ROMA - I governi da sempre hanno elargito finanziamenti ai Comuni con piani e investimenti ad hoc. Ma nell’era Renzi questo normale trasferimento di fondi fra Stato e amministrazioni locali acquista nuova enfasi.
Il meccanismo è sempre lo stesso, ma è l’impacchettamento, ossia il modo di presentarlo all’opinione pubblica, che è diverso. E allora ecco che il presidente del Consiglio firma i "patti per le città", con reciproco interesse delle parti: i comuni incamerano fondi preziosi, il governo consensi. L’ultimo, da 168 milioni di euro, è stato siglato questa mattina con il sindaco Massimo Zedda per la Città metropolitana di Cagliari. 51 milioni saranno sbloccati per la metropolitana di superficie, 20 per il riassetto idrogeologico, 39 per scuole e impianti sportivi.
Da maggio scorso a oggi di patti simili ne sono stati firmati almeno una decina. Per Matteo Renzi sono "un vero e proprio metodo di lavoro”, cruciale anche "per la battaglia da fare in Europa". Andiamo dunque a ritroso nel tempo e proviamo ad riepilogarli.
5 novembre, patto per Firenze. L’accordo da due miliardi e 200 milioni, sottoscritto con il sindaco Dario Nardella, riguarda la nuova 429 nel tratto Castelfiorentino-Certaldo, il ponte sull’Arno tra Montelupo e Limite, e l’ampliamento del polo scolastico in via Sanzio.
26 ottobre, patto per Napoli. Il governo firma con il sindaco Luigi De Magistris l’intesa che prevede lo sblocco di 308 milioni di euro da spendere in opere pubbliche. Il patto ha segnato anche una “tregua istituzionale” tra il premier e l’ex pm.
22 ottobre, patto per Messina. Un contratto per lo sviluppo della città siciliana da 332 milioni di euro in tre anni, 61 dei quali entro il 2017, sottoscritto con il sindaco pacifista Renato Accorinti, fondatore del movimento "No Ponte".
7 ottobre, patto per Genova. Non ancora firmato ma impostato con il sindaco Marco Doria per finanziare gli interventi e le prospettive di sviluppo di cui la città ha bisogno, dal Blue Print di Renzo Piano alle infrastrutture, al rilancio delle aziende e dei settori economici in crescita o con potenzialità di sviluppo.
6 ottobre, patto per Torino. Anche questo è stato solo delineato dal presidente del Consiglio durante una colazione di lavoro con la sindaca M5s Chiara Appendino. Ci sarà anche la collaborazione del governatore del Piemonte Sergio Chiamparino. Alcuni commentatori hanno parlato di "strategia selettiva" del premier verso i sindaci pentastellati. Sul fronte Roma Renzi sembra prendere tempo.
13 settembre, patto per Milano. Il prolungamento delle linee della metro, la riqualificazione delle periferie, la nascita di una no tax area sui terreni di Expo in modo da attrarre investimenti. Sono tra i punti del Patto per Milano da due miliardi siglato con il sindaco Giuseppe Sala.
17 maggio, patto per Bari. È un assegno da 230 milioni di euro quello staccato dal governo a Bari. Il presidente del consiglio e il sindaco Antonio Decaro hanno firmato nella sede dell'ex Provincia il Patto per la Città metropolitana di Bari, destinato a finanziare le infrastrutture nei 41 comuni del barese. A questo si aggiunge il “patto per la Puglia”, siglato a settembre, attraverso cui il governo ha assegnato 2 miliardi 71 milioni di euro all’intera Regione.
30 aprile, patti per Reggio Calabria, Catania e Palermo. In una sola giornata, l’ultimo sabato di aprile per l’appunto, Renzi ha firmato tre patti. Prima quello con il sindaco Giuseppe Falcomatà che ha stanziato 133 milioni di euro per la Città Metropolitana di Reggio Calabria. Poi il patto per Catania da 740 milioni di euro firmato con Enzo Bianco. Infine quello per Palermo con Leoluca Orlando, altri 770 milioni per la mobilità, il Teatro Massimo e le infrastrutture cittadine.
Il contratto per Taranto. Ai patti elencati va poi aggiunto il Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto che si arricchisce di nuovi progetti. Lo strumento pensato dal governo (e poi inserito nella legge 20 del 2015) per favorire il rilancio dell'area attraverso l'effettiva spesa di 850 milioni di risorse stanziate negli anni precedenti, ad oggi consuntiva progetti conclusi o in fase avanzata per 392 milioni, risorse erogate per 143 milioni, progetti avviati o prossimi all'avvio per 459 milioni.
