Politica

Referendum, guanto di sfida di Renzi a Grilllo: "Perché scappi dal confronto in tv?"

Il leader M5s annuncia il suo tour per il No e dice: "Sto nelle piazze non faccio risibili passerelle". E intanto il Tribunale di Milano precisa "Decisione sul ricorso Onida non prima di 10 giorni". Salvini fa il verso al premier: "Perché scappi dai confronti in tv?"

2 minuti di lettura
ROMA - Matteo Renzi 'chiama' Beppe Grillo: "Io non definisco gufi quelli che si oppongono al governo - dice il premier, intervistato nel nuovo libro di Bruno Vespa - ma quelli che vogliono negare il futuro all'Italia. E quelli che negano e drammatizzano più degli altri sono i M5s. Poi, quando vai al dunque e nella campagna elettorale per il referendum costituzionale invito Beppe Grillo a un confronto, lui scappa". Il capo del governo sollecita insomma il leader cinquestelle a un dibattito televisivo, per adesso senza risultati. E intanto attacca: "Il Movimento dipinge il futuro in una dimensione horror che paradossalmente incontra qualche parentela in una parte della destra e nella sinistra radicale". Ma Renzi, nel momento in cui sfida Grillo si ritrova a sua volta sfidato da Matteo Salvini, anche lui chiede al premier un confronto in tv e lo fa usando le sue stesse parole: "Renzi perché scappi dai confronti tv? Io ci sono. Pronto a  qualsiasi dibattito senza preclusioni di reti o trasmissioni".

Il guanto di sfida al leader dei Cinque Stelle viene lanciato proprio nel giorno in cui Grillo presenta il 'Treno Tour' pentastellato per il No. Partirà il 10 novembre, si legge sul blog del capo, ed elenca le tappe dell'iniziativa che attraverserà l'Italia e si concluderà a Torino il 2 dicembre "con un grande evento finale". In tutto, 47 appuntamenti, "uno per ogni articolo della Costituzione violato dalla schiforma". "Il NO è nettamente in testa - assicura Grillo - La propaganda renziana permea ogni spazio dell'informazione di regime e il quesito è stato formulato in modo tale da ingannare gli indecisi dell'ultimo minuto".  E sul blog Grillo risponde direttamente al premier: "Io sono nelle piazze fra la gente. Non mi metterai lì come Zagrebelsky o De Mita. Non mi faccio accostare o aggiungere in questa risibile passerella. Mi hai fatto rimanere anche un po' male sinceramente, non mi sento uno di loro". E aggiunge: "La tua retorica lattante non è per me, perché non è per il Paese, non serve al Paese! Vuoi confrontarti in tv? Abbiamo un vicepresidente della Camera bello giovane, pronto a sopportarti. Io non ti lascio lì a dire panzane senza darti un taglio secco, lo sai bene, lo ho già fatto nello streaming". Il comico genovese se la prende con la formulazione del referendum, oggetto anche di un ricorso alla magistratura dell'ex presidente della Consulta Valerio Onida. E proprio a tal proposito si fa sentire anche il Tribunale civile di Milano,  precisando che le decisioni sull'iniziativa di Onida e su un'altra simile presentata da un pool di avvocati verrà presa "non prima di dieci giorni".

In attesa della pronuncia dei giudici, evapora ogni possibilità di rinvio 'politico' del referendum. Manca una proposta concreta e manca anche il via libera delle opposizioni. "Si tratta di una vicenda chiaramente chiusa - sottolinea il ministro dell'Interno Angelino Alfano, che pure aveva aperto all'ipotesi di uno slittamento - ciascuno ha parlato in modo chiaro. Ho parlato a livello personale e come presidente del mio partito". Netto anche il presidente emerito della Repubbblica, Giorgio Napolitano:  "Non mi occupo di cose che non stanno né in cielo né in terra".

 
I commenti dei lettori