Politica

Trieste, il sindaco Dipiazza ordina la rimozione dello striscione per Giulio Regeni

Il primo cittadino parla di "assuefazione visiva" e "sciacallaggio del Pd". Cuperlo ai triestini: "Un segno giallo e una foto di Giulio su tutti i balconi della città"

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TRIESTE - Si è trasformata in un caso nazionale la rimozione dello striscione con la scritta "Verità per Giulio Regeni" dalla facciata del municipio di Trieste voluta dal sindaco di centrodestra Roberto Dipiazza. Come documentato da un video del Piccolo, questa mattina due operai incaricati dal Comune hanno tirato giù il telo.

La polemica sullo striscione è nata in seguito alla decisione dei consiglieri di centrodestra di presentare una mozione per togliere la scritta a causa del "rischio di assuefazione visiva", mozione che sarebbe dovuta approdare lunedì in consiglio comunale. Il sindaco, però, ha giocato d'anticipo ordinando la rimozione immediata. Prima di agire il primo cittadino ha diffuso una nota in cui ha spiegato il motivo del suo gesto: "Preso atto che l'unica capacità del Pd è quella di fare solo sciacallaggio politico su vicende che meritano tutta la nostra attenzione - ha chiarito Dipiazza -  ma soprattutto quella del governo al fine di arrivare alla verità, in termini concreti e non attraverso striscioni che dopo aver lanciato un giusto messaggio, rischiano di diventare solo un simbolo per lavarsi la coscienza di fronte alla situazione di stallo in cui è piombata la diplomazia sul caso, ritengo opportuno non alimentare queste bassezze politiche attraverso l'esposizione di uno striscione che, purtroppo, grazie alle strumentalizzazioni del Pd".

Immediata la replica dei dem attraverso il triestino Gianni Cuperlo, che lancia un appello direttamente ai cittadini. "Il Comune di Trieste ha tolto dalla facciata del municipio lo striscione che chiedeva giustizia per Giulio Regeni ha scritto il deputato su Facebook - Evitare una "assuefazione visiva" ha spiegato il sindaco. Sarebbe bello se domattina, con la città invasa dai turisti della regata più partecipata del mondo, su decine di balconi e finestre comparissero un segno giallo, una foto, un richiamo a quella tragedia e a quello splendido ragazzo. Più che bello sarebbe giusto".

Anche il presidente dei deputati Pd Ettore Rosato loda la scelta del quotidiano triestino di uscire in prima pagina con una grande scritta "Verità per Giulio Regeni" su fondo giallo:
Mentre la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani invita il Comune a ripensarci:
Per Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia, la rimozione dello striscione "è un atto intempestivo e fuori luogo, che mostra una grave mancanza di sensibilità in chi lo ha compiuto". E aggiunge: "La ricerca della verità non può essere sottoposta a date di scadenza, non si prescrive neppure quando occorrono decenni perché gli autori di gravi violazioni dei diritti umani siano portati davanti alla giustizia".

"Il sindaco di Trieste ne ha trovata un'altra - commenta la senatrice del Pd Monica Cirinnà  - evidentemente ama distinguersi facendo solo cose negative. Dopo l'aver vietato la sala comunale per la celebrazione delle unioni civili, ora ha fatto togliere dalla facciata del palazzo del Comune lo striscione per chiedere giustizia per Giulio Regeni, proprio alla vigilia della Barcolana (la regata velica più affollata d'Europa, ndr), che porterà in città migliaia di turisti. Possibile che non abbia nulla di meglio da fare se non ostacolare l'affermarsi dei diritti?".

 
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