Referendum, Cuperlo: "Non bloccare il tentativo di riforma è la scelta giusta per il Paese"
di MONICA RUBINO
Gianni Cuperlo al videoforum di Repubblica Tv
L'esponente della minoranza Pd ospite del Videoforum di Repubblica Tv: "I sondaggi per i No sono frutto anche della campagna di Renzi"
Aggiornato alle 1 minuti di lettura
ROMA - "Perché ho firmato l'accordo sull'Italicum? Perché quel documento contiene le nostre richieste: elezione diretta dei senatori secondo il disegno di legge Fornaro-Chiti, il superamento del ballottaggio, un premio di maggioranza più contenuto". Gianni Cuperlo, deputato Pd ed esponente della minoranza del partito, al videoforum di Repubblica Tv si dichiara convinto della sua scelta. E pensa al "giorno dopo" il referendum costituzionale: "C'è da meditare su quale sarà l'Italia che ci ritroveremo il 5 dicembre e, secondo me, non bloccare questo progetto di riforma è la scelta più giusta".
Per Cuperlo una sinistra divisa, frammentata, spezzata nella sua unità più profonda, è più debole: "Dobbiamo sforzarci di ritrovare l'unità. Dopo il referendum ci sarà bisogno di un Pd e di una sinistra più uniti e forti". E racconta un retro…
ROMA - "Perché ho firmato l'accordo sull'Italicum? Perché quel documento contiene le nostre richieste: elezione diretta dei senatori secondo il disegno di legge Fornaro-Chiti, il superamento del ballottaggio, un premio di maggioranza più contenuto". Gianni Cuperlo, deputato Pd ed esponente della minoranza del partito, al videoforum di Repubblica Tv si dichiara convinto della sua scelta. E pensa al "giorno dopo" il referendum costituzionale: "C'è da meditare su quale sarà l'Italia che ci ritroveremo il 5 dicembre e, secondo me, non bloccare questo progetto di riforma è la scelta più giusta".
Per Cuperlo una sinistra divisa, frammentata, spezzata nella sua unità più profonda, è più debole: "Dobbiamo sforzarci di ritrovare l'unità. Dopo il referendum ci sarà bisogno di un Pd e di una sinistra più uniti e forti". E racconta un retroscena sulla firma del documento sulla legge elettorale: "Quella firma l'abbiamo costruita nel pomeriggio di sabato (5 novembre, ndr) e la mattina della domenica si chiudeva la Leopolda. Ho fatto una sola telefonata: ho chiamato Filippo Sensi, portavoce di Matteo Renzi, e gli ho detto di riferire al premier di non provare a utilizzare la mia firma per attaccare la minoranza contraria al documento. Alla fine il segretario non ne ha fatto cenno. Ma poi sappiamo com’è finita, con due o tre esagitati che hanno urlato "fuori fuori" alla minoranza dem...ecco questo non l'avrei permesso".
"Al posto del segretario del Pd - aggiunge Cuperlo - alla Leopolda mi sarei rivolto a tutto il partito per cercare l'unità. La comunicazione di questo referendum è contraddittoria proprio da parte di chi lo ha fortemente voluto. I sondaggi che vedono il No in vantaggio sono il frutto anche di questa modalità di proporre l'argomento: Renzi avrebbe dovuto elevare il tono di questa discussione".
Referendum, Cuperlo: "Sondaggi per il No frutto anche della campagna di Renzi"
In ogni caso per Cuperlo la bozza del documento della commissione Pd sulla riforma dell'Italicum contiene "le linee di una legge elettorale che può trovare in questo parlamento una larghissima maggioranza, tra il 70% e 80% per cento". E, se al referendum vincerà il No, secondo l'esponente Pd Renzi ne uscirà "ben più che acciaccatino", usando l'espressione di Pier Luigi Bersani: "La destra andrà all'incasso. Penso che il M5s sia una forza reale, ma la destra c'è, esiste in Italia, in Europa e nel mondo".
Viceversa, se vincerà il Sì il Paese ha diritto di tornare velocemente alle urne. "La parola deve tornare al popolo sovrano - dice Cuperlo - lo scenario di un voto anticipato è plausibile. C'è un elenco di priorità da rispettare, la prima è mettere in sicurezza la Costituzione". E conclude: "Potrebbe essere ragionevole anche anticipare il Congresso del Pd".
Referendum, Cuperlo: "Se vince SI, il Paese ha diritto di tornare al voto"