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Renzi: "De Luca? Non possiamo giudicarlo sulle denunce degli oppositori". E invita ad abbassare i toni sul referendum

Il premier difende il governatore, nel mirino dell'Antimafia per le presunte pressioni agli amministratori campani. Attacca i Cinquestelle per le utenze pagate al portavoce Casalino con i fondi del gruppo al Senato. E a Berlusconi risponde: "Non capisco perché continui a pensare a me"
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Giù i toni, dice Renzi. “Tutti dobbiamo abbassare una marcia, scalare”. A dieci giorni dal voto sulla riforma costituzionale i decibel delle polemiche elettorali sono al massimo: accuse di brogli, insulti sanguinosi, il caso De Luca. “Un paese maturo va a votare con grande libertà senza inseguire le ultime polemiche”, spiega a Radio Anch’io. “Il 4 dicembre sarà una grande prova di democrazia. Abbiamo la possibilità di dare ai cittadini la parola definitiva. Per 10 anni ci siamo detti che all’Italia servivano le riforme, semplificare un Paese burocratico perfino nelle riforme. Si voti e vinca il migliore”. Sui possibili brogli, Renzi osserva: “E’ un evergreen, a tutte le elezioni si grida ai brogli, ma perché dobbiamo rovinare il gioco democratico con accuse mai provate”. Difende anche De Luca, appena nominato commissario della Sanità in Campania e nel mirino dell’Antimafia…
Giù i toni, dice Renzi. “Tutti dobbiamo abbassare una marcia, scalare”. A dieci giorni dal voto sulla riforma costituzionale i decibel delle polemiche elettorali sono al massimo: accuse di brogli, insulti sanguinosi, il caso De Luca. “Un paese maturo va a votare con grande libertà senza inseguire le ultime polemiche”, spiega a Radio Anch’io. “Il 4 dicembre sarà una grande prova di democrazia. Abbiamo la possibilità di dare ai cittadini la parola definitiva. Per 10 anni ci siamo detti che all’Italia servivano le riforme, semplificare un Paese burocratico perfino nelle riforme. Si voti e vinca il migliore”. Sui possibili brogli, Renzi osserva: “E’ un evergreen, a tutte le elezioni si grida ai brogli, ma perché dobbiamo rovinare il gioco democratico con accuse mai provate”. Difende anche De Luca, appena nominato commissario della Sanità in Campania e nel mirino dell’Antimafia per le presunte pressioni ai sindaci campani per indurli a votare Sì: “Ha detto una frase sbagliata su Bindi, ma vogliamo parlare di merito o votare su una frase di De Luca. Il rapporto tra De Luca e i sindaci della Campania lo dobbiamo giudicare sulle denunce di Di Maio o Scotto? I cittadini campani non votano sulle parole e vogliono continuare a pagare le utenze con i fondi del gruppo del Senato”, dice riferendosi all’affitto del portavoce M5S Rocco Casalino. Continua anche il duello a distanza con Berlusconi: “Renzi ha sbagliato mestiere. Avrebbe voluto fare il presentatore tv, l’avrei preso”, dice l’ex premier. Replica di Renzi: “Non capisco perché continui a pensare a me”.
 
S’infittiscono gli scenari per il dopo voto, specie se dovesse prevalere il No. Ieri l’incontro Renzi Mattarella al Quirinale verteva anche su questo. “Che Renzi rimanga o meno al governo è indifferente. Credo che sia probabile che resti, ha una maggioranza in Parlamento per non possiamo farci niente. Renzi ha personalizzato questo voto perché cerca nel referendum quella legittimità che gli manca” ha detto il Cavaliere a Radio 24. Renzi alla domanda se il governo metterà la fiducia sulla manovra ha infine risposto: “Lunedì con Padoan, quando la legge di stabilità sarà approvata, faremo una conferenza stampa per annunciare le novità e che cosa i cittadini si devono aspettare sapendo che l'operazione Equitalia va avanti, ci sono 2 miliardi in più per la sanità e i soldi per rilanciare l'economia".