di portatori di idee, è l’altra definizione che circola nell’entourage dell’ex manager. In sostanza, dicono altri, si punta a formare un governo-ombra del centrodestra in grado di superare i veti dei singoli schieramenti presenti in Forza Italia.
Questa struttura si materializzerà alla convention che il candidato sconfitto a Milano (con un risultato vicinissimo al vincitore) ha convocato per il 16 e 17 settembre nel capoluogo lombardo. Alcuni nomi sono già stati individuati, come conferma Antonio Pilati: "Preferisco evitare indicazioni precise, ci sono ancora alcuni …
Questa struttura si materializzerà alla convention che il candidato sconfitto a Milano (con un risultato vicinissimo al vincitore) ha convocato per il 16 e 17 settembre nel capoluogo lombardo. Alcuni nomi sono già stati individuati, come conferma Antonio Pilati: "Preferisco evitare indicazioni precise, ci sono ancora alcuni …
ROMA - Stefano Parisi si prepara a dare un nuovo dispiacere ai colonnelli di Forza Italia che non lo amano. Sta infatti costruendo una squadra che lo affiancherà nel suo ruolo di nuovo federatore del centrodestra, con la benedizione di Silvio Berlusconi. Un 'pool', lo chiamano i suoi amici, dal quale verranno esclusi "i veterani della politica". Una team di portatori di idee, è l’altra definizione che circola nell’entourage dell’ex manager. In sostanza, dicono altri, si punta a formare un governo-ombra del centrodestra in grado di superare i veti dei singoli schieramenti presenti in Forza Italia.
Questa struttura si materializzerà alla convention che il candidato sconfitto a Milano (con un risultato vicinissimo al vincitore) ha convocato per il 16 e 17 settembre nel capoluogo lombardo. Alcuni nomi sono già stati individuati, come conferma Antonio Pilati: "Preferisco evitare indicazioni precise, ci sono ancora alcuni nomi non consolidati e altri da trovare".
Pilati è uno dei più stretti collaboratori di Parisi. Ma soprattutto, pur abituato a stare dietro le quinte, è da sempre una pedina chiave del mondo berlusconiano. Dal ‘98 al 2005 membro dell’Agcom, per altri 7 anni all’Antitrust, poi consigliere di amministrazione della Rai in quota Forza Italia. Non è un mistero che abbia ispirato e seguito da vicino la legge Gasparri sul mercato radiotelevisivo. È un esperto di comunicazione ma in questo caso viene consultato anche su contenuti diversi. "Sento spesso Parisi - ammette - non è facile organizzare una convention durante le ferie".
L’ex manager si muove con cautela, nelle sabbie mobili di Forza Italia. Ma la rotta indicata dal Cavaliere è chiara e condivisa: dare al centrodestra volti nuovi 'rottamando' in maniera soft la vecchia guardia. Perciò Parisi sta attento a non schiacciarsi su alcuna componente forzista o del centrodestra in generale. La struttura leggera che lo deve affiancare gli servirà per agire da federatore senza vincolarsi ad alcuna bandiera. Alla Prodi? Certo il nome a destra rappresenta il diavolo, però il percorso è quello.
Qualche amico in politica, tuttavia, Parisi ce l’ha. Il suo passato socialista lo avvicina ai vecchi compagni di strada. Ecco perché, nel giro di Forza Italia, molti vedono in Maurizio Sacconi uno dei 'registi' dell’operazione legata all’ex sfidante di Beppe Sala. Un rumor che somiglia all’ufficialità. Sacconi, già ministro nei governi Berlusconi, non farà parte del pool di Parisi ed è comunque un politico da tenere nell’ombra per evitare l’accusa di reclutare “traditori” del berlusconismo. Una lista di nomi nuovi è ciò che vuole anche Berlusconi. A Villa Certosa l’ex premier sta studiando le prime indicazioni fornite Parisi.
