Politica

Michela Montevecchi: "Pizzarotti è bravo, errore perderlo"

Bolognese, fa parte del gruppo di M5S emiliani amareggiati per l'addio del sindaco di Parma Pizzarotti

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ROMA. "L'addio di Pizzarotti? Rischiamo un effetto domino, altri abbandoni, soprattutto in Emilia-Romagna che è una regione complicata per il Movimento. Federico è un punto di riferimento per molti nostri attivisti". Michela Montevecchi, senatrice M5S di Bologna, è amareggiata per l'epilogo del rapporto tra i vertici pentastellati e il sindaco di Parma. Non ha voglia di parlare. Come lei anche la collega Elisa Bulgarelli, amica di Pizzarotti, cerca di dribblare le domande.

Ma è impossibile, per chi ha militato per anni fianco a fianco, fingere che non sia successo nulla. Come si è arrivati a questo addio al veleno?
"Federico da tempo aveva idee diverse da Beppe su come far crescere il movimento, sulle regole da darci".

Un abbandono spontaneo o una espulsiona camuffata?
"Diciamo un'uscita indotta da un contesto di rapporti umani che si erano lacerati da tempo. Era venuta meno la fiducia tra lui e i vertici".

Ha pesato la sua rivalità con Massimo Bugani, bolognese e fedelissimo dei capi?
"Federico è sempre stato una figura ingombrante per Bugani. Tra il fedelissimo e il principe dei dissidenti il rapporto si era deteriorato. A Pizzarotti non è mai stato perdonato di esprimere le sue critiche quasi sempre a mezzo stampa".

Nel pieno del caso Raggi per voi quanto pesa perdere un buon sindaco?
"Perdiamo una freccia dal nostro arco, un esempio di come il Movimento può governare una città importante. Non credo che ci farà bene. Però anche di fronte ad altre espulsioni o addii pensavo sarebbe successo un cataclisma. E invece il M5S ha una grande capacità di andare avanti".

Il caso Muraro a Roma non vi sta facendo bene...
"Una cosa è certa: Raggi ha il pieno sostegno di Grillo. Se su Muraro emergeranno degli illeciti dovrà fare un passo indietro".

Che futuro vede per Pizzarotti?
"In Emilia-Romagna può riunire la diaspora dei tanti che sono usciti dal M5S. Credo che, dietro al suo addio, ci sia anche un progetto politico".

A livello nazionale? Con altri fuoriusciti?
"La dimensione nazionale è troppo complicata. E del resto i tanti ex M5S non sono mai riusciti a costruire un progetto alternativo. Alcuni se ne sono andati per fare carriera altrove. Ed è meglio così".
 
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