I governatori di Liguria, Veneto e Lombardia si sono incontrati stamattina a Villa dello Zerbino, Genova per il primo incontro trilaterale dedicato al tema dei migranti e della sicurezza. Un'argomento molto sentito, come ha dichiarato Giovanni Toti, presidente della regione Liguria, che ha aggiunto: "il governo Renzi non ha risolto nè in via definitiva e nemmeno in via provvisoria". Il vertice ligure ha prodotto un documento, in nove punti, già inviato a Palazzo Chigi. Delle "proposte di buonsenso da prendere con serietà", a giudizio di Toti, che saranno riproposte alla Conferenza delle Regioni il 15 settembre.
Nel "decalogo" , a giudizio di Roberto Maroni, governatore della regione Lobardia, ci sono:"tante soluzioni che il Governo non adotta per scelte politiche che noi contestiamo". L'obiettivo dell'iniziativa è consengare "proposte concrete al premier Matteo Renzi, per risolvere l'emergenza e il problema immigrati", si legge nel preambolo. Dalla dichiarazione dello stato emergenziale per "inquadrare correttamente il fenomeno immigrazione" al blocco dei flussi di immigrati in partenza studiando la creazione di "centri di prima accoglienza nei paesi del nord Africa", il documento prosegue richiedendo allUnione Europea di "predisporre piani di miglioramento delle condizioni di vita nei luoghi di origine dei cosiddetti immigrati economici che ad oggi non hanno titolo di entrare nell'UE". Un documento a tratti durissimo. Nel "decalogo" redatto dai tre governatori viene sostenuta la necessità del reato di immigrazione insieme con la creazione di nuovi centri di identificazione ed espulsione; sono richieste leggi ad hoc per le regioni di confine e il ritorno al sistema disciplinato dei flussi e dei permessi di soggiorno "anche valutando la selezione dei flussi solo a favore di chi condivide pienamente la carta dei valori di cittadinanza e di integrazione del 2007 del ministero dell'Interno". Toti, Maroni e Zaia ritengono sia necessario inoltre rivedere le regole e le dotazioni finanziari della sanità internazionale.
L'iniziativa di Genova vorrebbe essere l'inizio di un cammino per accreditare il centrodestra presente a Villa dello Zerbino come "credibile alternativa di governo" ha aggiunto Giovanni Toti, precisando che "non c'è nessun partito dei governatori, ma un centrodestra in coalizione che governa e governa bene e che in Lombardia, Liguria e Veneto è un esempio di buon governo".
Con l'incontro di oggi, a parere del presidente del Veneto, Luca Zaia, si è fatto un primo passo per: "chiudere il triste bilancio di quest'anno: 300 mila arrivi, due terzi dei quali non sono profughi. Non sono persone che scappano dalla morte e dalla fame. Non bisogna diventare il tour operator dell'Africa intera, visti i messaggi che il Governo sta mandando".
Quello di Genova, è stato "l'inizio di un percorso che ci porterà lontano" ha aggiunto Maroni dando appuntamento ai due colleghi il 16 settembre a Pontida, alla festa della Lega Nord, cui parteciperà anche Giovanni Toti.
Nel "decalogo" , a giudizio di Roberto Maroni, governatore della regione Lobardia, ci sono:"tante soluzioni che il Governo non adotta per scelte politiche che noi contestiamo". L'obiettivo dell'iniziativa è consengare "proposte concrete al premier Matteo Renzi, per risolvere l'emergenza e il problema immigrati", si legge nel preambolo. Dalla dichiarazione dello stato emergenziale per "inquadrare correttamente il fenomeno immigrazione" al blocco dei flussi di immigrati in partenza studiando la creazione di "centri di prima accoglienza nei paesi del nord Africa", il documento prosegue richiedendo allUnione Europea di "predisporre piani di miglioramento delle condizioni di vita nei luoghi di origine dei cosiddetti immigrati economici che ad oggi non hanno titolo di entrare nell'UE". Un documento a tratti durissimo. Nel "decalogo" redatto dai tre governatori viene sostenuta la necessità del reato di immigrazione insieme con la creazione di nuovi centri di identificazione ed espulsione; sono richieste leggi ad hoc per le regioni di confine e il ritorno al sistema disciplinato dei flussi e dei permessi di soggiorno "anche valutando la selezione dei flussi solo a favore di chi condivide pienamente la carta dei valori di cittadinanza e di integrazione del 2007 del ministero dell'Interno". Toti, Maroni e Zaia ritengono sia necessario inoltre rivedere le regole e le dotazioni finanziari della sanità internazionale.
L'iniziativa di Genova vorrebbe essere l'inizio di un cammino per accreditare il centrodestra presente a Villa dello Zerbino come "credibile alternativa di governo" ha aggiunto Giovanni Toti, precisando che "non c'è nessun partito dei governatori, ma un centrodestra in coalizione che governa e governa bene e che in Lombardia, Liguria e Veneto è un esempio di buon governo".
Con l'incontro di oggi, a parere del presidente del Veneto, Luca Zaia, si è fatto un primo passo per: "chiudere il triste bilancio di quest'anno: 300 mila arrivi, due terzi dei quali non sono profughi. Non sono persone che scappano dalla morte e dalla fame. Non bisogna diventare il tour operator dell'Africa intera, visti i messaggi che il Governo sta mandando".
Quello di Genova, è stato "l'inizio di un percorso che ci porterà lontano" ha aggiunto Maroni dando appuntamento ai due colleghi il 16 settembre a Pontida, alla festa della Lega Nord, cui parteciperà anche Giovanni Toti.