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Domande d'asilo. I tempi si accorciano, ma è confusione sui numeri

Angelo Trovato, Commissione nazionale per il diritto d'asilo: "Per analizzare le richieste 2016 la media è stata di 106 giorni". Ma i dati sulle domande trattate non combaciano 

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ROMA - "Il tempo medio per l'analisi di una richiesta di asilo dal 1 gennaio ad oggi è stato 106 giorni". A dirlo è il prefetto Angelo Trovato, presidente della Commissione nazionale per il diritto di asilo durante l'audizione davanti al Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen presieduto da Laura Ravetto (Fi). 

Secondo i dati citati da Trovato, dall'inizio dell'anno le domande di protezione internazionale presentate sono state 75.681. La relazione, ha evidenziato come, a fronte di un aumento delle domande di asilo del 47 per cento rispetto all'anno precedente, i tempi di trattamento di ogni fascicolo siano stati più che dimezzati, passando da 245 a 106 giorni. Le 13.555 domande esaminate sulle 75.681 (dato rilevato il 9 settembre 2016, ndr.), costituiscono a giudizio del prefetto "uno dei migliori risultati in Europa".

L'accelerazione, è stata possibile grazie alla progressiva condivisione delle informazioni all'interno del sistema di informazione europeo. Una "scelta di valore strategico"  l'ha definita il presidente della Commissione nazionale, che ha aggiunto: "Abbiamo messo in rete informazioni generiche riguardo ai paesi di provenienza: situazioni di instabilità, incidenza di attentati, fenomeni di intolleranza. Ma nessuna informazione riservata sui richiedenti asilo". 

Fanno domanda d'asilo in prevalenza uomini (64.638 pratiche), il numero più consistente fa riferimento a cittadini nigeriani, circa 14 mila. Sono state solo 900, quest'anno, le domande d'asilo presentate da profughi siriani, anche se, precisa Trovato: "A tutti loro abbiamo dato protezione".

Rimangono ancora da trattare 83.330 casi, "un numero sporco che comprende gli undicimila sottoposti al Regolamento di Dublino, 13.922 persone le cui pratiche sono in corso, altre 4.000 in attesa di essere convocate cui vanno aggiunti i tanti irreperibili e le pratiche attualmente congelate". Fatta la tara a queste cifre, ha precisato Trovato: "Le pratiche pendenti sono circa 47 mila". 

I numeri presentati al comitato parlamentare questa mattina fanno però discutere. Lo stesso Trovato, durante un'audizione dell'8 giugno 2016 davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza aveva dichiarato che: "dal 1 di gennaio al 3 giugno le commissioni territoriali sono riuscite a esaminare 40.699 domande di protezione internazionale". Martedì mattina, invece ha parlato di 13.555 domande esaminate. Uno scarto considerevole, se si considera che tra le due rilevazioni sono passati solo tre mesi, e i dati sono stati rivisti consistentemente al ribasso. Christopher Hein, portavoce del Comitato italiano per i rifugiati (Cir) ha così commentato la discrepanza: "Fuor di polemica, non vedo una spiegazione razionale a questa differenza nei dati presentati. Probabilmente il numero di richieste esaminate presentato oggi è più realistico".

Sulla proposta di riforma della procedura di ottenimento della protezione internazionale, avanzata dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, Hein, è critico: "La soppressione del grado di appello contro la decisione di primo grado del tribunale è discriminatoria, eliminando un grado di giudizio nel merito di ogni fascicolo presentato dai richiedenti asilo"
 
 
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