Controlla che non ci siano figure già consumate o, peggio ancora, che abbiano avuto a che fare con la stagione dei tecnici, a cominciare dal governo Monti. Ma Parisi ha fatto sapere che si vuole tenere a debita distanza dal centrismo, insomma che non ha alcuna intenzione di corteggiare il Nuovo Centrodestra. Una delle condizioni su cui insiste sempre Matteo Salvini. Questo non significa tagliare i ponti con chi, in Parlamento, chiede di recuperare un rapporto con la destra e con una destra rinnovata. La “cessione” del simbolo di Italia Unica, creatura di Corrado Passera alleato di Parisi a Milano, a Gaetano Quagliariello fa capire che anche il senatore ed ex ministro delle Riforme può fare parte del progetto. Senza entrare nel governo ombra, ovvio.
Questa struttura si materializzerà alla convention che il candidato sconfitto a Milano (con un risultato vicinissimo al vincitore) ha convocato per il 16 e 17 settembre nel capoluogo lombardo. Alcuni nomi sono già stati individuati, come conferma Antonio Pilati: "Preferisco evitare indicazioni precise, ci sono ancora alcuni nomi non consolidati e altri da trovare".
Pilati è uno dei più stretti collaboratori di Parisi. Ma soprattutto, pur abituato a stare dietro le quinte, è da sempre una pedina chiave del mondo berlusconiano. Dal ‘98 al 2005 membro dell’Agcom, per altri 7 anni all’Antitrust, poi consigliere di amministrazione della Rai in quota Forza Italia. Non è un mistero che abbia ispirato e seguito da vicino la legge Gasparri sul mercato radiotelevisivo. È un esperto di comunicazione ma in questo caso viene consultato anche su contenuti diversi. "Sento spesso Parisi - ammette - non è facile organizzare una convention durante le ferie".
L’ex manager si muove con cautela, nelle sabbie mobili di Forza Italia. Ma la rotta indicata dal Cavaliere è chiara e condivisa: dare al centrodestra volti nuovi 'rottamando' in maniera soft la vecchia guardia. Perciò Parisi sta attento a non schiacciarsi su alcuna componente forzista o del centrodestra in generale. La struttura leggera che lo deve affiancare gli servirà per agire da federatore senza vincolarsi ad alcuna bandiera. Alla Prodi? Certo il nome a destra rappresenta il diavolo, però il percorso è quello.
Qualche amico in politica, tuttavia, Parisi ce l’ha. Il suo passato socialista lo avvicina ai vecchi compagni di strada. Ecco perché, nel giro di Forza Italia, molti vedono in Maurizio Sacconi uno dei 'registi' dell’operazione legata all’ex sfidante di Beppe Sala. Un rumor che somiglia all’ufficialità. Sacconi, già ministro nei governi Berlusconi, non farà parte del pool di Parisi ed è comunque un politico da tenere nell’ombra per evitare l’accusa di reclutare “traditori” del berlusconismo. Una lista di nomi nuovi è ciò che vuole anche Berlusconi. A Villa Certosa l’ex premier sta studiando le prime indicazioni fornite Parisi.
Controlla che non ci siano figure già consumate o, peggio ancora, che abbiano avuto a che fare con la stagione dei tecnici, a cominciare dal governo Monti. Ma Parisi ha fatto sapere che si vuole tenere a debita distanza dal centrismo, insomma che non ha alcuna intenzione di corteggiare il Nuovo Centrodestra. Una delle condizioni su cui insiste sempre Matteo Salvini. Questo non significa tagliare i ponti con chi, in Parlamento, chiede di recuperare un rapporto con la destra e con una destra rinnovata. La “cessione” del simbolo di Italia Unica, creatura di Corrado Passera alleato di Parisi a Milano, a Gaetano Quagliariello fa capire che anche il senatore ed ex ministro delle Riforme può fare parte del progetto. Senza entrare nel governo ombra, ovvio.