Politica

Vertice governo-Anm. Davigo: "Abbiamo espresso disagio. Da Renzi apertura"

Sul tavolo la riforma del processo penale e questioni pensionistiche. Il presidente del sindacato delle toghe: "Su sciopero deciderà il comitato direttivo"

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ROMA - "Abbiamo manifestato il disagio della magistratura per una serie di problemi e da Renzi è arrivata una apertura su una serie di cose". Così il presidente dell'Associazione nazionale magistrati (Anm) Piercamillo Davigo al termine di due ore di incontro a Palazzo Chigi con il premier Matteo Renzi e il ministro della giustizia Andrea Orlando.

Sul tavolo del confronto di questa mattina la riforma del processo penale, un'incompiuta che rischia di rimanere congelata fino a dopo il referendum; la proroga del pensionamento  per i vertici di Cassazione, Consiglio di Stato e Corte dei Conti, e non per tutti i magistrati, varata per decreto e approvata con la fiducia, a differenza del ddl sul penale; e i problemi di personale che il sistema giustizia continua ad avere. Sullo sfondo, la minaccia di uno sciopero già evocata nei giorni scorsi dal sindacato delle toghe.
 
Renzi, interpellato ieri sul punto da Lucia Annunziata durante il programma "In 1/2 ora", non si è scomposto: "Uno sciopero ora sarebbe incomprensibile. Che scioperino, ma facciano le sentenze. A me non interessa la paginata di giornale sull'avviso di garanzia".  E sull'ipotesi di sciopero Davigo oggi ha precisato: "Deciderà il Comitato direttivo centrale dell'Anm, non io né la giunta".
 
Ma, nonostante la disponibilità dimostrata da Renzi durante il colloquio di oggi, il clima fra Anm e governo rimane tutt'altro che disteso. La riforma sul processo penale non convince. Davigo l'ha definita "inutile e dannosa". Nel mirino la norma che prevede che se il pm non fa richiesta di rinvio a giudizio entro tre mesi dalla chiusura indagini, il procuratore generale avoca a sé l'inchiesta. Un timing che si scontra con la carenza di personale, dicono le toghe. Dubbi anche sulla prescrizione: l'Anm vorrebbe che si arrestasse dopo la condanna in primo grado per non mandare in fumo i processi, mentre il ddl prevede uno 'stop and go' tra primo e secondo grado. Ora tutto il testo è fermo al Senato. Renzi non ha voluto andare allo scontro diretto con i magistrati  e usare la fiducia, come avrebbe preferito Orlando.

Eppure in questi giorni è arrivato anche un richiamo dall'Ocse, che chiede al più presto una riforma. Risorse e personale saranno un altro tema forte, e qui Orlando potrà far valere le prossime mille assunzioni di personale amministrativo, un nuovo concorso per 360 magistrati, l'ipotesi in Stabilità di una proroga per i tirocinanti, le risorse per l'informatizzazione.

Ma è sui pensionamenti che rischia di consumarsi lo scontro. La doppia corsia che premia pochi magistrati e taglia fuori molti non va giù alle toghe. Davigo ha chiesto infatti di estendere la proroga dei pensionamenti a tutti i magistrati data "la spaventosa scopertura di organico".
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