Il meccanismo è sempre lo stesso, ma è l’impacchettamento, ossia il modo di presentarlo all’opinione pubblica, che è diverso. E allora ecco che il presidente del Consiglio firma i "patti per le città", con reciproco interesse delle parti: i comuni incamerano fondi preziosi, il governo consensi. L’ultimo, da 168 milioni di euro, è stato siglato questa mattina con il sindaco Massimo Zedda per la Città metropolitana di Cagliari. 51 milioni saranno sbloccati per la metropolitana di superficie, 20 per il riassetto idrogeologico, 39 per scuole e impianti sportivi.
Da maggio scorso a oggi di patti simili ne sono stati firmati almeno una decina. Per Matteo Renzi sono "un vero e proprio metodo di lavoro”, cruciale anche "per la battaglia da fare in Europa". Andiamo dunque a ritroso nel tempo e proviamo ad riepilogarli.
5 novembre, patto per Firenze. L’accordo da due miliardi e 200 milioni, sottoscritto con il sindaco Dario Nardella, riguarda la nuova 429 nel tratto Castelfiorentino-Certaldo, il ponte sull’Arno tra Montelupo e Limite, e l’ampliamento del polo scolastico in via Sanzio.
26 ottobre, patto per Napoli. Il governo firma con il sindaco Luigi De Magistris l’intesa che prevede lo sblocco di 308 milioni di euro da spendere in opere pubbliche. Il patto ha segnato anche una “tregua istituzionale” tra il premier e l’ex pm.
22 ottobre, patto per Messina. Un contratto per lo sviluppo della città siciliana da 332 milioni di euro in tre anni, 61 dei quali entro il 2017, sottoscritto con il sindaco pacifista Renato Accorinti, fondatore del movimento "No Ponte".
7 ottobre, patto per Genova. Non ancora firmato ma impostato con il sindaco Marco Doria per finanziare gli interventi e le prospettive di sviluppo di cui la città ha bisogno, dal Blue Print di Renzo Piano alle infrastrutture, al rilancio delle aziende e dei settori economici in crescita o con potenzialità di sviluppo.
6 ottobre, patto per Torino. Anche questo è stato solo delineato dal presidente del Consiglio durante una colazione di lavoro con la sindaca M5s Chiara Appendino. Ci sarà anche la collaborazione del governatore del Piemonte Sergio Chiamparino. Alcuni commentatori hanno parlato di "strategia selettiva" del premier verso i sindaci pentastellati. Sul fronte Roma Renzi sembra prendere tempo.
13 settembre, patto per Milano. Il prolungamento delle linee della metro, la riqualificazione delle periferie, la nascita di una no tax area sui terreni di Expo in modo da attrarre investimenti. Sono tra i punti del Patto per Milano da due miliardi siglato con il sindaco Giuseppe Sala.
17 maggio, patto per Bari. È un assegno da 230 milioni di euro quello staccato dal governo a Bari. Il presidente del consiglio e il sindaco Antonio Decaro hanno firmato nella sede dell'ex Provincia il Patto per la Città metropolitana di Bari, destinato a finanziare le infrastrutture nei 41 comuni del barese. A questo si aggiunge il “patto per la Puglia”, siglato a settembre, attraverso cui il governo ha assegnato 2 miliardi 71 milioni di euro all’intera Regione.
30 aprile, patti per Reggio Calabria, Catania e Palermo. In una sola giornata, l’ultimo sabato di aprile per l’appunto, Renzi ha firmato tre patti. Prima quello con il sindaco Giuseppe Falcomatà che ha stanziato 133 milioni di euro per la Città Metropolitana di Reggio Calabria. Poi il patto per Catania da 740 milioni di euro firmato con Enzo Bianco. Infine quello per Palermo con Leoluca Orlando, altri 770 milioni per la mobilità, il Teatro Massimo e le infrastrutture cittadine.
Il contratto per Taranto. Ai patti elencati va poi aggiunto il Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto che si arricchisce di nuovi progetti. Lo strumento pensato dal governo (e poi inserito nella legge 20 del 2015) per favorire il rilancio dell'area attraverso l'effettiva spesa di 850 milioni di risorse stanziate negli anni precedenti, ad oggi consuntiva progetti conclusi o in fase avanzata per 392 milioni, risorse erogate per 143 milioni, progetti avviati o prossimi all'avvio per 459 milioni.