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Referendum, Brunetta a RepTv: "Silvio può riunire le destre e vincere. Il mio sogno? Che Renzi perda 40 a 60"

Il capogruppo Fi alla Camera al videoforum condotto da Massimo Giannini e Laura Pertici
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ROMA - "Io ho un sogno, che Renzi perda il referendum 40 a 60, vada da Mattarella, e presenti le sue dimissioni. Il presidente a quel punto lo incarica nuovamente col suo governo dimissionario per trovare un altro accordo e rifare la legge elettorale. Poi si torna alle urne. Nessun governicchio, solo un re-incarico di scopo, e poi nuove elezioni". Renato Brunetta parla al videoforum di RepTv con Massimo Gianni e Laura Pertici.

Da Berlusconi che può ancora essere leader della destra, alla sconfitta della vecchia proposta di centrodestra di riforma della Costituzione, dalla canottiera di Fini, a Stefano Parisi, "un bravo signore che però ha sempre detto di non essere di Forza Italia e la cui lista a Milano ha preso poco più del 2,6 per cento", il capogruppo di Fi alla Camera ce ne ha per tutti, ma subito boccia il tentativo di creare un centrodestra moderato riunito intorno all'ex candidato sindaco di Milano, che aveva attaccato Salvini. E la vede così: "Abbiamo Berlusconi, è lui che unisce tutti". Ma non è un po' troppo anziano? osservano da studio: "No, in fondo Trump ha pochi anni meno di Silvio".

Brunetta (Fi): "Berlusconi oggi può unire le destre per vincere, come nel '94"

Insiste quindi con la sua linea. "Silvio può riunire le destre e vincere". E argomenta: "Il centrodestra separato perde sempre, se vuole vincere deve tenere dentro tutto da Meloni a Salvini. Del resto anche in Europa ci sono tanti tipi di destre, quelle massimaliste, le riformiste, c'è Sarkozy, c'è Le Pen. Berlusconi nel '94 era riuscito nella geniale operazione di mettere insieme le nostre destre, sì, fu proprio una genialata. Da lì governò 10 anni. Ecco, anche oggi è possibile mettere insieme le varie anime per governare. Chi il leader? Sempre Silvio, al momento c'è lui, vivo e vegeto, nonostante le vicissitudine della legge Severino, magari come padre nobile, federatore, dopodiché tutti quelli che stanno dentro a questo processo di unificazione possono andare avanti".

"Ma era 24 anni fa, ora è tutto diverso, più complicato", osserva Giannini. E Brunetta: "Ma lei si ricorda che avevamo anche Bossi in canottiera", dice, sottolineando fino a che punto fossero diversi. E ancora Giannini:  "Domenica Forza Italia si è spaccata tra Firenze e Padova. A Firenze col leader leghista che si è candidato a leader di tutto il centrodestra c'erano anche i vostri, penso a Toti, ad esempio, mentre a Padova Parisi ha detto: "Noi non siamo quella roba là".

Brunetta scatta: "A Padova c'erano 260 persone, e lui ha detto che non è di Forza Italia. Parisi è un signore che cerca di aggregare la destra moderata, va bene, bel lavoro, ma ha sbagliato ad attaccare Salvini. Si è candidato a Milano e ha perso: la sua lista a Milano ha preso tra il 2,8 e il 3 per cento, Fi il 20 per cento. La verità vera è che Parisi piace molto più al centrosinistra".

Brunetta (Fi): "Parisi non è dei nostri e ha sbagliato ad attaccare Salvini"

"Berlusconi ha dichiarato che oggi nella politica vede un solo leader, Matteo Renzi, lei è d'accordo" chiede Laura Pertici, "Guardi, si riferiva al centrosinistra, sicuramente si riferiva al campo del centrosinistra", così l'esponente azzurro che poi vira su "il nostro federatore, il nostro aggregatore si chiama Berlusconi, dopo la nostra vittoria del No il 4 dicembre (speriamo!) per cancellare questa riforma eversiva, dobbiamo dare una linea, il centrodestra ha il dovere di costruire un percorso unico, essere un soggetto unitario. La mia idea? Eleggiamo 100 costituenti nel centrodestra che individuino programmi, regole della leadership, con diecimila gazebi in tutta Italia, penso a nomi come Fitto, Mario Mauro, Rotondi".

Riforme, Brunetta (Fi): "Abbiamo sbagliato sia noi che Renzi, serve una Costituente"

"Anche Alfano?", chiedono da studio: "No, lui sta con Renzi, è dall'altra parte. Certo, se facesse cadere il governo e votasse No, benvenga, riaccogliamo le pecorelle smarrite".

L'INTEGRALE DEL VIDEOFORUM

Ma se Renzi cade, volete andare a nuove elezioni e lasciare il paese in mano ai Cinquestelle?, chiede un lettore: "Ma chi l'ha detto! Se vince il no, cade l'Italicum. Lo dicono tutti, anche la Corte Costituzionale, che sentenzierà a febbraio, stando ai rumors. Il mio auspicio e che Renzi va dal presidente della Repubblica e questo lo incarica - ormai depotenziato - di trovare in Parlamento un accordo per una nuova legge elettorale. Poi si va a votare su base proporzionale".

"Ma è sicuro che questo referendum stia ricompattando il centrodestra? Lei mena contro la riforma mentre altri, ad esempio quelli del partito azienda di Berlusconi, e penso a Confalonieri, sono molto più possibilisti col Sì" domanda Massimo Giannini. "Guardi, io ho grande stima di Confalonieri, ma io non sono mai entrato nei suoi consigli d'amministrazione, nei suoi problemi d'azienda. E le aziende sono aziende, la politica è la politica, luoghi diversi. Mi è dispiaciuto ad esempio che Claudio Bisio abbia fatto un endorsement per il Sì. Dispiaciuto e deluso, un attore dovrebbe stare attento a cosa dice". Confalonieri si faccia gli affari suoi?, scherzano in studio "Parole vostre, io lo dico con più eleganza".

Ci spiega la vostra riforma costituzionale? "L'avevamo fatta nel 2006, a maggioranza, con l'articolo 138. E il popolo sovrano ci disse No". ("per fortuna", chiosa Giannini). Forse il 138 non è adatto, forse è necessaria un'assemblea costituente, che riformi in un anno la Costituzione. Sì, vorrei un parlamento costituente che approvi la riforma della Costituzione con l'80 per cento dei voti. E comunque se avevamo sbagliato noi, anche Renzi ha sbagliato. E' paradossale che Bersani, che ha vinto le elezioni grazie alle quali Renzi governa, voti No".

"La trasnumanza degli eletti da un partito all'altro. Cosa ne pensa?": "Nella nostra riforma, oltre al presidenzialismo prevedevamo anche il fatto che chi cambia casatta si deve dimettere, cioè l'obbligo al vincolo di mandato". Giannini lo interrompe: "Veramente tutto è cominciato all'interno del vostro partito, Berlusconi ha anche un processo per compravendita di voti..." E Brunetta: "Sono pratiche che vengono da molto lontano, Tremonti mi raccontato l'antica storia di un vaso al ministero del Tesoro, con dentro tanti biglietti da visita. Ma certo è che ora ci sono 60 senatori eletti da una parte che sono passati dall'altra: come possono cambiare la Costutuzione? Se venisse un marziano direbbe siete matti? E comunque una riforma costituzionale che divide il paese non è una bella cosa". Venerdì prossimo alle 11, ospite di RepTV Gianni Cuperlo.

 
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