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Referendum costituzionale, Pancho Pardi: "Girotondi per il no, ma posizione di D'Alema è ipocrita"

L'ex senatore dell'Italia dei Valori contro la riforma: "Rischio deriva autoritaria se vince il Sì". Ma critica l'ex premier: "Oggi di traverso ma fece la Bicamerale con Berlusconi"

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ROMA - Dai "girotondi" del 2002 al "No Cav day" dell’8 luglio 2008 in Piazza Navona, passando per il mandato da senatore con l’Italia dei Valori. E ora Francesco "Pancho" Pardi rispunta nella sfida del referendum costituzionale. Milita nel No, ovviamente.

Professor Pardi, lo spettro del "rischio autoritario" di cui parla il Comitato del No oggi è davvero lo stesso che lei combatteva quando c’era Berlusconi?
 "Assolutamente sì. Le grandi differenze tra le due riforme stanno soltanto nel rapporto Stato-Regioni. Se il disegno di Berlusconi era federalista, per quanto confusamente, quello di Renzi è decisamente neo-centralista. Le autonomie locali sono svuotate. Senato della autonomie, lo chiamano. In realtà le autonomia sono bastonate”.

E dove sono le affinità tra le due riforme?
"Viene rafforzato il potere esecutivo ai danni del legislativo, che viene ridotto ad un ruolo ancillare".

Ma Renzi sostiene che nessun nuovo potere viene attribuito al premier.
"La verità è che il ruolo del Parlamento viene ridimensionato. Tutto è dato in mano al governo, che grazie al premio di maggioranza previsto dalla nuova legge elettorale è consegnato ad una minoranza. Per me è un vero e proprio furto di seggi".
 
I sostenitori del Sì parlano di maggiore governabilità, altro che "rischio autoritario".
"Certo che aumenterà la governabilità, a danno però della rappresentanza. Dicono che non hanno toccato la prima parte della Costituzione ma la legge elettorale incide sulla possibilità di esprimere la sovranità popolare, impedendo di eleggere la seconda Camera".
 
L’appello di entrambi i fronti è ad "affrontare il merito" e superare il clima da stadio. Lo ha raccomandato ieri anche Mattarella.
"A me pare che i contrari alla riforma entrano di più nel merito".
 
Pensate anche voi, come Renzi, di andare in piazza come facevate al tempo dei "girotondi"?
"A pochi giorni dal referendum dovremo certo organizzare una manifestazione per il No".
 
 Ma lei vede ancora la capacità di portare la gente in piazza a manifestare?
 "Vedo che si moltiplicano gli incontri pubblici. C’è partecipazione, dagli studenti ai pensionati".
 
 C’è chi sottolinea che il fronte del No è molto "variegato". Ad unirlo sarebbe soltanto l’avversione contro Renzi.
 "Alcune posizioni nel fronte del No sono in effetti un po’ ipocrite. Ad esempio quella di D’Alema, che fece con Berlusconi la Bicamerale contro cui protestavamo noi dei 'girotondi'. A sinistra c’è grande spaesamento. Se il Jobs Act e l’Italicum e la riforma costituzionale li avesse fatti un governo di centrodestra anziché Renzi, chissà quanto avrebbe protestato il Pd".
 
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