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Referendum, Franceschini a RepTv: "Da M5s polverone. Se vince 'no', Renzi deve restare"

Il ministro dei Beni culturali ospite del videoforum di Repubblica Tv: "Da che mondo è mondo, in campagna elettorale si mandano le lettere agli elettori". Nessun pentimento per il sostegno al premier, "ma non chiamatemi renziano"
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ROMA - Una contesa tra Pd e M5s, un duello a distanza. Questo sta diventando il Referendum. E ogni giorno c'è un rincorressi di nuove accuse. Oggi tre consiglieri della Rai hanno scritto alla

Riforme, lo scontro con i Cinquestelle: videoforum con il ministro Franceschini - L'integrale

"Ma non credo, non so cosa accade ogni momento in Rai, ma ci sono delle regole". Il ministro Dario Franceschini, ospite del videoforunm di Repubblica Tv non ritiene ci sia questo sbilanciamento.

Referendum, Franceschini: "Di Maio parla di brogli? Li denunci in procura"

Voto all'estero. C'è, poi, anche il problema del voto degli italiani all'estero che, però, secondo il ministro, è una polemica inutile e strumentale. "Nella mia memoria ho assistito a discussioni sui brogli dopo il voto. Le discussioni prima sono un inedito assoluto. Se Di Maio ha riscontra…
ROMA - Una contesa tra Pd e M5s, un duello a distanza. Questo sta diventando il Referendum. E ogni giorno c'è un rincorressi di nuove accuse. Oggi tre consiglieri della Rai hanno scritto alla

Riforme, lo scontro con i Cinquestelle: videoforum con il ministro Franceschini - L'integrale

"Ma non credo, non so cosa accade ogni momento in Rai, ma ci sono delle regole". Il ministro Dario Franceschini, ospite del videoforunm di Repubblica Tv non ritiene ci sia questo sbilanciamento.

Referendum, Franceschini: "Di Maio parla di brogli? Li denunci in procura"

Voto all'estero. C'è, poi, anche il problema del voto degli italiani all'estero che, però, secondo il ministro, è una polemica inutile e strumentale. "Nella mia memoria ho assistito a discussioni sui brogli dopo il voto. Le discussioni prima sono un inedito assoluto. Se Di Maio ha riscontrato irregolarità, le denunci, ma mi pare che si stia sollevando solo un gran polverone".

REFERENDUM COSTITUZIONALE - La guida completa di Repubblica

Spettro brogli. "Da che mondo e mondo si mandano lettere agli elettori. Mi sembra che in questa occasione non si stia puntando sul merito, ma si parla di altro. E questo mi pare grave", ha detto il ministro, che poi ha risposto alle domande dei lettori di Repubblica.

Governo avanti anche con il 'no'. Nell'ipotesi che vincesse il no, il ministro è convinto che il governo non debba dimettersi: "Il governo va avanti. È giusto, l'ho già detto. Non sono io che decido: lo decide il presidente del consiglio e il presidente della Repubblica. Ma io penso che il governo debba andare avanti". E chiarisce, ancora una volta, che "il referendum non c'entra niente col governo. Siccome questo governo ha avuto la fiducia delle Camere deve andare avanti". Franceschini rileva che il referendum è stato trasformato in "un modo per colpire Renzi. Chi vuole sfidare e battere Renzi nel Pd nel 2017 sa che ci sono i congressi e le primarie. Chi vuole battere Renzi sul piano politico sa che ci sono le elezioni politiche, tra un anno".

Propaganda della volgarità. "Scrofa ferita, killer...Non capisco che bisogno ci sia di questa aggressività - dice Franceschini in merito agli attacchi degli ultimi giorni e ai toni sempre più accesi -. Se vince il 'no', le conseguenze immediate si vedranno subito: leggo il Financial Times. Ho letto quello che ha detto Banca d'Italia, ho letto quello che dice Confindustria. Standing e Poor's. Può essere vero o non vero. So che c'è questo allarme in tutto il mondo, ma c'è una cosa che si vede a lungo termine: con un sistema a tre poli è scientifico che nessuno avrà la maggioranza al Senato e quindi o larghe intese o nuove elezioni. Insomma, instabilità.  Se vince il Sì una sola Camera e una maggioranza certa in quella Camera. Sono due cose ben diverse. Se vince il 'sì', si profila un mondo che abbiamo sognato da anni".

Franceschini: "Imbarazzo per De Luca? I 5 Stelle garantisti solo con il Movimento"

M5s, due pesi e due misure. Per Franceschini l'atteggiamento del Movimento di Beppe Grillo è ambiguo a seconda se si tratti degli avversari o dei suoi membri: "Certo è che non si possono usare due pesi e due misure. Penso a quanto è aggressivo il Movimento 5 Stelle riguardo agli avversari e quanto garantista per quello che riguarda il Movimento", ha commentato, in merito alla vicenda delle firme false a Palermo e a Bologna. "De Luca ha uno stile molto colorito - ha proseguito, riferendosi alle frasi rivolte dal presidente della Campania ai sindaci campani -, ma un conto è l'opportunità di un certo modo di fare, un'altra sono le indagini".

Rischio populismo. Il ministro teme che una vittoria del 'no' alimenti un'ondata populista che è già dilagante in Europa. "Il vincitore del No non sarebbe D'Alema, con tutto il rispetto, ma Grillo e Salvini. Di fronte una parte del nostro stesso partito si ferma ai dettagli, mentre c'è un movimento populista che sta dilagando in Europa, una fortissima onda antisistema, che ha portato alla Brexit e al trionfo di Trump".

"Non chiamatemi renziano". "Non mi sono pentito un minuto, ma non mi piacciono gli aggettivi". Il ministro non ci sta ad essere definito 'renziano': "Io ho sostenuto la candidatura di Renzi e non mi sono pentito un minuto. Renziano è un aggettivo...Coniugare le posizioni politiche con il cognome di un leader mi dà fastidio". E poi scherza: "Non mi sono mai piaciute queste espressioni, sin dai tempi in cui mi davano del 'demitiano' o 'zaccagniniano'. Non mi piace nemmeno 'franceschiniano', ma per fortuna ce ne sono di meno..."

Alta velocità. Con il referendum e la riforma della Costituzione "non si cancella il sistema regionale: su alcune competenze si correggono alcune cose che non hanno funzionato. Alcune materie è giusto che siano più competenza dello Stato come l'energia. O le grandi infrastrutture. Se si vuole portare l'Alta velocità, questa deve arrivare anche a Palermo e Catania. In mezzo c'è lo Stretto, quindi un ponte", ha detto il ministro. "Oggi l'Alta velocità arriva a Salerno. Non è giusto che l'Italia sia divisa in due. L'Alta velocità deve arrivare anche a Palermo e a Catania. Per arrivare bisogna attraversare lo Stretto di Messina. Se lei ha un'alternativa al ponte...", ha detto Franceschini rispondendo a un lettore che chiedeva un parere sulla grande opera.